Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00777 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20091118
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00777 presentata da ANTONIO DI PIETRO mercoledi' 18 novembre 2009, seduta n.249 DI PIETRO, DONADI, EVANGELISTI, BORGHESI e PALOMBA. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il disegno di legge sul «processo breve» e' stato depositato al Senato della Repubblica (Atto Senato n. 1880, assegnato il 12 novembre 2009 alla 2 a Commissione permanente), col titolo «Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali»; si tratta di un testo che prevede l'estinzione del processo se passano due anni dal momento in cui e' intervenuto il rinvio a giudizio e non c'e' una sentenza, e questo significa che per tutta una serie di procedimenti per reati anche molto gravi e molto seri non si riuscira' ad ultimare il processo; il disegno di legge porterebbe ad una vera e propria depenalizzazione di una gran quantita' di reati e, soprattutto, ad un nuovo colpo di spugna su quelli che si classificano come i reati dei «colletti bianchi». Il disegno di legge colpirebbe i principali processi attualmente in corso in Italia: Parmalat, Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit e lo scandalo rifiuti della regione Campania; l'Associazione nazionale magistrati parla di «sostanziale depenalizzazione di fatti di rilevante e oggettiva gravita'» e avverte degli «effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia». «Gli unici processi che potranno essere portati a termine» - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - «saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalita'». L'Associazione nazionale magistrati elenca tutti i reati destinati ad andare in prescrizione: «abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino»; la richiesta di giudizio per il crac Parmalat e' avvenuta a luglio del 2007 e la prima udienza e' stata fissata a marzo 2008, ben otto mesi dopo. Il processo a Parma e' a rischio proscioglimento e andra' avanti solo per quei reati con pene superiori a dieci anni. Calisto Tanzi andra' certamente a giudizio, ma non chi e' stato accusato di bancarotta preferenziale. Stesso discorso per il processo Cirio, i cui due anni teoricamente previsti per il primo grado sono gia' trascorsi. Si salverebbero, sempre grazie a pene superiori ai dieci anni, i processi per aggiotaggio: i piu' noti sono quelli di Milano per le fallite scalate ad Antonveneta e Bnl (aperto anche a Roma), quello che vede imputate le banche per Parmalat, tutti comunque sulla soglia della prescrizione se si tenesse conto solo dei due anni per il primo grado di giudizio; «gli unici processi che potranno essere portati a termine» - spiegano i vertici del sindacato dei magistrati - «saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai fatti indicati in un elenco di eccezioni che pone forti dubbi di costituzionalita'»-: se non abbia ritenuto di dover quantificare gli effetti che l'impatto delle norme proposte avra' sul sistema giudiziario e se non ritenga di doverne informare il Parlamento.(3-00777)