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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00480 presentata da REPETTI MANUELA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20080625

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00480 presentata da MANUELA REPETTI mercoledi' 25 giugno 2008 nella seduta n.023 REPETTI, CENTEMERO e PAGLIA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la presente interrogazione riguarda il drammatico caso del giornalista afgano Sayed Pervez Kambaksh, detenuto da otto mesi e attualmente incarcerato presso la prigione della capitale Kabul, condannato a morte da un tribunale del suo Paese per il reato di blasfemia; gli interroganti sono consapevoli che si tratta di una situazione delicata, della quale, ne sono certi, si sta occupando la diplomazia internazionale. Si domandano pero' se alcune particolari circostanze non richiederebbero, oggi, un impegno diretto e visibile del Governo italiano presso le istituzioni europee perche' si avvii una campagna sollecita e decisa a favore di questo giornalista ventitreenne; la prima circostanza alla quale ci si riferisce e' che il caso, ormai, e' divenuto di pubblico dominio, ed e' discusso anche in questi giorni in televisione e sui giornali: in questo modo le esigenze di riservatezza richieste a tutela di una eventuale trattativa segreta, che avrebbero potuto giustificare il silenzio delle istituzioni, agli interroganti sembrano essere venute meno. La seconda circostanza consiste nel fatto che la condanna a morte a carico di Pervez Kambaksh e' stata pronunciata al termine di un processo tenutosi a porte chiuse e senza che all'imputato sia stato consentito di avvalersi dell'operato di un avvocato difensore; come tutti sappiamo, la presenza di un contingente militare internazionale in Afghanistan, che comprende anche l'importante contributo di soldati italiani, ha fatto seguito al conflitto originato dalla tragedia delle torri gemelle dell'11 settembre 2001; l'obiettivo delle truppe impegnate in quel Paese e' principalmente quello di garantire la pace e di impedire che gli estremisti talebani possano tornare a ospitare sul proprio territorio basi di Al Qaeda o di altre organizzazioni terroriste legate all'estremismo islamico; per raggiungere questo risultato, e' certamente necessario aiutare lo sviluppo del processo democratico avviatosi con l'elezione del presidente Karzai, il quale, alla vigilia di nuove elezioni, si trova in difficolta' e non puo' schierarsi apertamente a favore del giornalista condannato a morte per timore di scatenare una dura reazione della forte ala fondamentalista presente nel Paese; prima dell'intervento occidentale, e' bene ricordarlo, gli estremisti talebani esercitavano un controllo coercitivo sulla popolazione e, in particolare, sottoponevano le donne afghane a condizioni di vita umilianti e irrispettose dei piu' elementari diritti civili. Poiche' la condanna alla pena capitale per Sayed Pervez Kambaksh e' stata inflitta per aver divulgato l'articolo di un intellettuale iraniano che si era espresso a favore della parita' dei diritti delle donne, e per averla forse lui stesso sostenuta, gli interroganti ritengono che le istituzioni italiane ed europee abbiano oggi il dovere di avviare una forte campagna diplomatica internazionale che porti alla liberazione del giornalista afgano; altrimenti, se non sapremo difendere il lavoro cosi' faticosamente portato avanti in questi anni, si teme che l'eroico sacrificio di tanti soldati che hanno perso la vita nel corso del conflitto o negli attentati che lo hanno seguito, e che sono costati un tragico tributo di sangue anche al nostro Paese, rischi di rivelarsi inutile; se vogliamo che democrazia e liberta' siano la cifra dell'Afghanistan di domani, siamo chiamati a difendere e a proteggere con tutti i mezzi diplomatici a nostra disposizione la vita di un individuo condannato a morte per un reato d'opinione, al quale non e' stato nemmeno concesso di difendersi e di essere difeso pubblicamente. E questo non e' tollerabile, cosi' come non e' tollerabile far mancare il nostro appoggio al presidente Karzai, che rappresenta in ogni caso il simbolo di una scommessa di liberta' nella quale in tanti, da noi come nel Medio Oriente, vogliamo continuare a credere -: quali urgenti iniziative il Governo intenda intraprendere o abbia gia' intrapreso presso le autorita' afghane e nelle sedi internazionali.(4-00480)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedi' 7 ottobre 2008 nell'allegato B della seduta n. 062 All'Interrogazione 4-00480
presentata da MANUELA REPETTI Risposta. - Il nostro Paese e' tra i piu' convinti fautori dell'abolizione della pena di morte nel mondo: l'adozione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 18 dicembre 2007 per una moratoria della pena di morte costituisce un risultato importante per tale campagna, che ci vede impegnati in prima linea da anni. L'Afghanistan figura tra i Paesi mantenitori della pena di morte: essa e' espressamente prevista dalla nuova Costituzione in vigore dal gennaio 2004 e dalla legislazione penale per una serie di reati, tra cui la blasfemia. Dal 2004, non state eseguite condanne a morte, fino all'8 ottobre 2007, quando sedici esecuzioni hanno interrotto la moratoria che di fatto si era instaurata con la nascita del nuovo Stato afghano. Insieme all'Unione europea, l'Italia ha sempre mantenuto un'elevata attenzione sulla questione: i Paesi europei hanno effettuato in coordinamento con la Presidenza in Afghanistan, numerosi passi presso le autorita' afghane e le istituzioni competenti. Lo scorso gennaio, la notizia della sentenza di condanna a morte dello studente e giovane giornalista Sayed Pervez Kambaksh ha destato grande preoccupazione e attenzione in Italia. Il giovane e' stato condannato in primo grado dal tribunale di Mazar-e-Sharif, con l'accusa di crimini contro la religione, in base all'articolo 347 del codice penale afghano. Abbiamo ripetutamente sollevato la questione della sua condanna a morte con le Autorita' di Kabul, anche in occasione del 7 o meeting della «JCMB Joint Coordination and Monitoring Board» per la ricostruzione dell'Afghanistan, a margine della riunione dei direttori politici del G8 svoltasi a Tokyo nel febbraio 2008. A questo proposito, desidero ricordare che la Camera alta afghana ha deciso di non avallare la decisione del Tribunale di primo grado, anche grazie all'intervento da parte italiana. Il trasferimento del processo di appello a Kabul, su decisione della Corte suprema, sembrerebbe rappresentare il segnale di un esame piu' attento dei capi d'imputazione rispetto a quello che la situazione ambientale di Mazar-e-Sharif avrebbe consentito. Insieme ad altri Paesi membri dell'unione europea continuiamo a perseguire una serie di azioni per evitare l'esecuzione della condanna a morte del giornalista. La stessa Presidenza slovena dell'unione europea ha piu' volte sollevato il caso, come in occasione dell'incontro dei Ministri degli affari esteri per la Troika UE-Afghanistan svoltosi a Lubiana il 21 febbraio 2008. L'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera Javier Solana, ha evocato con il Presidente afghano Karzai la questione della conferma di numerose sentenze capitali da parte della Corte suprema afghana, durante la sua visita nel Paese il 21 aprile 2008, richiamando la posizione comunitaria sulla pena di morte. Le udienze di appello nel processo contro Sayed Parvez Kambaksh proseguono, dando l'impressione che la Corte sia riluttante ad adottare una decisione finale su un caso di alto profilo, su cui si e' riversata da tempo l'attenzione della comunita' internazionale. Nell'ultima udienza, svoltasi il 15 giugno 2008, sono stati esaminati nuovamente i capi di accusa, contestati dall'avvocato della difesa sulla base di mancanza di prove, ed il caso e' stato quindi nuovamente aggiornato. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Stefania Gabriella Anastasia Craxi.



 
Cronologia
giovedì 12 giugno
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Irlanda, si svolge il referendum sulla riforma istituzionale dell’Ue prevista dal Trattato di Lisbona. Il 53,4% degli elettori respinge la riforma. Il risultato blocca l’entrata in vigore del Trattato prevista per il 1° gennaio 2009. Si apre una nuova crisi istituzionale dell’Ue.

mercoledì 25 giugno
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva, con 326 voti favorevoli, 260 contrari e 3 astenuti, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie (C. 1185-A), sul quale era stata posta la questione di fiducia.

    Il provvedimento, recante l'abolizione dell'ICI sulla prima casa, sarà approvato definitivamente dal Senato il 17 luglio 2008 (legge 24 luglio 2008, n. 126).



mercoledì 2 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro degli Affari esteri, Franco Frattini espone alle Commissioni riunite Affari esteri di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero.

    Franco Frattini