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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00015 presentata da FERRANTI DONATELLA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20090128

Atto Camera Risoluzione in Assemblea 6-00015 presentata da DONATELLA FERRANTI testo di mercoledi' 28 gennaio 2009, seduta n.122 La Camera, udite le comunicazioni del ministro della giustizia sull'amministrazione della giustizia, ai sensi dell'articolo 86 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come modificato dall'articolo 2, comma 29, della legge 25 luglio 2005, n. 150: premesso che le suddette comunicazioni rappresentano un atto importante, un'assunzione di responsabilita' in termini di definizione programmatica della futura politica in tema di amministrazione della giustizia, e che vanno esaminate attentamente da parte del Parlamento; considerato che il sistema giudiziario del nostro Paese ha bisogno di interventi idonei a ridurre la durata dei processi civili e penali e che a tal fine e' necessario individuare strumenti moderni, soluzioni adeguate ed effettivamente praticabili per rispondere ai bisogni di sicurezza, per ripristinare un efficace servizio della giustizia nel rispetto dei principi costituzionalmente sanciti, e per garantire la effettivita' dei diritti di tutti i cittadini e la competitivita' del sistema economico e produttivo del Paese; ritenuto che le comunicazioni del ministro non mostrano alcuna soluzione idonea a risolvere i gravi problemi della giustizia italiana ne' indicano la corretta copertura finanziaria dei pochi interventi annunciati; ritenuto che la giustizia ha bisogno di un intervento globale e coerente che investa: il riordino degli ambiti territoriali degli uffici giudiziari, mediante l'accorpamento di uffici e di sezioni distaccate, la realizzazione di un organico unico di piu' uffici limitrofi; l'istituzione dell'«ufficio per il processo», che garantisca lo svolgimento organizzato di tutte le attivita' correlate all'esercizio della giurisdizione, finalizzato all'accelerazione dei tempi per la conclusione dei procedimenti; l'istituzione del manager dell'ufficio giudiziario per la responsabile gestione del personale amministrativo, delle risorse strumentali e finanziarie; la semplificazione dei riti dei procedimenti civili; interventi nel processo penale che favoriscano: l'effettivo equilibrio tra accusa e difesa, strumenti di deflazione del carico penale; la disciplina dei criteri di priorita' nell'esercizio dell'azione penale, nel rispetto del principio costituzionale di obbligatorieta' dell'azione penale; una valorizzazione della funzione dell'udienza preliminare nella preparazione e accelerazione del dibattimento; l'individuazione di soluzioni normative volte all'alleggerimento del carico di lavoro della Corte di cassazione per restituire al giudizio di legittimita' la funzione che gli e' propria; la riforma della legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura e altre misure di riforma, da adottare con leggi ordinarie, dirette a meglio individuare e a garantire il corretto assolvimento dei compiti assegnati al CSM dalla Carta costituzionale; la riforma dell'ordinamento professionale forense non le approva. (6-00015) «Ferranti, Cavallaro, Soro, Samperi, Cuperlo, Concia, Ciriello, Mantini, Zaccaria, Tenaglia, Tidei, Rossomando, Capano».

 
Cronologia
martedì 27 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 158 voti favorevoli, 126 contrari e 2 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale (S. 1315), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



venerdì 6 febbraio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Consiglio dei ministri approva un decreto-legge volto a bloccare la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione della giovane Eluana Englaro, la cui vicenda umana e giudiziaria ha aperto un ampio dibattito nel Paese sui temi legati alle questioni di fine vita. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non firma il decreto-legge e rende nota una lettera inviata nei giorni precedenti al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui il Capo dello Stato evidenziava i profili di incostituzionalità del provvedimento.

    In serata il Consiglio dei ministri approva un disegno di legge che recepisce interamente il testo del decreto.