Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00456 presentata da SPECIALE ROBERTO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20080624
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00456 presentata da ROBERTO SPECIALE martedi' 24 giugno 2008 nella seduta n.022 SPECIALE, LUCIANO ROSSI e GIRLANDA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: la recente operazione anticrimine condotta dalle Forze di polizia sotto la direzione della procura della Repubblica di Perugia, conclusa con l'emissione di provvedimenti restrittivi della liberta' personale a carico di 35 soggetti, ha di fatto rivelato un sistema di affari e potere riconducibile a dirigenti e funzionari pubblici della provincia di Perugia, del comune di Perugia e della regione Umbria, nonche' dell'ANAS; siffatto sodalizio ha permesso alle persone coinvolte di incassare svariati milioni di euro con la sospetta irregolare gestione e aggiudicazione di gare d'appalto o conducendo lavori in sottrazione alla prescritta giusta e libera concorrenza tra aziende, in quanto eseguiti in forza di trattativa privata, palesante mancanza di presupposti di fatto e di diritto; in Umbria tale operazione ha creato diffuso sconcerto in quanto la vicenda vede il coinvolgimento di noti imprenditori del territorio umbro, alcuni dei quali attualmente ricoprono ruoli istituzionali; le indicazioni rivelate dagli organi di stampa confermerebbero la bonta' delle deduzioni svolte dalla magistratura inquirente e le condotte accusate di illecito oltre ad essere reiterate da tempo non presenterebbero profili di illegalita' a dire di alcuni indagati, pensando gli stessi «che era meglio che prendessero i lavori le imprese dell'Umbria invece che quelle di fuori»; pur nella presunzione di innocenza degli indagati fino all'ultimo grado di giudizio, si vanno accentuando anche in Umbria i segnali preoccupanti di tentativi di infiltrazione perpetrati da soggetti legati a taluni gruppi economici che sono interessati all'acquisizione diretta o indiretta di grosse commesse pubbliche anche tramite appalti truccati, senza disdegnare l'investimento di grosse somme di denaro di dubbia provenienza in attivita' commerciali e turistiche in zone ad alto valore ambientale; occorre finanche sottolineare che la grave vicenda giudiziaria in argomento denuncia di fatto un inquietante status quo socio-politico-economico in Umbria che indebolisce il generale tessuto produttivo e stringe in una morsa la gran parte degli imprenditori locali che, quali vere e proprie vittime, sono sovente costretti ad adeguarsi al sistema cosi' delineato pur di sopravvivere -: se i Ministri interessati e, in particolare il Ministro dell'interno anche ai sensi dell'articolo 14 del decreto-legge n. 152 del 1991 (convertito in legge dalla legge n. 203 del 1991), non ritengano, nell'ambito delle prerogative normativamente previste in capo ad essi, di avviare indagini a campione mirate a verificare la regolarita' degli appalti concessi dagli enti citati in premessa, nonche' di disporre specifici accertamenti volti a individuare ulteriori possibili anomalie nella gestione degli appalti; se non si intenda verificare se sussistano i presupposti per segnalare alla Corte dei conti eventuali ipotesi di danno erariale; se il Ministro dell'interno non intenda accertare se sussistano i presupposti per la sospensione degli organi elettivi degli enti pubblici citati in premessa, e comunque se non si intendano assumere iniziative al fine di verificare il funzionamento dei sistemi di controllo istituzionale, nonche' al fine di garantire la regolare prosecuzione dei lavori in corso di esecuzione, anche in considerazione della necessita' di evitare ricadute occupazionali che lederebbero l'interesse dei lavoratori; se non si intenda infine informare gli enti interessati degli elementi acquisiti perche' siano verificati i presupposti per l'eventuale rimozione dai loro incarichi di quelli che, tra i soggetti coinvolti, rappresentano le istituzioni all'interno delle societa' a partecipazione pubblica, perseguendo la gestione di iniziative e l'esercizio di funzioni di pubblico interesse. (4-00456)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 15 dicembre 2008 nell'allegato B della seduta n. 104 All'Interrogazione 4-00456
presentata da ROBERTO SPECIALE Risposta. - L'attivita' svolta dai Servizi ispettivi di finanza pubblica ha la finalita' di verificare la legittimita' e l'economicita' di tutte le spese sostenute a carico del bilancio dello Stato, suggerendo i provvedimenti dai quali possa derivare economia nella gestione di bilancio. Tale attivita' si concretizza in uno strumento di controllo privo di potere coercitivo, che esaurisce di norma i suoi effetti entro la sfera delle attivita' referenti, demandando agli enti e alle amministrazioni interessati l'adozione di provvedimenti correttivi sulla base dell'esito degli accertamenti eseguiti. Le eventuali irregolarita' riscontrate in sede di ispezione, per le quali e' configurabile un danno erariale, sono trasmesse alla competente Procura regionale della Corte dei conti. Inoltre, in presenza di fatti di possibile rilevanza penale, gli stessi vengono denunciati alla Procura della Repubblica. Le segnalazioni su questioni riguardanti gli enti locali sono numerose e, in sede di programmazione annuale, il Ministero dell'economia e delle finanze, seleziona quelle che presentano particolari criticita'. Per il comune di Perugia sono state effettuate verifiche amministrativo-contabili nell'ambito del programma ispettivo del 2000 mentre per la provincia di Perugia i controlli sono stati effettuati nell'ambito del programma ispettivo del 2003. Il Ministero dell'economia e delle finanze ha assicurato che sara' valutato l'inserimento degli enti segnalati dall'interrogante nelle future programmazioni. Per quanto riguarda i fatti specifici oggetto dell'interrogazione, il 19 giugno 2008 il personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione a complessive 35 ordinanze di custodia cautelare, di cui otto in carcere e ventisette agli arresti domiciliari, emesse dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) del tribunale di Perugia su richiesta del pubblico ministero nei confronti di dirigenti pubblici ed imprenditori del comune, della provincia di Perugia e della regione Umbria indagati per i reati di associazione a delinquere, turbata liberta' degli incanti, concussione, corruzione, falsita' ideologica e truffa. L'indagine, aveva avuto inizio nel dicembre 2006 prendendo spunto da un esposto anonimo su presunti comportamenti illeciti posti in essere da un gruppo di imprenditori locali. Gli approfondimenti investigativi disposti avrebbero fatto emergere la violazione delle norme sullo svolgimento delle gare d'appalto relative ad opere pubbliche e la consumazione di attivita' illecite finalizzate a pilotarne i risultati, ora con l'aiuto di funzionari ed amministratori pubblici, ora con la complicita' di altri imprenditori compiacenti che si prestavano a presentare istanze fittizie di partecipazione alle gare al solo fine di alterarne l'aggiudicazione. Fra le persone sottoposte a custodia cautelare, oltre a numerosi imprenditori ed amministratori di ditte edili, figurano anche l'ex capo del dipartimento Azienda Nazionale Autonoma Strade (ANAS) dell'Umbria, per il quale e' stata disposta l'immediata sospensione dal servizio da parte dell'azienda, il responsabile del servizio affari generali della direzione ambiente, territorio ed infrastrutture della regione Umbria, nonche' alcuni dirigenti e funzionari della provincia di Perugia. L'impatto dell'indagine, che ha avuto vasta eco sulla stampa locale e regionale suscitando anche numerose reazioni a livello politico, ha indotto l'Assessore provinciale alla viabilita' - tra i destinatari di avviso di garanzia - prima a rimettere le deleghe nelle mani del Presidente dell'ente e successivamente, il 30 giugno 2008, a dimettersi dalla giunta. Il Prefetto di Perugia - pur nel doveroso rispetto della riservatezza delle attivita' d'indagine tuttora in corso - ha posto massima attenzione agli sviluppi della situazione, anche per valutare la sussistenza di eventuali profili di competenza di questo ministero, avuto riguardo sia alla normale funzionalita' degli organi elettivi, sia alla correttezza, alla trasparenza ed al buon andamento delle attivita' di pertinenza dell'ente. A tal proposito, allo stato degli elementi disponibili, non si rileva la sussistenza dei presupposti di legge necessari per l'adozione di eventuali provvedimenti sospensivi a carico di organi elettivi dell'ente ai sensi degli articoli 141 e seguenti del Testo Unico Enti Locali (T.U.E.L), approvato con decreto legislativo n. 267 del 2000, non essendosi verificata alcuna delle ipotesi tipiche ivi previste. Tuttavia, il 27 giugno 2008 e' stata inviata una lettera al Presidente dell'amministrazione provinciale finalizzata ad acquisire, in un'ottica di leale collaborazione, idonei elementi di conoscenza e valutazione sulla vicenda. Il presidente, il successivo 2 luglio, ha confermato le dimissioni dall'incarico dell'assessore alla Viabilita', riferendo, altresi', che i funzionari ed i dirigenti colpiti da provvedimenti restrittivi sono stati immediatamente sostituiti e che l'ente sta rapidamente provvedendo ad eliminare i punti di crisi evidenziati dall'inchiesta in corso. Quanto al riferimento a possibili ricadute occupazionali che potrebbero conseguire alla mancata prosecuzione di lavori gia' appaltati, si fa presente che, ad oggi, la prefettura di Perugia non ha ricevuto alcuna segnalazione in tal senso e non si e' evidenziata la necessita' di iniziative di mediazione, compensazione o composizione in alcun modo collegate all'indagine di cui trattasi. In merito all'ultimo quesito, la locale questura ha riferito che, dall'esame degli atti di indagine non coperti da segreto istruttorio risulta che solo uno dei soggetti coinvolti nella vicenda giudiziaria rappresentava le istituzioni all'interno di societa' a partecipazione pubblica, carica dalla quale, peraltro, si e' immediatamente dimesso. Si assicura, infine, che questo ministero continuera' a seguire attentamente tutti gli sviluppi della situazione, anche al fine di avviare, nel quadro delle proprie competenze, le eventuali ulteriori iniziative necessarie a garantire il corretto svolgimento della vita istituzionale dell'ente. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Michelino Davico.