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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00490 presentata da DI STANISLAO AUGUSTO (ITALIA DEI VALORI) in data 20090930

Atto Camera Interpellanza 2-00490 presentata da AUGUSTO DI STANISLAO mercoledi' 30 settembre 2009, seduta n.223 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che: la crisi economica finanziaria sta producendo evidenti effetti sul nostro Paese. I dati sono allarmanti e si prevedono circa 1,5 milioni di «senza lavoro» in piu'. Non sono solo le piccole imprese a risentire della recessione, ma anche grandi colossi dell'industria che finora hanno fatto girare l'economia del nostro Paese e anche quella di migliaia di famiglie. Il mercato italiano del lavoro sta vivendo un momento drammatico: i lavoratori che con contratto a termine hanno gia' perso il posto, madri e padri di famiglie che devono andare avanti con la cassa integrazione o i sussidi di mobilita' e gia' sanno che l'azienda non ce la fara' a ripartire e il timore costante che la cassa integrazione, a fine estate, lasci il posto a nuovi piani di ristrutturazione e a chiusure definitive piu' massicce di quelle viste finora; l'Istituto nazionale di Statistica nel rapporto sulla poverta' in Italia diffonde dati tutt'altro che rassicuranti: quasi 5 italiani su 100 non possono avere una vita accettabile, si tratta cioe' del 4,9 per cento della popolazione che rientra nei cosiddetti «poveri tra i poveri», con oltre un milione di famiglie (1.126.000) per un totale di 2.893.000 persone. La poverta' assoluta (che viene calcolata sulla base di una soglia di poverta' che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi e che nel 2008 e' risultata pari a 999,67 euro) colpisce, quindi, il Sud, le famiglie di quattro persone con due figli, i nuclei familiari con a capo un lavoratore autonomo e persone al di sotto dei 45 anni; rispetto al 2007, non si riscontrano significative variazioni, perche', da un lato, peggiora la condizione tra le tipologie familiari che tradizionalmente presentano un'elevata diffusione della poverta' e, dall'altro, migliora la situazione delle famiglie di anziani. Ma se dal 2007 al 2008, l'incidenza della poverta' assoluta e' rimasta stabile a livello nazionale, e' nel Mezzogiorno che continua ad aumentare, passando dal 5,8 per cento al 7,9 per cento. Si tratta, in particolare, di un'incidenza del 24 per cento, pari a un dato cinque volte superiore a quello nazionale; sono ben 8 milioni e 78mila le persone povere in Italia, il 13,6 per cento della popolazione. L'incidenza di poverta', in particolare, risulta in crescita tra le famiglie piu' ampie (dal 14,2 per cento al 16,7 per cento tra quelle di quattro persone e dal 22,4 per cento al 25,9 per cento tra quelle di cinque o piu'), soprattutto per le coppie con due figli (dal 14 per cento al 16,2 per cento) e ancor piu' tra quelle con minori (dal 15,5 per cento al 17,8 per cento); in aumento la poverta' soprattutto nelle famiglie di monogenitori (13,9 per cento), nei nuclei con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 27,5 per cento al 33,9 per cento), tra quelle che percepiscono esclusivamente redditi da lavoro, e cioe' con componenti occupati e senza ritirati, (dall'8,7 per cento al 9,7 per cento) e tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dal 7,9 per cento all'11,2 per cento). Soltanto le famiglie con almeno un componente anziano mostrano una diminuzione dell'incidenza di poverta' (dal 13,5 per cento al 12,5 per cento) che e' ancora piu' marcata in presenza di due anziani o piu' (dal 16,9 per cento al 14,7 per cento); la social card prevista dalla manovra d'estate con il decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008 e' stato secondo l'interpellante un grande bluff. I destinatari sono gli anziani di almeno 65 anni e i genitori di bambini di eta' inferiore a tre anni che siano cittadini italiani, il richiedente deve avere un indicatore Isee inferiore ai 6 mila euro, ma per gli over 65 occorre che siano sotto i 6 mila euro anche il reddito imponibile e il reddito comprensivo dei redditi esenti, ai fini del nucleo familiare si conteggiano i soggetti risultanti sullo stato di famiglia, anche non a carico, e non bisogna avere case di proprieta', ne' piu' di un'auto, ne' piu' utenze domestiche. I presupposti sarebbero stati anche buoni e provvedimento avrebbe potuto apportare un vero aiuto alle persone in difficolta', invece di avvilire e mortificare ancora di piu' migliaia di pensionati e famiglie economicamente in difficolta'. I numeri parlano chiaro: 1.300.000 sono le card che il Governo aveva previsto, solo 520.000 sono le card accettate a livello nazionale e di queste solo 330.000 sono state ricaricate. La beffa e' che i circa 200.000 possessori delle card non ricaricate se ne accorgeranno solo davanti alla cassa del supermercato (sempre che siano stati fortunati ad essere capitati nel supermercato che ha aderito all'iniziativa) quando la commessa dira' loro che e' vuota e che dovranno accorciare la lista della spesa. In pratica 450 milioni di euro stanziati dal Governo per finanziare secondo l'interpellante disagi e umiliazioni di ogni genere; oggi e' sufficiente una spesa imprevista di soli 100 euro per mettere in crisi molte famiglie. È cio' che e' emerso da un'indagine condotta da Acli e Caritas su un campione di circa 2000 famiglie tra nord e sud. La crisi va a colpire maggiormente chi e' gia' in una posizione di debolezza e non possiede gli anticorpi finanziari per controbattere al carovita: i ceti meno abbienti scivolano ancora piu' in basso; per fortuna, al di fuori del Governo c'e chi si e' adoperato davvero e concretamente per superare la crisi che affligge il nostro Paese. È noto a tutti che l'ABI e la CEI hanno stipulato un accordo quadro volto a favorire l'erogazione di finanziamenti in favore delle famiglie numerose, o gravate da malattie o disabilita', che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l'avvio di un'attivita' imprenditoriale, attraverso la garanzia di un fondo istituito dalla CEI stessa di 30 milioni di euro iniziali integrabili e calcolano per i primi tre anni di erogare finanziamenti per 180 milioni di euro. Grazie a questo accordo vedra' la luce anche la Grameen Bank in Italia, «la banca dei poveri», un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie e che e' diffuso in 58 Paesi, con 1140 filiali e oltre 2 milioni e mezzo di persone coinvolte. Il fondatore della Grameen Bank e' Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006 a lui e alla sua esperienza che ha erogato in 30 anni di attivita' oltre 8 miliardi di prestiti senza garanzia si sono ispirate le circa 80 istituzioni che si occupano di microcredito in Italia che vedono coinvolte regioni, banche, fondazioni -: se il Governo sia a conoscenza di queste realta' sociali e istituzionali che apportano aiuti concreti e reali per superare la crisi economica del Paese; se il Governo intenda avviare progetti reali e concreti per riportare la famiglia al centro del meccanismo economico al fine di una ripresa globale che inizi dal basso e che ridia dignita' alle persone in difficolta' e fiducia verso il sistema anche ai giovani che sono il nostro futuro, un futuro che pero' non riescono a vedere; se il Governo intenda intervenire con misure e iniziative atte a sostenere le attuali emergenze sociali e se intenda intervenire con iniziative immediate a sostegno del microcredito. (2-00490) «Di Stanislao».

 
Cronologia
venerdì 25 settembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I leader del G20, riuniti a Pittsburgh, esaminano i progressi compiuti nell’affrontare la crisi economica e decidono di rafforzare la cooperazione economica internazionale.

mercoledì 30 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 247 contrari, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009 (C. 2714), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni

    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della legge 23 luglio 2008, n. 124 (c.d. Lodo Alfano), che stabiliva la sospensione dei processi a favore delle alte cariche dello Stato per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.