Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00701 presentata da CICCIOLI CARLO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20091007
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00701 presentata da CARLO CICCIOLI mercoledi' 7 ottobre 2009, seduta n.228 CICCIOLI e CARLUCCI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: il 12 dicembre 1999 la petroliera Erika, varata da piu' di 25 anni, contenente un carico di 30.884,471 tonnellate metriche di nafta, si e' spezzata in due a causa della ruggine ed e' affondata a circa 35 miglia marine dalle coste francesi del Finiste're, producendo un inquinamento catastrofico che ha colpito piu' di 400 chilometri di costa; il Tribunale di Grande Istanza di Parigi, giudicando sulla responsabilita' penale per reato d'inquinamento e sulle pretese delle parti civili, ha condannato solidamente i signori Savarese e Pollara, il RINA Spa e la Total Spa pagare consistenti somme di denaro a titolo di riparazione, oltre che dei danni materiali, anche dei danni per pregiudizio all'«immagine e alla reputazione» degli enti pubblici territoriali interessati (tre regioni [Bretagna, Paesi della Loira, Poitou-Charentes], quattro dipartimenti [Finiste're, Morbihan, Loire-Atiantique, Vandea], e quaranta comuni), perche' : «Les pie'ces du dossier pe'nal ont e'tabli que Messieurs Savarese et Pollara, ainsi que la socie'te' RINA ont, respectivement, laisse' naviguer un pe'trolier, re'pare' au moindre cou't, mal entretenu et dont certains e'le'ments pre'sentaient, moins d'un mois avant le naufrage, des signes pre'occupants de corrosion et qu'ils ont ainsi expose' les membres des e'quipages successifs de l'Erika a' un danger grave pour leur vie ou leur inte'grite' physique» (sent. cit., par. 3.2.); Domenico Quirico, in un articolo apparso su La Stampa del 17 gennaio 2008, ha scritto: «Il processo ha scoperchiato la realta' opaca, ai limiti del grottesco, che sta dietro i traffici marittimi. Basta leggere l'identikit amministrativo di Erika: apparteneva a una societa' maltese controllata da due societa' liberiane le cui azioni appartengono a un italiano. Batteva bandiera maltese ma era stata classificata da una societa' italiana, l'equipaggio era indiano, per il suo ultimo viaggio era stata affittata da una societa' immatricolata a Panama, filiale di una compagnia petrolifera francese. Un'adunata di bandiere di comodo, che nessuno degli imputati ha giudicato anormale, e che oscura la responsabilita'. Impresa stavolta fallita. Erika era incancrenita dalla corrosione, le riparazioni erano state frettolose e sommarie. Ma 18 mesi prima del naufragio era stata definita in buono stato»; Rina spa, operante nel settore della classificazione e certificazione delle navi, e' la societa' operativa del Registro italiano navale, organismo sottoposto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; va segnalato, inoltre, che da tempo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvale, sulla base di un rapporto convenzionale, del consorzio Castalia-Ecolmare per le attivita' concernenti il servizio di difesa del mare, le cui procedure di affidamento destano molte perplessita' anche in relazione alle effettive capacita' organizzative e all'esperienza tecnica delle societa' affidatarie; a quanto risulta all'interrogante, il titolare della societa' Ecolmare di Piano di Sorrento e' il signor Mariano Pane -: se risulti che la proprieta' dell'Erika sia effettivamente riconducibile al signor Mariano Pane, gia' proprietario della societa' Ecolmare, societa' alla quale, da sola o insieme alla societa' Castalia, risulta essere stato concesso per ben 20 volte, in maniera che all'interrogante suscita molte perplessita', l'appalto della difesa del mare e quali iniziative il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti abbia adottato o intenda adottare in relazione alla vicenda di cui in premessa. (3-00701)