Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00199 presentata da BOCCIA FRANCESCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20081027
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00199 presentata da FRANCESCO BOCCIA lunedi' 27 ottobre 2008, seduta n.072 BOCCIA e VICO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: con delibera Cipe, il Governo ha assegnato, a valere su Fondi FAS, un contributo a fondo perduto pari a 140 milioni di euro al Comune di Catania per far fronte alla grave crisi di liquidita' che attanaglia quella amministrazione e che mette in dubbio la possibilita' di pagare gli stipendi dei dipendenti comunali; il Cipe ha formalmente finanziato una serie di piccole opere pubbliche ma, di fatto, le risorse serviranno a far fronte ai piu' urgenti fabbisogni di cassa dell'amministrazione; da un'indagine degli ispettori della Ragioneria generale dello Stato, dello scorso anno, risulterebbe che il debito della citta' di Catania avrebbe superato i parametri previsti dalla legge e che la stessa si troverebbe in una situazione sostanziale di dissesto; il Governo Prodi con il decreto-legge n. 159 del 2007 poi convertito in legge, aveva destinato 150 milioni di euro per aiuti a favore di enti dissestati; tale intervento era ovviamente subordinato alla dichiarazione di dissesto, all'applicazione della procedura semplificata che di fatto consente una consistente e immediata riduzione dei debiti attraverso transazioni con i creditori, e la nomina di un organo straordinario di liquidazione. Tutti elementi fondamentali ai fini del rispetto della par condicio creditorum e del corretto utilizzo delle somme stanziate per la riconduzione in bonis degli enti in questione; l'attribuzione a fondo perduto al Comune di Catania di tali somme, che costituirebbero comunque solo una boccata di ossigeno nella ormai non piu' sostenibile situazione finanziaria e debitoria della citta' di Catania, senza la preventiva dichiarazione di dissesto, non offre alcuna garanzia, ai cittadini catanesi in primis e a tutti i cittadini italiani, che tali risorse vengano utilizzate nell'interesse della citta' e creano comunque situazioni di disparita' fra abitanti di citta' diverse in condizioni simili di difficolta' finanziarie. In caso di dissesto dichiarato, infatti, i cittadini hanno la garanzia di un nuovo raccordo tra l'organo straordinario di liquidazione e le autorita' di vigilanza, la Corte dei conti e la stessa Procura della Repubblica; c'e' la' certezza della corresponsabilita' attraverso il pagamento delle imposte locali al massimo per tutto il periodo della procedura secondo le aliquote massime previste dalla legge e i creditori, inoltre in caso di attuazione della procedura semplificata ex art 258 del Tuel (decreto legislativo n. 267 del 2000), vedono il proprio credito decurtato di una percentuale che va dal 40 per cento al 60 per cento a seconda dell'epoca di maturazione del credito stesso -: a quanto ammonti effettivamente il debito complessivo e i debiti fuori bilancio accertati dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato del Comune di Catania; a che titolo si siano utilizzati fondi Fas per coprire nella sostanza il fabbisogno di cassa della citta' di Catania; perche' non si sia proceduto alla dichiarazione di dissesto del Comune di Catania, nonostante gli accertamenti degli ispettori della Ragioneria dello Stato, quale premessa fondamentale di garanzia per i creditori dell'Ente, per i cittadini catanesi sul corretto utilizzo delle risorse che il Governo potrebbe ulteriormente destinare al salvataggio del Comune e soprattutto al fine di bloccare l'aumento stesso dei debiti.(3-00199)