Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00453 presentata da COTA ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) in data 20090324
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00453 presentata da ROBERTO COTA martedi' 24 marzo 2009, seduta n.151 COTA, LUCIANO DUSSIN, DAL LAGO, REGUZZONI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BRIGANDÌ, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOGLIATO, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIBELLI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, LUSSANA, MACCANTI, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MONTAGNOLI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SALVINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: nello scenario della crisi generale recessiva mondiale si aggiunge anche l'annunciato processo riorganizzativo deciso da Telecom Italia spa nei mesi scorsi; il 25 febbraio 2009 si' e' svolta a Milano la riunione di tutte le rappresentanze sindacali unitarie Telecom della Lombardia, congiuntamente alle organizzazioni sindacali territoriali, al fine di valutare i processi riorganizzativi prospettati dall'azienda; il piano prevede la chiusura di 22 sedi del «187 commerciale» su un totale di 99, con relative mobilita' territoriali quasi tutte tra province (Pavia e Monza verso Milano; Bergamo verso Brescia; Vicenza verso Padova) e tra regioni (Novara verso Milano e Mantova verso Verona); e' stato dichiarato un esubero in ambito «1254» per 500 lavoratori (di cui 5 operano a Bergamo), con l'esigenza di ridurre l'organico gia' dal mese di marzo 2009; nel corso del triennio 2009/2011 i tagli del personale comporteranno una perdita di circa diecimila posti di lavoro (di cui 5000 gia' previsti dall'accordo sulla mobilita' volontaria del 19 settembre 2008); l'azienda Telecom ha, inoltre, annunciato una riduzione degli investimenti per circa due miliardi di euro e la vendita di importanti asset esteri, ritenuti strategici fino a pochi mesi fa; la mobilita' professionale di migliaia di lavoratori dalle varie aree (reti commerciale e staff) comporterebbe il rischio di concreti demansionamenti; la chiusura della sede di Novara interessera' circa 80 lavoratori, il cui trasferimento verso la sede di Milano appare particolarmente problematico, considerata anche l'organizzazione del lavoro per turni e la difficolta' dei collegamenti in determinate fasce orarie; nella sede del «187» di Bergamo lavorano 64 persone, coprendo tutti i turni dalle ore 6.50 fino alle ore 21.00, per 365 giorni all'anno, festivita' comprese, garantendo alla clientela un livello di attenzione, qualita', efficienza, professionalita' e presidio del territorio da sempre riconosciuto ed apprezzato, sia dalla clientela che dall'azienda; il trasferimento a Brescia rischierebbe di costringere molte persone a dimettersi, con un conseguente aumento delle problematiche occupazionali della provincia, gia' pesantemente colpita dalla chiusura di numerose aziende; alla luce di quanto descritto, occorrerebbe verificare le ragioni delle chiusure e dei trasferimenti delle sedi previste dal piano di ristrutturazione dell'azienda Telecom, affinche' non rispondano a meri requisiti contabili di riduzione dei costi industriali di gestione, ma tengano anche conto delle competenze dei lavoratori, che non sono soltanto numeri da sottrarre, ma sono anche famiglie che vengono travolte dal dissesto finanziario -: se il Ministro interrogato non ritenga opportuno aprire un confronto con Telecom, relativamente alle ricadute occupazionali della ristrutturazione che l'azienda intende avviare, al fine di trovare soluzioni compatibili con i costi che l'azienda deve sostenere, ma anche con l'obiettivo di mantenere sul territorio occupazione e professionalita'. (3-00453)