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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00460 presentata da GARAGNANI FABIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090914

Atto Camera Interpellanza 2-00460 presentata da FABIO GARAGNANI lunedi' 14 settembre 2009, seduta n.213 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, per sapere - premesso che: in vista della prossima apertura dell'anno scolastico si segnalano, come gia' evidenziato in precedenti atti di sindacato ispettivo sulla situazione della scuola, i fatti particolarmente gravi accaduti a Bologna con ripercussioni evidenti in tutta la regione Emilia-Romagna, che denotano una realta' scolastica scossa e caratterizzata dalle continue interferenze degli enti locali e della sinistra che li governa. Si fanno presente, in particolare, i seguenti aspetti: ad avviso dell'interpellante, da sempre l'Emilia-Romagna e Bologna costituiscono una «riserva» ove i partiti di sinistra e gli enti locali sostenuti dalla CGIL scuola condizionano politicamente gli indirizzi scolastici, limitando fortemente l'autonomia del corpo docente o almeno di quegli insegnanti che non si riconoscono nella politica scolastica della sinistra e condizionando soprattutto nelle scuole primarie la crescita culturale dei bambini con affermazioni improprie e insinuazioni di carattere politico fin dal tempo dei provvedimenti adottati dal Ministro Moratti, con punte di esasperata politicizzazione nell'ottobre 2008 nel momento di applicazione dei decreti del Ministro Gelmini e l'introduzione del cosiddetto maestro polivalente; in tale occasione l'atteggiamento di una parte della dirigenza scolastica e' stato caratterizzato, a giudizio dell'interpellante, da una totale mancanza di senso dello Stato e da un sostanziale appoggio ad atti in contrasto con l'ordinamento scolastico, come l'accettazione dell'occupazione abusiva di determinati istituti scolastici o la collaborazione a vere e proprie manifestazioni politiche durante l'orario curriculare, con il coinvolgimento di ignari bambini e di genitori, sulla base di notizie spesso false e tendenziose. Numerosi volantini distribuiti nella scuola sono la dimostrazione di cio'; non e' in questione ovviamente il principio costituzionale di liberta' di espressione e di manifestazione delle opinioni politiche, bensi' il dovere di un dirigente dello Stato di essere leale con il medesimo e di garantire l'imparzialita' della pubblica amministrazione nei confronti di tutti i cittadini. In questo senso, le recenti critiche di una dirigente scolastica di Bologna al Ministro Gelmini e la giusta precisazione del direttore scolastico regionale che un dirigente ha innanzitutto un obbligo di lealta' verso il suo datore di lavoro e di imparzialita' verso gli utenti dei servizi scolastici evidenziano l'urgenza di un'iniziativa da parte del Governo finalizzata a separare nettamente ruolo politico e ruolo amministrativo strettamente compenetrato nel caso del dirigente sopra richiamato, che e' consigliere comunale e responsabile scuola del PD. In questo senso, occorre assicurare garanzie di obiettivita' ed imparzialita' a famiglie e studenti di fronte ad atteggiamenti politicizzati di chi ha responsabilita' precise nei confronti di una comunita' scolastica e dovrebbe pertanto apparire oltre che essere super partes; di fronte agli attacchi rivolti al direttore scolastico regionale da parte del segretario locale del PD, del sindaco, di assessori comunali e regionali, che - secondo l'interpellante - hanno interferito fortemente nell'attivita' del suddetto responsabile della scuola, si pone il problema della necessaria tutela che lo Stato deve dare ai suoi collaboratori periferici, tutela che non puo' essere considerata solo un riferimento ad una singola persona ma alla intera collettivita'. In questo senso si tratta di riaffermare i principi costituzionali di fronte ad attacchi morali inaccettabili come quello posto in essere a Bologna. Per inciso risulta all'interpellante che i genitori di bambini delle scuole primarie temono di esporsi per timore di ritorsioni o comunque di conseguenze sul percorso scolastico dei figli; proprio perche' lo Stato ha il diritto di fare rispettare le leggi liberamente votate dal Parlamento, occorre modificare il sistema sanzionatorio impedendo che le indispensabili garanzie di difesa costituiscano un ostacolo all'applicazione di provvedimenti disciplinari seri ed efficaci atti ad impedire violazioni palesi della normativa in vigore. In questo senso emblematica e' la vicenda della scuola Longhena, che ha visto insegnanti, in difformita' rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, assegnare un punteggio uguale per tutti gli studenti, ed essere perseguiti con una leggerissima sanzione, stante le procedure bizantine e gli ostacoli di natura burocratica che debbono essere affrontati per far rispettare la legge; tale situazione non puo' piu' essere tollerata anche di fronte alle pressioni politiche della giunta comunale di Bologna che, a quanto risulta all'interpellante, per l'ennesima volta ha tentato di condizionare pesantemente l'operato del direttore scolastico provinciale; il principio della liberta' di insegnamento del docente deve essere riconosciuto e confermato attraverso una modifica del concetto di collegialita', che applicato spesso da minoranze faziose e settori di docenti, impedisce al singolo insegnante la necessaria autonomia nella scelta dei libri di testo e di determinate iniziative. Al riguardo, la presenza in alcuni importanti istituti pubblici bolognesi di minoranze agguerrite ed estremamente politicizzate, che isolano e demonizzano chi dissente, e' rivelatrice di un certo clima di mancanza di liberta' e di compressione del diritto a manifestare il proprio pensiero, non certo ostacolato apertamente ma attraverso pressioni psicologiche inammissibili in una scuola che si ritenga libera -: quali siano gli intendimenti del Governo in merito a quanto rappresentato in premessa e quali iniziative intenda intraprendere per garantire nelle scuole, con particolare riferimento alla citta' e alla provincia di Bologna, il rispetto di quei principi di liberta' ed osservanza della legge sovente conculcata da chi ritiene di essere ad essa superiore. (2-00460) «Garagnani, Carlucci»