Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02069 presentata da FARINA GIANNI (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20090121
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02069 presentata da GIANNI FARINA mercoledi' 21 gennaio 2009, seduta n.118 GIANNI FARINA. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la Casa d'Italia, Erismannstrasse 6, 8004 Zurigo, trovasi nel quartiere operaio che ha conosciuto la piu' alta concentrazione di immigrazione italiana. Ancora oggi, infatti, nei pressi della Casa d'Italia, e' attiva la Missione Cattolica Italiana con strutture e servizi propri; nel maggio 1928 l'allora Ministro degli affari esteri, Dino Grandi, comunico' al Console Generale a Zurigo le disposizioni dell'amministrazione degliaffari esteri circa la creazione a Zurigo di una «Casa degli italiani»; con tale espressione voleva definirsi un «complesso di locali destinati ad accogliere tutte le istituzioni italiane esistenti a Zurigo dai fasci al dopolavoro, dalle Scuole all'Orfanotrofio eccetera». Si auspicava che tale complesso di locali potesse essere allocato in un'unica sede ovvero, qualora cio' non fosse stato possibile, in due sedi che rispettassero la distribuzione delle famiglie italiane nei quartieri di Zurigo; allo scopo il Regio Governo stabiliva uno stanziamento di 28.000 franchi svizzeri annuali da destinare ad un mutuo (di durata almeno ventennale) da contrarre per l'acquisto dei suddetti locali. Si manifesta cosi' l'intenzione del Regio Governo di riunire in un solo luogo tutte le attivita' sociali, politiche ed assistenziali della «Colonia degli italiani» a Zurigo; un breve cenno storico sull'«Orfanotrofio»: l'«Orfanotrofio ed Asilo infantile della Colonia Italiana di Zurigo» nasce nel dicembre 1918 come societa' cooperativa su impulso dell'allora Console Generale a Zurigo, comm. E. Ciapelli, e viene registrato come ente morale sin dal gennaio 1919 presso l'Ufficio di registro della citta' di Zurigo; detto ente raccoglie in breve tempo presso la colonia italiana la ragguardevole somma di 200.000 (duecentomila) franchi svizzeri con i quali vennero acquistati degli immobili di proprieta' di un certo Dott. Keller siti a Rötelstrasse 55 ove venne ubicato un orfanotrofio per ospitare gli orfani dei caduti nella Grande Guerra con annesso un asilo infantile; nel corso del 1929 si addiviene alla decisione di riunire in un solo edificio tutte le attivita' della colonia degli italiani nella regione di Zurigo ed una commissione ad hoc nominata dal Consiglio della colonia degli italiani riceve l'incarico di procedere sia alle trattative per l'acquisto di un terreno sul quale costruire la Casa degli italiani, l'orfanotrofio ed asilo infantile sia alla scelta dell'architetto ed alla definizione dei piani necessari per indire il concorso per la costruzione dell'edificio stesso; l'amministrazione degli affari esteri provvede nel frattempo ad ottenere dal Ministero delle finanze l'assegnazione e l'iscrizione nel proprio bilancio delle somme necessarie all'acquisto del terreno ed alla successiva edificazione dell'immobile, dandone pronta comunicazione all'allora Console Generale a Zurigo precisando che «qualunque sia la proporzione fra l'apporto di enti e privati della colonia e quello dello Stato, la proprieta' assoluta ed esclusiva degli immobili in parola spettera' allo Stato. L'apporto delle collettivita' locali avra' come corrispettivo l'uso delle due Istituzioni per lo svolgimento della loro attivita' secondo le direttive del Governo Nazionale e sotto il controllo dell'Autorita' consolare, con facolta' di revoca di tale diritto di uso, quando le tendenze politiche delle collettivita' stesse deviassero da quelle dello Stato»; l'acquisto del terreno viene concluso tra il giugno e l'ottobre del 1930: si tratta di un lotto di 2097,6 metriquadrati di proprieta' della societa' immobiliare «Flotto» di Zurigo che viene ceduto allo Stato italiano, rappresentato dal Vice Console Federico Pescatori il quale perfeziono' il negozio gia' avviato dal console Generale Vittorio Bianchi su espressa delega del Ministro degli esteri Dino Grandi, per una somma pari a 100.684,80 franchi svizzeri cui vanno aggiunte varie altre spese fino ad un totale complessivo di 112.736,50 franchi svizzeri; l'edificazione dell'immobile viene portata a termine tra il giugno del 1931 e la fine dell'anno successivo; l'edificio comprende l'asilo infantile, due aule scolastiche, una cappella, due dormitori, una sala teatro con palcoscenico, un bar, una sala da bigliardo, due sale per sedute, un appartamento di tre stanze per il custode, varie altre camere. In esso avranno sede le varie attivita' politiche, sociali, benefiche e ricreative della colonia degli italiani a Zurigo nonche' l'orfanotrofio ed asilo infantile; il costo complessivo della costruzione ammonta a franchi svizzeri 569.230,65 coperti per la gran parte da finanziamenti predisposti dal Ministero degli affari esteri, ai quali si aggiungono contributi dell'Opera nazionale orfani di guerra (fr. 31.300), dell'Orfanotrofio italiano di Zurigo (fr. 47.500) e della colonia italiana locale (fr. 17.791,90). Ad edificazione compiuta si manifesta la necessita' di dare alla Casa degli italiani un assetto giuridico-amministrativo adatto a garantire la convivenza delle diverse componenti assistenziali, politiche ed associative aventi sede nell'immobile, nel rispetto dei principi generali stabiliti per l'uso dei locali; si dispone infatti di regolare separatamente i rapporti intercorrenti tra l'amministrazione degli affari esteri, la rappresentanza politico-associativa degli italiani residenti e l'orfanotrofio; vengono quindi predisposti distinti processi verbali di consegna dei locali al Comitato della Casa degli italiani ed al Consiglio direttivo dell'orfanotrofio ed asilo infantile italiano. L'uso dell'edificio risulta essere cosi' suddiviso: 35 per cento ad uso esclusivo della «Casa degli italiani» che comprende «le sedi del Fascio, delle Organizzazioni Giovanili, del Dopolavoro, della Dante Alighieri e delle varie societa' oltre la sala degli spettacoli, il bar, la sala da bigliardo, l'abitazione del custode»; 25 per cento ad «uso misto di asili e di aule scolastiche per i corsi serali degli allievi esterni nonche' per i bambini dell'Orfanotrofio, una sala di ginnastica e le docce, una vasta cucina per l'Orfanotrofio e per la mensa popolare del Fascio»; 40 per cento per «l'Orfanotrofio proprio detto comprendente un refettorio, due vasti dormitori, gabinetti e lavabo, varie salette per alloggio delle suore e per l'infermeria, una cappella»; sebbene fossero state manifestate perplessita' sulla congruita' della suddivisione proporzionale degli spazi con particolare riguardo all'orfanotrofio, visto il decrescere negli anni del numero dei piccoli ospiti, nel maggio del 1933 il Console Generale a Zurigo procedette alla consegna in uso gratuito al Consiglio direttivo dell'ente dei locali occupati dall'orfanotrofio ed asilo infantile; il Consiglio direttivo dell'orfanotrofio si impegnava altresi' ad assicurare la manutenzione e conservazione dei suddetti locali ed a partecipare, insieme al Consiglio della Casa degli italiani, alle spese di manutenzione delle parti comuni. Nel gennaio 1934 il Consiglio e l'Assemblea generale dell'orfanotrofio deliberano di contribuire al pagamento definitivo della Casa degli italiani con l'importo di 25.000 (venticinquemila) franchi svizzeri, derivanti da economie di bilancio, come «prova tangibile del loro interessamento particolare alla Casa degli Italiani, che ospita l'Orfanotrofio e dello spirito di collaborazione fattiva» che animava i rapporti fra le istituzioni italiane a Zurigo; in quello stesso mese di gennaio il Console Generale a Zurigo riesce ad ottenere dal Governo cantonale di Zurigo l'autorizzazione ad aprire una scuola elementare ove l'insegnamento viene impartito nelle due lingue: detta circostanza pone nuovamente in discussione la concessione all'orfanotrofio di una superficie pari quasi alla meta' dell'intero immobile a fronte della presenza di soli trenta piccoli ospiti e del futuro sviluppo della scuola elementare ove si prevede la formazione di otto classi, con spazi attualmente disponibili sufficienti solo per due classi; il Console Generale promuove inoltre una sottoscrizione fra i maggiorenti della comunita' italiana per creare un fondo per il pagamento sia delle ultime pendenze relative alla costruzione dell'edificio sia per finanziare in parte modificazioni ed ampliamenti dell'edificio stesso, che gia' «si dimostra sotto molti aspetti concepito non corrispondente ai bisogni»; il Presidente dell'orfanotrofio ed asilo infantile, sig. Sante Tribo', e' fra i primi a rispondere all'appello del Console Generale con un'offerta di 5.000 (cinquemila) franchi svizzeri, a patto che detto atto venga imitato da almeno due altri maggiorenti della colonia con la medesima somma; offerta che il Console si premura di pubblicizzare al fine di stimolare l'emulazione di tale iniziativa. Per tutto l'anno 1934 e buona parte del 1935 la permanenza dell'orfanotrofio ed asilo infantile nella Casa degli italiani e' oggetto di dibattito all'interno della Colonia italiana di Zurigo e di ampia corrispondenza fra il Consolato Generale e la Direzione degli italiani all'estero del Regio Ministero degli affari esteri; nel 1980 la madre superiora della Congregazione delle suore della carita' dell'Immacolata Concezione responsabile pro-tempore dell'asilo e della scuola materna insieme ad altri tre concittadini, che in passato avevano ricoperto cariche di rilievo nell'orfanotrofio ed asilo infantile, hanno rilasciato al Consolato una dichiarazione giurata concernente la partecipazione finanziaria dell'ente alla edificazione e successiva gestione dell'immobile demaniale. Cio' al fine di assicurare e salvaguardare la presenza dell'asilo e della scuola materna cosi' come e' strutturata nella Casa d'Italia anche per gli anni a venire; oggi nella Casa d'Italia hanno sede: 1 scuola elementare italiana statale; 1 scuola media (privata) paritaria (Enrico Fermi); 1 asilo (gestito per meta' dalla scuola elementare e per meta' dalla Enrico Fermi); il Comites; il Casli (ente gestore dei corsi di lingua e cultura italiana; il bar ritrovo per gli italiani la sera e il fine settimana; 1 salone (Pirandello) per le manifestazioni pubbliche e private; lascuola elementare deve sempre piu' attenersi alle indicazioni del Dipartimento della pubblica istruzione del Cantone di Zurigo che intende evitare che la scuola diventi un parcheggio di bambini e di futuri giovani emarginati: la scuola deve diventare una scuola bilingue con insegnanti di lingua tedesca forniti dal Cantone. Pero' la struttura deve rispondere ai criteri di sicurezza e agibilita' per i bambini; la scuola Enrico Fermi versa in difficolta' finanziarie; l'asilo e' molto frequentato ed e' anche molto richiesto; le attivita' associative sono considerevolmente diminuite perche' l'edificio e il salone non offrono servizi adeguati (spazi, impianti elettrici ed elettronici); il bar e' frequentato insufficientemente per inadeguatezza di comfort e servizi; l'attuale gestione amministrativa dell'edificio (consolato + rappresentanti privati) non e' in grado di appartare le dovute modifiche e di progettare una ristrutturazione allo scopo di modernizzarlo; il Comune di Zurigo ha richiesto interventi strutturali per rendere l'edificio Casa d'Italia compatibile alle normative sulla sicurezza (impianti elettrici, condutture dell'acqua, finestre ...). La caldaia del riscaldamento e' usurata e spesso sono senza riscaldamento. Le fognature sono necessariamente da rifare su imposizione del Comune di Zurigo; occorrono almeno da 1,5 a 2 milioni di franchi (da 1 milione di euro a 1,3 milioni di euro); e' stato costituito ora un comitato per la Casa d'Italia composto dall'utenza (Comites, Casli, scuola Enrico Fermi, amministratori Casa d'Italia) -: se il Ministro degli esteri, intenda verificare l'opportunita' di un immediato intervento tale da assicurare l'agibilita' futura dello stabile Casa d'Italia, perche' possa continuare ad essere, come e' stato negli anni e sino ai nostri giorni, il luogo centrale delle attivita' sociali, culturali e politiche dell'emigrazione italiana a Zurigo e nel contesto svizzero.(4-02069)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata venerdi' 27 marzo 2009 nell'allegato B della seduta n. 154 All'Interrogazione 4-02069
presentata da GIANNI FARINA Risposta. - In merito a quanto rappresentato dall'interrogante nel presente atto parlamentare, si forniscono i seguenti elementi di risposta. Il complesso immobiliare patrimoniale sito in Zurigo e denominato «Casa d'Italia» consta di un edificio, restaurato a meta' degli anni Novanta ed ospitante al suo interno diverse istituzioni, ciascuna titolare di concessione ad hoc: oltre al COM.IT.ES. (Comitato Generale Italiani all'Estero), al CASLI (Centro di Assistenza Scolastica Lavoratori Italiani, ente gestore dei corsi di lingua e cultura italiana) e ad un servizio di ristoro (Bar Luca Toto), e' attivo il Polo Scolastico Italo-Svizzero. Quest'ultimo, di recentissima costituzione, si estende dalla scuola d'infanzia alla secondaria di primo grado ed e' costituito dalla Scuola Primaria e dell'Infanzia Statale «Casa d'Italia» e dalla Scuola Secondaria Paritaria «Enrico Fermi». Con riguardo, in particolare, alle attivita' scolastiche della Casa d'Italia di Zurigo, per la storica presenza vantata dalla scuola italiana in territorio svizzero, il ministero degli affari esteri ha attuato, a partire dal corrente anno scolastico 2008/2009, un progetto di trasformazione inteso a valorizzarne le potenzialita' in senso bilingue e biculturale, con un impegno in termini di risorse sia finanziarie che umane, che ha condotto all'invio di personale docente di ruolo ed al potenziamento del personale locale a contratto per l'insegnamento della lingua tedesca. L'attuazione di tale progetto ha consentito di allontanare definitivamente dalla scuola lo spettro della chiusura, che la crisi di popolazione scolastica attraversata negli anni passati aveva paventato. Quest'anno infatti si e' potuto registrare un sensibile incremento di alunni. La nuova situazione si riflette peraltro anche sulla gestione degli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria. La vigente normativa in materia di concessione dei beni demaniali (decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 2005) affida infatti agli Enti beneficiari gli oneri conseguenti alla fruizione degli immobili patrimoniali mentre, per quanto riguarda i locali adibiti ad uffici scolastici, la manutenzione e' a carico dell'amministrazione del ministero degli affari esteri. Tali locali rientrano anche nell'applicazione della normativa italiana in materia di sicurezza (decreto legislativo n. 81 del 2008), alla cui conformita' lo Stato italiano deve provvedere. A tale riguardo questo ministero ha finanziato nel 2008 - oltre alle spese ordinarie di funzionamento dei locali scolastici, maggiorate rispetto all'anno precedente per l'intervenuta statalizzazione della scuola primaria - gli oneri relativi alla redazione della documentazione prevista dalla citata normativa di sicurezza, il cosiddetto DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), inteso a definire le misure di protezione e prevenzione dai rischi per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dal Consolato generale d'Italia in Zurigo - che non ha mancato gia' in precedenza di accertare la criticita' strutturale e funzionale in cui versa lo stabile «Casa d'Italia» - si attende ora l'invio della citata documentazione. Sulla base delle carenze che vi risulteranno evidenziate, il ministero degli esteri dovra' provvedere, subordinatamente alla disponibilita' di fondi, a finanziare unicamente gli interventi necessari alla messa a norma dei locali scolastici. Quanto agli altri enti ospitati nella «Casa d'Italia», non svolgenti attivita' scolastica e titolari di concessione, le spese di carattere straordinario saranno a loro completo carico. Sin d'ora peraltro si puo' considerare che l'intervento di ampio respiro auspicato dall'interrogante, in quanto superiore al milione di euro, difficilmente potra' essere sostenibile nell'attuale contingenza delle finanze dello Stato e delle contrazioni riportate nei fondi a disposizione del ministero degli affari esteri, a meno di non disporre di integrazioni di bilancio che, allo stato attuale, non sono prevedibili. Si rammenta infatti che, da un lato, i capitoli ad hoc in conto capitale che consentono interventi strutturali di vaste dimensioni sugli immobili all'estero adibiti a Istituti di cultura ed a uffici scolastici, sono da vari anni riportati in bilancio solo «per memoria», vale a dire senza alcuno stanziamento. La legislazione di riferimento, infatti (originariamente la legge del 22 luglio 1982 n. 473, che stanziava fondi sia per le scuole all'estero che per gli Istituti di cultura, e successivamente la legge del 29 luglio 1997 n. 251, che restringeva il suo campo finanziario al settore degli Istituti di cultura escludendone le scuole) ha esaurito i suoi effetti nel 2001. D'altro lato, il capitolo relativo alle spese di funzionamento ha riportato nel corrente esercizio finanziario una riduzione tale che i fondi assegnati quest'anno al Consolato generale in Zurigo sono stati contratti di circa il 40 per cento rispetto all'esercizio appena decorso. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Alfredo Mantica.