Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02407 presentata da BARBATO FRANCESCO (ITALIA DEI VALORI) in data 20090225
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02407 presentata da FRANCESCO BARBATO mercoledi' 25 febbraio 2009, seduta n.140 BARBATO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il dibattito sulle intercettazioni telefoniche e' piu' che mai acceso e coinvolge oggi anche le nuove tecnologie. Da recenti segnalazioni e da un'indagine condotta da alcuni quotidiani pare proprio che le conversazioni della criminalita' organizzata viaggino soprattutto sul VoIP; risale, infatti, ad un paio di mesi fa l'intercettazione da parte degli uomini della Guardia di finanza di Milano in cui al telefono un trafficante di cocaina invitava il complice a continuare quella comunicazione usando il software che permette di parlare via internet; come funziona il VoIP, e qual e' la questione legata alla difficolta' di intercettare chiamate realizzate attraverso questa tecnologia? VoIP e' l'acronimo di Voice over IP ed e' una tecnologia che permette una conversazione telefonica sfruttando una connessione ad internet o un'altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP (internet protocol). Sono conversazioni che possono viaggiare anche verso la rete telefonica tradizionale e possono utilizzare come mezzo trasmissivo una qualsiasi rete privata basata sul protocollo IP; ad esempio, da una rete aziendale LAN un ufficio puo' essere collegato con altre sedi in Italia a costo zero. Una tecnologia, quindi, che se ben impiegata puo' contribuire ad abbattere i costi, utilizzabile da qualsiasi mezzo che consenta la connessione alla rete TCP/IP, per cui anche un palmare o un telefono cellulare; intercettare chiamate realizzate attraverso tale tecnologia non e' impossibile, occorre solo molto lavoro, e soprattutto occorre trovare l'algoritmo che viene applicato per criptarle; ad esempio in alcuni casi questi algoritmi vengono direttamente forniti quando richiesto alle autorita' competenti o comunque, come avviene per la telefonia GSM, viene fornita una vera e propria chiave che consente di decodificare le conversazioni; per quanto occorra molto lavoro, questi algoritmi possono essere decodificati. Il problema vero e preoccupante nasce con l'utilizzo di Skype; Skype e' il piu' famoso e importante provider che fornisce servizio di telefonia VoIP a oltre 400 milioni di utenti in tutto il mondo e che utilizza un algoritmo per criptare le propri chiamate segretissimo inventato dagli stessi programmatori di Skype, grande motivo di orgoglio per la societa' stessa. A complicare il tutto c'e' il fatto che nella procedura di autenticazione da parte degli utenti il software genera password monouso temporanee ogni volta che si avvia una comunicazione; in particolare, il software Skype e' riuscito a portare il proprio sistema di sicurezza a livelli militari, assolutamente lontani da quelli degli altri software creati per fare telefonate attraverso internet; inoltre la societa' ha sede in Lussemburgo e per questo ha opposto motivi di natura legale di fronte alle richieste di collaborazione da parte dei magistrati; l'algoritmo utilizzato e' non standard, e davvero molto complicato da decodificare; il Ministro dell'interno Maroni ha creato una task force per trovare una soluzione: un gruppo di lavoro formato da rappresentanti del Dipartimento della pubblica sicurezza, dalla Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Consiglio nazionale delle ricerche; e' un problema complesso che coinvolge tutte le procure italiane che hanno difficolta' non solo con Skype, ma anche con altri tipi di software che consentono di scambiarsi mail e messaggi; l'alternativa proposta dall'FBI americana, ripresa in seguito dall'onorevole Maroni e poi dalla Comunita' europea, consisterebbe nell'imporre ai produttori di software di installare una backdoor segreta nei software; purtroppo non sarebbe la strada piu' sicura, e non risolverebbe il problema alla fonte; come nel caso di Skype, sarebbe difficile imporre la legge a quei provider che agiscono in altro territorio, e soprattutto sarebbe improponibile imporlo al mondo del software open source -: quali provvedimenti urgenti e concreti al fine di prevenire e stroncare casi di utilizzo dei softwaredi comunicazione via internet da parte di malintenzionati si intendano prevedere per trovare una soluzione ad un problema che sta coinvolgendo non solo l'Italia, ma tutta l'Europa, e che da noi, a causa di un tessuto criminale molto radicato e diffuso, potrebbe assumere proporzioni, allo stato dell'arte della tecnologia e del complesso normativo vigente, difficilmente gestibili dalle forze dell'ordine, nonche' quali iniziative siano state previste a brevissimo termine affinche' venga discussa il prima possibile una normativa adeguata sul tema in grado di contrastare con la massima efficacia e sicurezza le eventuali attivita' illegali poste in essere attraverso questi nuovi strumenti tecnologici, naturalmente nel rispetto della privacy e delle liberta' dei cittadini.(4-02407)