Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00656 presentata da COMMERCIO ROBERTO MARIO SERGIO (MISTO-MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD) in data 20090915
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00656 presentata da ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO martedi' 15 settembre 2009, seduta n.214 COMMERCIO, LO MONTE, LOMBARDO e LATTERI. - Al Ministro per i rapporti con il Parlamento. - Per sapere - premesso che: un evento vulcanico di rilevanti proporzioni abbattutosi nella notte tra il 26 e il 27 ottobre del 2002 su di un comprensorio di tredici comuni della provincia di Catania (Acicatena, Acireale, Belpasso, Castiglione, Giarre, Linguaglossa, Milo, Nicolosi, Piedimonte Etneo, Ragaina, Sant'Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea) ha causato ingenti danni a strutture pubbliche e private di un'area geografica ad altissimo rischio sismico e ad altissima densita' abitativa; l'iter del processo di ricostruzione del suddetto comprensorio e' stato avviato grazie all'emanazione, nel novembre del 2002, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3254, con la quale, per fronteggiare l'emergenza, si e' dato ampio potere all'iniziativa dei sindaci dei comuni stessi per la realizzazione di un piano di interventi urgenti; il Ministero dell'economia e delle finanze, al fine poi di agevolare la ricostruzione del patrimonio edilizio e l'avvio delle imprese economiche, ha, con successivi decreti, prorogato la sospensione dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti di obblighi tributari a favore dei soggetti residenti ovvero aventi sede legale od operativa, alla data del 29 ottobre 2002, nei tredici comuni interessati direttamente dagli eventi sismici ed eruttivi; un altro importante passo in avanti e' stato, poi, compiuto grazie alla proroga (fino a tutto l'anno 2008) della dichiarazione dello stato di emergenza, che avrebbe dovuto consentire il completamento dell'opera di ricostruzione degli edifici e delle strutture dell'intero territorio danneggiato dagli eventi vulcanici e sismici; la ricostruzione del patrimonio edilizio pubblico e' stata interamente ultimata grazie alla prontezza degli amministratori locali, che hanno dato esempio di buona gestione delle somme immediatamente loro assegnate, anche se gia' all'epoca risultava chiaro che le stesse non sarebbero state sufficienti ad ultimare anche i lavori di riedificazione delle strutture private danneggiate, considerato che, a fronte di danni stimati in oltre 400 milioni di euro, ne sono stati nella realta' assegnati 150, grazie comunque ai quali e' stato effettuato il recupero di una considerevole parte degli immobili (circa l'85 per cento di quelli privati e dichiarati, a suo tempo, inagibili e il 60 per cento di quelli pubblici, inagibili e non); gli ultimi fondi, elargiti nel corso dell'anno 2008 dal dipartimento regionale per la protezione civile, non hanno consentito di portare avanti il progetto di ricostruzione e riqualificazione del territorio e di buona parte del patrimonio abitativo privato; in relazione ai gravi fenomeni vulcanici predetti permane ancora una situazione di criticita'. Proprio per questo motivo e' stata emanata il 22 gennaio 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri un'ulteriore ordinanza, con la quale si tende ad adottare ogni iniziativa utile, per continuare ad assicurare sia il monitoraggio delle attivita' poste in essere in regime straordinario, sia il completamento degli interventi finalizzati al definitivo ritorno alla normalita'; lo stesso «Accordo di programma quadro eventi vulcanici», stipulato il 14 giugno 2004, tra Governo e Regione siciliana prevede la definizione e la stipula di atti aggiuntivi che aggiornino il quadro attuativo dello stesso accordo ed il piano finanziario; la Regione siciliana si e' recentemente impegnata a farsi interprete presso il Cipe dei disagi patiti dalle popolazioni interessate dall'evento calamitoso, al fine di stanziare una somma di finanziamenti congrua per completare il piano di intervento nell'area del pedemontano; il 10 febbraio 2009, il Governo, nel rispondere ad un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea (la n. 3-00366), rassicurava l'interrogante che il Governo si sarebbe tempestivamente impegnato al fine di consentire il completamento dell'intero patrimonio abitativo danneggiato e delle opere pubbliche finanziate; lo stesso Governo non ha fino ad oggi ancora ottemperato all'impegno assunto con un ordine del giorno presentato dal primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo in occasione dell'approvazione, il 24 febbraio 2009, del decreto-legge n. 207 del 2008 (cosiddetto «decreto milleproroghe»), di valutare il ripristino dei fondi economici, al fine di dare piena attuazione alla suddetta ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3254 del 2002, di concedere un'adeguata proroga del termine di cessazione dello stato di emergenza per risolvere la crisi delle zone interessate e, di conseguenza, raggiungere l'obiettivo del ripristino del 100 per cento delle strutture danneggiate dall'evento calamitoso e di approntare un serio piano di interventi finalizzati alla prevenzione e alla messa in sicurezza di gran parte degli edifici e delle infrastrutture della zona; con protocollo n. 6476 dell'11 maggio del 2004, il commissario delegato - Presidente della Regione siciliana - ha adottato il «Piano di ricostruzione», nel quale, sulla base degli accertamenti e della segnalazioni acquisite e d'intesa con i comuni interessati, sono state indicate le previsioni degli interventi di riparazione e ricostruzione delle infrastrutture pubbliche, i contributi per la riparazione del patrimonio privato, sia inagibile che non, e delle infrastrutture produttive, turistiche e di servizio, nonche' le modalita' di attuazione; ad oggi gli interventi di cui all'obiettivo A) (edilizia privata) e previste dal suddetto piano sono stati finanziati per un importo complessivo di euro 70 milioni, contro un fabbisogno di circa 110 milioni della priorita' 1 (edifici inagibili). Lo stesso piano evidenzia che resta da finanziare l'intera priorita' 1.1. (edifici significativamente danneggiati ma agibili) per 70 milioni di euro circa. In totale necessitano 100 milioni di euro per l'edilizia privata e le attivita' produttive; quanto invece all'edilizia pubblica, obiettivi B), C), D), e E), del «Piano di ricostruzione», sono stati ad oggi finanziati interventi per un importo complessivo di euro 70 milioni, contro un fabbisogno di circa 110 milioni (priorita' 1 - inagibili o gravemente danneggiati). Restano da finanziare, altresi', gli interventi in priorita' 1.1. (significativamente danneggiati e opere di prevenzione prioritarie), pari ad euro 105 milioni circa. In totale necessitano 145 milioni per le opere pubbliche; in definitiva sono stati finanziati ad oggi circa 135 milioni di euro per le opere private e pubbliche, contro un fabbisogno di circa 385 milioni di euro. Da una recente stima effettuata le cifre che attualmente bisogna reperire per completare il piano di intervento nell'area del pedemontano ammontano a 250 milioni di euro -: se non ritenga oramai improcrastinabile il reperimento di ulteriori risorse finanziarie necessarie per ultimare la ricostruzione di quei territori e rispondere alle legittime aspettative, ad avviso degli interroganti gia' colpevolmente eluse, di tutta la popolazione terremotata. (3-00656)