Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00375 presentata da BOCCI GIANPIERO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20080617
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00375 presentata da GIANPIERO BOCCI martedi' 17 giugno 2008 nella seduta n.018 BOCCI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: la foresta che si trova in localita' Dunarobba, nel comune di Avigliano Umbro, costituisce un giacimento fossile di grande interesse e rarita', rappresentando un caso di conservazione completa nel sito dove i tronchi sono vissuti; in altri casi simili si parla di «foresta pietrificata» avendo il processo di fossilizzazione dato luogo ad una mineralizzazione del legno che non ha piu' le caratteristiche originarie; gli alberi di Dunarobba invece sono un unicum perche' la fossilizzazione ha conservato intatte le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno che resta vivo e puo' ancora reagire con l'ambiente esterno come se gli alberi fossero cresciuti ai giorni nostri; questo pone un grave problema di conservazione che puo' essere risolto solo con l'installazione di celle climatizzate e controllate; allo stato attuale gli alberi sono protetti solo con coperture parziali di fortuna, che non li riparano dagli agenti atmosferici e soprattutto dagli insetti che attaccano il legno provocando grossi buchi; l'interesse scientifico di questa foresta e' enorme, considerando che essa e' datata a circa 3 milioni di anni fa (Pliocene medio-superiore); il suo studio e' fondamentale per ricostruire il paleo ambiente e per la comprensione della storia geologica umbra e della penisola -: quali iniziative intendano assumere per il riconoscimento della foresta come patrimonio dell'umanita', per la conoscenza nelle scuole di questo reperto geologico unico al mondo e soprattutto quali provvedimenti intendano adottare per la tutela e la ricerca scientifica della foresta che rischia, nelle condizioni attuali, un irreversibile degrado.(4-00375)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 14 settembre 2009 nell'allegato B della seduta n. 213 All'Interrogazione 4-00375
presentata da GIANPIERO BOCCI Risposta. - Si fa riferimento alla interrogazione indicata in esame e si comunica quanto segue. La foresta fossile di Dunarobba (ffD) costituisce una delle aree piu' interessanti sotto il profilo geo-paleontologico non solo dell'Umbria ma dell'intero territorio nazionale. Il particolare interesse del sito e' principalmente legato alla tipologia del giacimento, poiche' questo conserva in toto ed in situ una antica foresta di eta' pliocenica, costituita da numerosi tronchi di alberi in posizione vitale inglobati in sedimenti continentali. Nella documentazione paleontologica sono pochi gli esempi di situazioni simili, mentre sono piu' comuni giacimenti che conservano solo ceppi di alberi in posizione vitale. L'area di Dunarobba e' localizzata all'interno del bacino sedimentario tiberino di eta' plio-pleistocenica. I sedimenti che contengono i tronchi fossili si sono deposti in un ambiente costiero lacustre di tipo paludoso; questo margine lacustre era caratterizzato dalla presenza di anse riparate, acque basse e tranquille e piccoli stagni separati dal lago da barre di terra emersa. Probabilmente, lenti e continui processi di seppellimento degli alberi hanno permesso la conservazione dei tronchi, per una lunghezza, in alcuni casi di oltre 8 metri, in posizione vitale; il conteggio degli anelli annuali di accrescimento di alcuni tronchi fossili sembrerebbe indicare un'eta' per molti esemplari arborei di circa 2000/3000 anni. La foresta fossile rappresenta un immenso patrimonio culturale di importanza internazionale che merita di essere conservato, tutelato e valorizzato nei modi piu' adeguati poiche' questa e' un «archivio unico» in grado di testimoniare i cambiamenti paleoambientali naturali che hanno interessato il Bacino Tiberino negli ultimi milioni di anni. La conservazione e la tutela di un sito paleontologico all'aperto, come il giacimento di Dunarobba, sono argomenti di non facile soluzione e richiedono strategie e tecniche complesse e, in alcuni casi, uniche, legate al particolare stato di conservazione dei tronchi. Negli anni la soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria, ha monitorato i tronchi della foresta avvalendosi della costante collaborazione del Consiglio nazionale delle ricerche/Istituto valorizzazione legno e specie arboree di Firenze; in conseguenza della particolare forma di fossilizzazione dei tronchi, che li rende sensibili ai cambiamenti stagionali, sono stati raccolti dati meteorologici annuali, l'analisi dei quali contribuisce ad elaborare un metodo, prolungato nel tempo, di protezione. Le indagini sulla conservazione dei tronchi, negli anni, sono comunque state sempre piu' penalizzate da una costante diminuzione di fondi messi a disposizione della soprintendenza per questo scopo; nell'ambito di un progetto per la conservazione e salvaguardia dei tronchi sono ora in corso di esecuzione, con fondi del Ministero dell'ambiente e messi a disposizione del comune di Avigliano Umbro, sperimentazioni con resine messe a punto, ad hoc per Dunarobba, nei laboratori Mapei sotto lo stretto controllo ed indirizzo di ricerca del Cnr/Ivalsa e la supervisione del personale della soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria. Tali resine naturali, sperimentate prima in laboratorio su legni provenienti sempre dalla foresta in parola, vengono applicate ad alberi campione della stessa foresta, situati sia all'aperto che in camera climatizzata; al termine del cielo di applicazioni, sara' possibile verificare l'indice di protezione; i risultati di laboratorio sono stati estremamente positivi sull'efficacia protettiva delle resine sui legni di Dunarobba e, pertanto, fanno ben sperare in una simile azione anche sui legni in situ. La sperimentazione e' stata preceduta da monitoraggi, sullo stato dei tronchi non trattati, effettuati dal CNR di Pisa, che consentiranno la verifica accurata e stagionale dell'efficacia delle resine. Nell'ambito dello stesso progetto per la conservazione dei tronchi, e' stata messa a punto una camera climatica, costruita intorno al gruppo piu' cospicuo di tronchi ed i dati monitorati al suo interno, forniranno le linee guida per una futura ulteriore protezione. Al costo di esercizio della camera, fara' fronte solo per il primo anno, il comune di Avigliano; la soprintendenza, da parte sua, non ha nelle proprie disponibilita' i fondi necessari per intervenire. Dai risultati ottenuti con i suddetti lavori, ancora in corso, si potranno valutare e progettare le opere necessarie alla conservazione del legno della foresta nella sua naturalita' cosi' particolare. Sino ad oggi la salvaguardia dei tronchi e' stata assicurata da strutture a doppio spiovente che ne garantiscono la protezione dagli agenti atmosferici e da eccessive escursioni termiche. A questo proposito si fa presente che il legno dei tronchi, considerato il particolare tipo di fossilizzazione, presenta un notevole indice di umidita'; la chiusura, pertanto, dei tronchi in strutture stagne, prive dell'indispensabile, calibrata climatizzazione, potrebbe favorire la riproduzione di muffe e organismi nocivi: la soluzione sinora adottata, consentendo lo scambio di umidita' tra i tronchi e l'atmosfera circostante, si e' dimostrata idonea alla loro conservazione, pur rappresentando soltanto un passaggio verso realizzazioni di maggiore respiro. È indubbio che, date le attuali conoscenze scientifiche, la «protezione» non potra' essere definitiva, ma consentira' alla foresta di affrontare in sicurezza il prossimo futuro e di andare incontro a nuove tecnologie; la storia del restauro conservativo ci insegna che e' fondamentale far si che i beni culturali riescano a superare il momento contingente e, di conseguenza, usufruire nel futuro di sempre piu' avanzate e raffinate tecniche conservative. Si fa anche presente che la conservazione dei resti vegetali di interesse paleontologico, ancora inesplorati, e' assicurata dal sedimento inglobante e che, qualora fossero messi in luce da lavori di cava, la soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria, tramite il proprio personale incaricato della tutela dei beni paleontologici, e per quanto consentito dai mezzi a disposizione, assicura il controllo costante dell'attivita' di escavazione, provvedendo, in caso di ritrovamenti fortuiti, al recupero del bene. Sono allo studio varie soluzioni al problema della grave insufficienza di risorse umane ed economiche, anche attraverso una forma di sponsorizzazione da parte di produttori di pannelli fotovoltaici, cosi' da poter utilizzare le coperture provvisorie dei siti, inadeguate, ma, comunque necessarie, come fonte di reddito per la tutela, la valorizzazione e la gestione dei medesimi, essendo possibile, con appositi contratti di utenza e contatori, vendere in rete la corrente elettrica eccedente i consumi. Per quanto riguarda, infine, il riconoscimento della ffd come patrimonio dell'umanita', non si puo' che auspicarlo. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca: Mariastella Gelmini.