Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05606 presentata da ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100104
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05606 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI lunedi' 4 gennaio 2010, seduta n.262 ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: secondo una ricognizione dei regolamenti edilizi comunali, contenuta nel rapporto Onre 2009, realizzato da Cresme e Legambiente, risulta che sono quasi 600 i comuni italiani (su oltre 8000) che hanno adottato innovazioni normative riguardanti l'energia e la sostenibilita' ambientale applicata all'edilizia; circa un terzo di questi impone di adottare le misure per il risparmio energetico anche in caso di ristrutturazione, e non solo di nuove costruzioni: dai pannelli solari all'isolamento termico, dal recupero delle acque piovane all'utilizzo di materiali riciclabili; applicare alle nuove costruzioni standard elevati - anche piu' severi di quelli previsti dal decreto legislativo n. 192 del 2005 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 59 del 2009 sul rendimento energetico in edilizia - non significa necessariamente gravare il costruttore di costi eccessivi; gia' nel 2004 un caso di studio presentato dal comune di Carugate (Milano), uno dei precursori assoluti sul fronte della sostenibilita', aveva dimostrato che con un maggior investimento del 3 per cento era possibile ridurre i consumi per il riscaldamento di oltre il 40 per cento; quando si tratta di intervenire su edifici esistenti, invece, il bilancio economico dell'intervento diventa piu' difficilmente sostenibile, perche' occorre spendere di piu' per ottenere risultati minori; non si puo' pero' pensare, a giudizio degli interroganti, di migliorare il rendimento energetico del patrimonio edilizio italiano senza disciplinare anche le ristrutturazioni; infatti nel 2007 (ultimo anno rilevato dall'agenzia del territorio) sono state realizzate circa 730 mila nuove unita' immobiliari, a fronte di uno stock complessivo che supera i 60 milioni; i piu' attivi sono i comuni del centronord e quasi l'80 per cento dei regolamenti verdi e' stato adottato negli ultimi tre anni -: se e quali iniziative intendano adottare per incoraggiare l'adozione di regolamenti edilizi comunali contenenti innovazioni normative riguardanti l'energia e la sostenibilita' ambientale applicata all'edilizia, con particolare riferimento alle aree del centro-sud. (4-05606)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedi' 11 maggio 2010 nell'allegato B della seduta n. 319 All'Interrogazione 4-05606
presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI Risposta. - In relazione all'interrogazione in esame, si precisa quanto segue. L'Italia, in anticipo rispetto a molti paesi europei, ha posto, al centro della politica per l'efficienza energetica, la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, consapevole che, senza un intervento in tale ambito, non sia possibile raggiungere risultati significativi. Testimonianza di questa politica sono i provvedimenti emanati in attuazione della direttiva 2002/91/CE: il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, il decreto del Presidente della Repubblica n. 59 del 2 aprile 2009 e il decreto ministeriale 26 giugno 2009 (linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici). Al riguardo, si evidenzia come in questi provvedimenti, per la prima volta, siano stati previsti requisiti minimi, obbligatori, in tutti i casi di ristrutturazione degli edifici, indipendentemente dall'entita', dimensionale o economica, dell'intervento: se si sostituisce anche una sola finestra si deve installare un componente con requisiti minimi equivalenti a quelli richiesti nel caso di nuove costruzioni, se si ripara l'impermeabilizzazione di una copertura si deve garantire un livello adeguato di coibentazione, se si sostituisce un impianto o una caldaia si deve installare almeno un generatore a bassa temperatura (3 stelle se a gas), eccetera. Si evidenzia, inoltre, che per queste misure, definite sulla base di valutazioni tecnico economiche, e' stata stabilita una gradualita' per la loro entrata in vigore, cadenzata negli anni 2006-2008-2010. Si sottolinea, poi, che quanto disposto nel nostro paese non trova riscontro in altri stati europei. In taluni stati europei, infatti, i provvedimenti emanati in materia prevedono standards minimi legati a una soglia dimensionale dell'intervento. Questo vincolo, che non e' stato possibile eliminare per l'opposizione di stati come la Germania, l'Olanda, il Regno Unito, il Portogallo ed altri, si riscontra, purtroppo, anche nel recente testo di revisione della direttiva 2002/91/CE che, grazie alle pressanti richieste dell'Italia, prevede la definizione di requisiti minimi, nel caso di ristrutturazione, per gli elementi costruttivi ma li lega a una estensione minima dell'intervento di ristrutturazione. Si aggiunge che, in Italia, per quanto riguarda gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti (coibentazione, sostituzione di finestre, installazione di pannelli solari termici, sostituzione di impianti di riscaldamento), sono in vigore detrazioni fiscali che sono all'attenzione di altri paesi europei per una possibile trasposizione nella loro normativa nazionale. Si aggiunge, inoltre, che le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, emanate con il decreto ministeriale 26 giugno 2009, facendo perno proprio sulla ristrutturazione degli edifici esistenti, prevedono la messa a punto di un attestato di certificazione energetica che, attraverso l'indicazione della classe energetica dell'edificio, e' in grado di fornire al cittadino la percezione immediata della convenienza economica della riqualificazione energetica della propria abitazione. Questa impostazione deriva dal fatto che, alla base dei requisiti minimi fissati dalle norma, sono state poste delle considerazioni tecnico-economiche che tengono conto, in particolare, del clima, della tipologia edilizia, dei costi di costruzione e di quelli di gestione e manutenzione dell'edificio. Cio' precisato, si fa presente che, nell'ottica di un prossimo aggiornamento dei predetti requisiti minimi e in relazione alle previsioni della revisione della direttiva 2002/91/CE, che fornira' uno specifico strumento di comparazione e valutazione degli standards nazionali, su cui gli stati dovranno rendere conto degli eventuali scostamenti dai requisiti ottimali, il Ministero dello sviluppo economico effettuera' un nuovo studio per tenere conto dell'evoluzione tecnologica e dei costi inerenti la costruzione, la gestione e la manutenzione degli edifici, intercorsi dal 2005 a oggi. In conclusione, nel sottolineare, ancora una volta, l'attenzione costante che il Ministero pone alle tematiche dell'efficienza energetica, si ritiene che il Ministero dello sviluppo economico debba prioritariamente operare al Tavolo di confronto e coordinamento in materia, previsto all'articolo 5 del decreto ministeriale 26 giugno 2009, dove sono presenti regioni, province e comuni, con il principale obiettivo di assicurare, nel paese, la massima omogeneita' applicativa ed efficacia dei provvedimenti in materia di efficienza energetica. In quella sede, in un quadro di coerenza nazionale, le amministrazioni locali avranno modo di valorizzare le loro specificita' e di cogliere le migliori opportunita' che si potranno loro porre. Il Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico: Stefano Saglia.