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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04402 presentata da REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) in data 20091002

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-04402 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI venerdi' 2 ottobre 2009, seduta n.225 REGUZZONI, DESIDERATI, FEDRIGA, GRIMOLDI e NICOLA MOLTENI. - Al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: nel corso di lavori di recupero conservativo e restauro presso il Monastero di Cairate (Varese), realizzati dalla provincia di Varese sotto la sorveglianza ed il coordinamento della Soprintendenza archeologica della Lombardia, sono stati rinvenuti e recuperati importanti reperti archeologici di epoche differenti, alcuni dei quali risalenti alla dominazione romana; alcuni reperti - come ad esempio un muro di cinta evidenziante l'epoca medievale - sono stati ricompresi in un avveniristico progetto in loco, con la realizzazione di coperture speciali in cristallo temperato; altri reperti sono stati asportati e destinati ad altra sede -: quali e quanti siano i reperti rinvenuti, di quale epoca, di che tipo e - per ciascuno - quale sia la destinazione ipotizzata in futuro. (4-04402)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 19 aprile 2010 nell'allegato B della seduta n. 308 All'Interrogazione 4-04402
presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI Risposta. - Con riferimento all'interrogazione in esame si osserva quanto segue. Il vasto complesso convenutale di Santa Maria Assunta in Cairate, sin dagli anni ottanta e' stato oggetto di numerose campagne di scavo preventivo finanziate con fondi ministeriali e condotte dalla Soprintendenza per i beni archeologi della Lombardia. Successivamente con l'acquisizione da parte della provincia di Varese - assessorato al patrimonio e beni architettonici - dell'importante immobile, la progettazione per il suo restauro e il recupero e' stato affidato allo studio del professor architetto Marco Albini di Milano. Alcuni lavori di scavo preventivo portarono alla luce, nel cortile detto di San Pancrazio (che costituiva il primo lotto dei lavori), murature in pietre legate con malta relative a varie fasi di vita del convento da porsi tra eta' basso medievale e moderna. Inoltre vennero evidenziate diverse sequenze relative ad un sepolcreto da datarsi ad epoca romana imperiale e tardo antica, con alcune tombe ad incinerazione ed inumazione semidistrutte e con pochi elementi di corredo in ceramica comune. Il progetto definitivo che prevedeva di lasciare in vista gran parte delle murature antiche, inglobandole nel nuovo utilizzo dell'edificio attraverso l'uso di coperture e vetrate, fu approvato dalla giunta della provincia di Varese nel 2004, in seguito a conferenza dei servizi. Per ogni successivo lotto di lavori, la Soprintendenza citata ha diretto lo scavo preventivo, in seguito al quale sono iniziati i lavori di restauro architettonico (sempre diretti e finanziati dall'assessorato al patrimonio della provincia di Varese, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni architettonici). Lo scavo archeologico dell'ultimo lotto e' terminato alla fine dell'agosto 2009 e ha fatto emergere, negli strati sottostanti l'attuale convento, altre strutture edilizie relative ad un oratorio funerario, oltre ad un sepolcreto di epoca paleocristiana e ad un cimitero altomedievale. Attualmente sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, e' in corso la prima fase del lavoro cosiddetto «post scavo». Tale lavoro ha lo scopo di mettere in relazione tra loro tutti i risultati delle ricerche archeologiche eseguite nel complesso, attraverso la redazione della documentazione grafica finale con il riconoscimento di tutte le fasi precedenti al convento e relative al convento stesso nonche' lo studio dei materiali. Il materiale archeologico mobile emerso dagli scavi non ha grande valore intrinseco, ma nel suo complesso e' di notevole importanza storica e documentaria e copre un arco temporale che va dal tardoantico a tutto il medioevo. Consiste in circa venticinque casse di frammenti ceramici, attualmente in corso di catalogazione da parte di specialisti presso la soprintendenza. Le coperture delle tombe in lastre di pietra e in laterizi, insieme ad altri elementi in pietra (circa cinquanta pezzi), sono contenuti in un container sigillato all'interno del perimetro del convento e verranno sottoposte a rilievo e studio. Dalle sepolture di varia epoca sono state raccolte trenta casse di reperti osteologici umani in connessione che sono stati consegnati per lo studio al museo di Como. Dallo scavo sono emerse anche circa venti casse di frammenti di intonaci parietali che sono stati affidati ad uno studio di restauro per la pulitura e il consolidamento ai fini della loro ricomposizione. È evidente che la Soprintendenza, dopo tanti anni di lavoro, vede nel complesso conventuale la giusta e necessaria collocazione di tutti i materiali archeologici, che auspica possano venire valorizzati in una esposizione permanente che illustri sia le fasi di vita del sito attraverso i secoli, la sequenza costruttiva e di funzioni del convento sia infine la storia della vita conventuale. A questo momento espositivo si potrebbero affiancare anche depositi, aperti alla consultazione degli studiosi, di materiali archeologici provenienti da tutta l'area varesina, con particolare attenzione per il territorio dell'antica giudicaria del Seprio, che finora non hanno trovato posto altrove. Cairate, con le sue rilevanti testimonianze archeologiche, si colloca in una posizione di grande rilievo territoriale ai fini della valorizzazione dell'archeologia del territorio varesino. Dista, infatti, pochi chilometri dall'importante area archeologica di Castelseprio, parte di proprieta' statale e parte di proprieta' della provincia di Varese, centri che si dispongono lungo lo stesso asse viario, corrispondente all'antica via preromana e romana che correva lungo della valle dell'Olona. L'omogeneita' storica di questo bacino territoriale e' molto nota, benche' scarsamente studiata a scala territoriale locale. Il convento di Cairate, una volta valorizzato, potrebbe costituire tra l'altro un nodo della rete archeologico-paesaggistica del comprensorio della valle, in buona parte collegato con il parco naturalistico Rile/Tenore. La progettazione di un itinerario didattico, turistico-culturale dovrebbe, pertanto, raccogliere in una visita complessiva l'area archeologica di Castelseprio, il monastero di Torba, Cairate, previo collegamento dei tre importanti siti tramite apposito bus-navetta, con auspicabili centri di raccolta dei visitatori a Castiglione Olona e alla stazione ferroviaria di Tradate. La rifunzionalizzazione del complesso conventuale di Cairate dovrebbe rientrare in un progetto piu' ampio di valorizzazione, documentazione, servizio culturale di recupero dell'antica identita' culturale per gli abitanti dell'area, con un conseguente aumento dell'offerta turistica locale e di piu' ampio raggio. In tale ottica la Soprintendenza sta redigendo un piano di valorizzazione scientifica dei risultati, mentre parallelamente sono previsti incontri tecnici con gli assessorati provinciali e comunali competenti per giungere alla definizione di un accordo. Il Ministro per i beni e le attivita' culturali: Sandro Bondi.



 
Cronologia
mercoledì 30 settembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 247 contrari, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009 (C. 2714), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

mercoledì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni

    La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale della legge 23 luglio 2008, n. 124 (c.d. Lodo Alfano), che stabiliva la sospensione dei processi a favore delle alte cariche dello Stato per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.