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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02268 presentata da BIANCOFIORE MICHAELA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090210

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02268 presentata da MICHAELA BIANCOFIORE martedi' 10 febbraio 2009, seduta n.129 BIANCOFIORE, BERTOLINI e RUBEN. - Al Ministro per le pari opportunita', al Ministro dell'interno, al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che: Oswald Ellecosta, Vice Sindaco SVP della citta' di Bolzano a maggioranza italiana, che da sempre si e' contraddistinto, a parere degli interroganti, per una particolare acrimonia nei confronti della componente linguistica italiana dell'Alto Adige, ha ora rivolto le proprie attenzioni addirittura nei confronti dei bambini degli asili; riprendendo proposte gia' formulate solo qualche mese fa, tese ad ottenere una vera e propria schedatura etnica dei bambini italiani nelle scuole tedesche dell'Alto Adige, egli ha ora ipotizzato che bambini italiani di due anni e mezzo vengano sottoposti a test sulla lingua nel tentativo, come e' stato ritenuto, di discriminare la loro iscrizione agli asili di lingua tedesca; i genitori hanno vive preoccupazioni per dette dichiarazioni e in particolare temono che i test di lingua siano finalizzati alla sopraesposta schedatura etnica, e al dissuaderli dall'iscrivere i figli alle scuole tedesche; i genitori italiani scelgono di mandare i figli a scuola tedesca o i tedeschi a scuola italiana perche' in Alto Adige, nonostante l'inesistenza di un divieto espresso dall'articolo 19 dello Statuto di autonomia, il governo provinciale per paura dell'integrazione impedisce la nascita di sezioni bilingui dall'asilo alle superiore perche' cio' consentirebbe l'acquisizione reale e paritetica delle lingue italiana e tedesca, come auspicato appunto dalla stragrande maggioranza dei genitori altoatesini di entrambi i gruppi linguistici; lo stesso Vice Sindaco Ellecosta mette in pericolo la pacifica convivenza in Alto Adige contestando i monumenti storici del ventennio, attribuendo loro una valenza offensiva e di simbologia di appartenenza dell'Alto Adige all'Italia, che egli rifiuta pur avendo giurato sulla Costituzione italiana, ed ebbe a dire che in Alto Adige era meglio si soffermassero i pakistani (intendendo, con cio', tutti gli extracomunitari) piuttosto degli italiani -: se il Governo non ritenga di doversi attivare per impedire che il perpetuarsi di atti che possono essere considerati selezioni, discriminazioni, schedature, differenziazioni etniche, e cio' soprattutto all'indomani della giornata della memoria, che dovrebbe servire da monito a tutti, per esempio trasmettendo gli atti all'UNAR, l'Ufficio per la promozione della parita' di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica, presso il Dipartimento delle pari opportunita'; quali iniziative intendano porre in essere a tutela della pacifica convivenza in Alto Adige e a tutela dell'identita', dell'integrita' e dell'onore dell'Italia e della comunita' italiana ivi residente.(4-02268)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedi' 13 luglio 2010 nell'allegato B della seduta n. 351 All'Interrogazione 4-02268
presentata da MICHAELA BIANCOFIORE Risposta. - Mi riferisco all'interrogazione indicata in esame concernente la presunta «schedatura etnica» perpetrata a carico dei bambini italiani negli asili di lingua tedesca della citta' di Bolzano. La questione concernente l'iscrizione di bambini di lingua italiana nelle scuole materne di lingua tedesca - in particolar modo in quelle della citta' di Bolzano e dei comuni limitrofi della Bassa Atesina -, secondo quanto riferito dal commissariato del Governo per la provincia di Bolzano, viene sollevata periodicamente da alcuni esponenti della Südtiroler Volkspartei, i quali sostengono che il numero troppo elevato di bambini italiani non consentirebbe uno svolgimento compiuto delle attivita' didattiche. L'iniziativa del capogruppo della Südtiroler Volkspartei in consiglio comunale, Oswald Ellecosta (ora vicesindaco e assessore comunale alle finanze), di chiedere le liste dei bambini iscritti nelle scuole materne in lingua tedesca della citta' di Bolzano, che nell'aprile 2008 aveva suscitato accese polemiche e che - mi preme sottolinearlo - non ha avuto seguito, aveva il deprecabile scopo di individuare la percentuale di bambini di lingua italiana iscritti in tali scuole in modo da fare pressione sulla direzione della Südtiroler Volkspartei, affinche' venissero modificate le norme in vigore per rendere difficoltosa l'iscrizione di bambini di lingua italiana nelle scuole materne di lingua tedesca. A tale proposito, segnalo che le iscrizioni nelle scuole per l'infanzia di lingua tedesca vengono effettuate secondo quanto stabilito dalle vigenti disposizioni in materia che consentono la verifica della cognizione linguistica dei bambini al momento dell'iscrizione. Secondo quanto disposto dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica n. 301 del 1988 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione Trentino Alto Adige in materia di iscrizione nelle scuole con lingua di insegnamento diversa dalla madre lingua dell'alunno), l'eventuale esclusione deve essere deliberata dal comitato della scuola materna in cui il bambino e' iscritto, previa consultazione dei genitori, e puo' essere effettuata soltanto qualora l'alunno/a di lingua madre diversa non possieda «una adeguata conoscenza della lingua di insegnamento prevista per la scuola di frequenza, tale da consentire loro di seguire utilmente l'insegnamento nella classe di iscrizione». In tali casi il diritto all'istruzione deve essere comunque garantito attraverso la possibilita' di iscrizione in una scuola materna dell'altra lingua di insegnamento, anche al di fuori dei termini ordinari (articolo 1, comma 4, de decreto del Presidente della Repubblica n. 301 del 1988). Cio' premesso, secondo quanto opportunamente segnalato anche dall'UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali - dipartimento per le pari opportunita'), la verifica della cognizione linguistica dei bambini deve avvenire nel piu' rigoroso rispetto della normativa citata, tenendo conto che nella scuola materna «l'adeguata conoscenza della lingua» va opportunamente calibrata all'eta' dei bambini ed alle loro competenze, evidentemente ad un stadio ancora iniziale e velocemente implementabili proprio attraverso una precoce integrazione che consenta di proseguire il percorso formativo nella successiva scuola primaria. Il Ministro per le pari opportunita': Maria Rosaria Carfagna.



 
Cronologia
lunedì 9 febbraio
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato avvia l'esame del disegno di legge recante disposizioni in materia di alimentazione e idratazione (S. 1369), la morte, sopraggiunta nella serata di Eluana Englaro, interrompe l'iter parlamentare del provvedimento.



mercoledì 11 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 162 voti favorevoli e 126 contrari, l'emendamento 1.1000 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti (S. 1305), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.