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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00605 presentata da LAZZARI LUIGI (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20080710

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00605 presentata da LUIGI LAZZARI giovedi' 10 luglio 2008 nella seduta n.032 LAZZARI, VITALI, SAVINO, FRANZOSO, SISTO, FUCCI e BARBA. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: Elettroambiente, una societa' del gruppo ENEL, ha acquistato nei primi mesi del 2001 Powerco, societa' operante nel campo della produzione di energia elettrica da rifiuti; attraverso questa operazione Elettroambiente ha acquisito l'esclusiva per l'utilizzo in Italia del processo PPV, tecnologia che prevede l'impiego della torcia al plasma per il trattamento ad altissima temperatura dei rifiuti; nel provvedimento autorizzatorio dell'operazione (n. 9775 del 29 luglio 2001), l'Autorita' garante della concorrenza e del mercato ha chiarito che Powerco era controllata da una persona fisica e che la medesima persona deteneva il 75 per cento di Italgest Energia societa' che aveva sottoscritto l'aumento del capitale sociale di Elettroambiente fino a detenerne il 29,51 per cento inoltre si legge che il valore della tassazione e' di 35 miliardi di lire a fronte di un valore della produzione di 108 miliardi di lire; i pareri scientifici in relazione all'applicazione della torcia al plasma per il recupero energetico, alcuni dei quali espressi proprio in coincidenza, della operazione Elettroambiente-Powerco nella migliore ipotesi sostengono che questa tecnologia non sia applicabile al trattamento dei rifiuti urbani, che presenta rilevanti criticita' ambientali meritevoli di successive sperimentazioni e che comunque non sia utile al fine della produzione di energia da fonti rinnovabili poiche' questi impianti sono energivori, nella buona sostanza consumano una quantita' di energia pari a circa 10 volte quella prodotta; non si comprende quindi quali approfondimenti tecnici e quali valutazioni tecnico-economiche abbia compiuto il gruppo ENEL con riferimento alla validita' ed all'efficacia delle tecnologie di cui Powerco dichiarava l'esclusiva; peraltro nessun impianto e' stato realizzato da Powerco in Italia nonostante le diverse proposte fatte ad enti locali italiani ne' si conosce quali costi ulteriori abbia sopportato Elettroambiente per lo sviluppo tecnologico del processo PPV e quali benefici industriali e/o tecnologici siano derivati al gruppo ENEL a seguito dell'operazione; all'epoca dei fatti esposti l'amministratore delegato di Powerco era il signor Giulio Bensaja che ricopriva uguale carica nella societa' Celtica Ambiente, del quale nel documento sugli assetti societari degli operatori del ciclo dei rifiuti approvato il 29 marzo 2000 in Commissione, si legge: «...la societa' e la persona in questione vengono citate piu' volte per mettere in evidenza loro collegamenti davvero poco rassicuranti con altre societa' e persone, coinvolte in vicende e traffici inquietanti, quali la lunga e tragica storia (tuttora in fase di esame da parte della magistratura) della discarica di Pitelli in Liguria». Nello stesso documento emergono interrogativi su partecipazioni estere e meccanismi di «scatole cinesi» che rendono impossibile comprendere la reale titolarita' delle imprese; successivamente Elettroambiente e' passata sotto il controllo totalitario di Italgest e nel 2005 di Actelios, societa' del Gruppo Falk, ma ha conservato stretti rapporti d'affari con ltalgest -: nell'ambito dell'acquisizione di Powerco da parte di Enel/Elettroambiente quale valore sia stato attribuito alla tecnologia PPV e quale valore ai singoli beni aziendali materiali ed immateriali e sulla base di quali pareri e accertamenti tecnici; a quali valori ed eventualmente nell'ambito di quale operazione con ENEL Italgest abbia acquisito il controllo di Elettroambiente; quali fossero i patti e le condizioni attestanti la complessa operazione tra i proprietari di Powerco ed Enel/Elettroambiente; sulla scorta di quali valutazioni il monopolista dell'epoca nel settore dell'energia elettrica abbia riservato l'aumento di capitale a partner esterni; quali siano state le iniziative realizzate nel periodo in cui Elettroambiente ha operato nell'ambito del gruppo Enel in particolare quale sinergia abbiano avuto la tecnologia PPV e quale valutazione effettiva gli altri asseti aziendali di Powerco; quali rapporti le parti venditrici avessero con la galassia Celtica Ambiente di cui si e' occupata la Commissione parlamentare d'inchiesta; quali siano i rapporti che l'Italgest ha direttamente o tramite societa' controllate intrattenuto con la galassia Celtica Ambiente ed i suoi amministratori; quali siano i patti e le condizioni che ha avuto la cessione di Elettroambiente ad ltalgest; se non ritenga opportuno, a tutela dei risparmiatori e dello Stato principale azionista ENEL approfondire quali benefici tecnici ed economici abbia realizzato l'ente di Stato nell'acquisizione di Powerco e nella cessione di Elettroambiente ad Italgest. (4-00605).

 
Cronologia
lunedì 7 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    A Tokyo, in Giappone, i leader dei paesi del G8 discutono del forte rincaro del prezzo del petrolio, della crisi finanziaria, degli aiuti ai Paesi in via di sviluppo e dei cambiamenti climatici. Al vertice partecipano anche Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Sudafrica.

giovedì 10 luglio
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato (C. 1442), che sarà approvato definitivamente dal Senato il 22 luglio (legge 23 luglio 2008, n. 124 - c.d. lodo Alfano).



martedì 15 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 322 voti favorevoli, 267 contrari e 8 astenuti, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica (C. 1366), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.