Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00108 presentata da BELLOTTI LUCA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090119
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00108 presentata da LUCA BELLOTTI lunedi' 19 gennaio 2009, seduta n.116 La XIII Commissione, premesso che: la coltivazione della canapa e' in Italia una tra le piu' antiche: gia' ai tempi dell'antica Roma vi sono testimonianze della sua presenza nella Penisola ed e' stata indispensabile allo sviluppo della vocazione marinara del nostro Paese, attraverso il suo utilizzo per la costruzione di vele e cordami durante l'epoca delle Repubbliche marinare; il radicamento di tale coltura nella nostra Nazione e' tale che essa rappresentava, fino al secolo scorso una delle piu' importanti fonti di reddito dall'agricoltura in regioni come l'Emilia Romagna, dando impulso ad un indotto che, per esempio, vide nel Linificio e Canipificio nazionale una delle prime societa' quotate in borsa nella nostra storia; gli utilizzi della canapa, con speciale riferimento a quella di tipo «sativa», sono molteplici e si sono sviluppati nel tempo: oggigiorno essa puo' essere impiegata per la creazione di fibre tessili, di olio alimentare di buona qualita', di carta, legami, materie plastiche e biocombustibili; importante caratteristica della canapa, che rientra tra i vantaggi della sua coltivazione, accanto agli svariati usi cui si presta, e' la sua produttivita': una coltivazione dura circa tre mesi e mezzo e produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di un bosco in un anno; oltre alla sua velocissima crescita vanno rilevati i benefici sull'ambiente che si otterrebbero dalla sua coltivazione sia per il minore impatto ambientale dei suoi derivati rispetto ad altri tipi di succedanei, sia per il suo utilizzo in luogo dei diserbanti per liberare il terreno dalle infestanti; la coltura della canapa e' stata abbandonata progressivamente nella seconda meta' del 900 per la concorrenza della juta negli usi meno nobili, come la produzione dei sacchi, e per la grande diffusione del cotone e delle fibre sintetiche, meno costose; la ragione della sua definitiva scomparsa e' tuttavia dovuta a ragioni legislative, dato che dal 1975 fu inasprito il divieto della coltivazione della Cannabis «indica», del tutto indistinguibile da quella «sativa», ma che contiene una percentuale maggiore all'1 per cento di Tetra Hidro Cannabiolo, da cui vengono derivate sostanze psicotrope come l'hashish; in Italia la coltivazione industriale e' consentita dietro speciale permesso, limitato a varieta' di canapa certificata, appositamente selezionate per avere un contenuto trascurabile di THC, che ne costituisce il principio attivo farmacologico e psicotropo; dati i possibili vantaggi che porterebbe una reintroduzione della canapa «sativa» nel nostro Paese, ferme restando le precauzioni per impedire la diffusione della canapa «indica» e i suoi utilizzi illeciti, appare non del tutto inopportuna la valutazione circa un alleggerimento degli adempimenti burocratici per la sua coltivazione; va infatti considerato che, nei Paesi come l'Ungheria in cui non e' mai stato abbandonato l'utilizzo di canapa, le aziende che si occupano della sua trasformazione hanno talvolta visto crescere il loro fatturato anche del 500 per cento; per settori come quello del tessile e dell'abbigliamento, oltre che per quello dell'alta moda, che risultano essere un vero e proprio traino del made in Italy, la canapa potrebbe consentire di reperire in loco, anziche' acquisirli dall'estero, tessuti che hanno dimostrato il loro appeal soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, come dimostrano le ricerche di mercato; in un periodo di particolare crisi, consentire un ulteriore sbocco sul mercato per gli imprenditori agricoli e del mondo dell'artigianato potrebbe contribuire a consentire un'importante opportunita' di reddito, non trascurabile per gli impatti positivi che si potrebbero creare nell'economia; tale valutazione appare in linea inoltre con le disposizioni europee dato che la stessa CEE nel regolamento n. 1164 del 1989 prevedeva l'erogazione di un contributo comunitario per incentivare la coltivazione della canapa, impegna il Governo a predisporre strumenti normativi e regolamentari per consentire ed incentivare la diffusione della canapa «sativa» nel territorio nazionale, ferma restando la proibizione della coltivazione della cannabis indica. (7-00108) «Bellotti, Nola, Biava, Catanoso, Gottardo».