Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05634 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100111
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05634 presentata da RITA BERNARDINI lunedi' 11 gennaio 2010, seduta n.263 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato il 31 dicembre 2009 dal Gruppo EveryOne, nella notte fra il 28 e il 29 dicembre 2009 si sarebbe verificato un gravissimo episodio di violenza e tortura all'interno del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo (Gorizia); la denuncia proviene da Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani gruppo EveryOne, i quali hanno dichiarato quanto segue: «La vittima dell'ennesimo pestaggio si chiama Said Stati, e' di nazionalita' marocchina e vive a Gavardo, in provincia di Brescia. Abita in Italia da oltre 19 anni, ha sempre lavorato e pagato le tasse. Tutti i suoi parenti vivono nel nostro Paese: la madre e sei fratelli che sono tutti sposati, con figli. Durante il terremoto che ha colpito Salo' nel 2005, Said ha perso la casa. Sempre in seguito al sisma, la fabbrica dove era occupato ha chiuso e il ragazzo, con moglie e due figli piccoli, pur avendo bussato a ogni porta, non ha trovato in tempo un'occupazione alternativa. Quando il suo permesso di soggiorno e' scaduto, Said Stati e' divenuto clandestino»; l'11 novembre 2009, Said e' stato arrestato e condotto al Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca, dove e' stato identificato e ha ricevuto un decreto di espulsione. Nonostante soffra di una depressione e il medico curante gli abbia prescritto un antidepressivo, le autorita' gli hanno negato, poche ore prima del presunto abuso perpetrato nei suoi confronti, di assumere il farmaco; agli attivisti del Gruppo EveryOne, Said ha raccontato al telefono che nella notte fra il 28 e 29 dicembre, dopo essere stato prelevato dalla sua cella da tre guardie, e' stato condotto in una stanza dove e' stato sottoposto a un vero e proprio pestaggio. Ha inoltre aggiunto che per dare un esempio agli altri carcerati, e' stato consentito ad alcuni detenuti di assistere alla violenza. Anche operatori in servizio presso il centro hanno presenziato, a detta dell'immigrato, alla violazione dei suoi diritti umani; secondo quanto riportato dal Gruppo EveryOne, «Said e' stato picchiato al capo, al tronco e in diverse altre parti del corpo, con pugni e colpi di manganello. Solo dopo averlo lasciato a terra, pesto e sanguinante, le guardie hanno consentito agli operatori di portarlo al pronto soccorso, dove e' stato medicato»; il Cie di Gradisca di Isonzo gia' in passato e' stato teatro di ripetute violenze e abusi sugli internati, e gia' un detenuto aveva video-ripreso, il 21 settembre 2009, con un telefonino, le conseguenze di un pestaggio di massa da parte delle forze dell'ordine. In quella occasione, l'episodio venne denunciato presso le sedi competenti in Italia e all'estero sempre dal Gruppo EveryOne e da altre organizzazioni per i diritti umani e venne riportato sui principali quotidiani nazionali; la vicenda di Said e' stata sottoposta all'attenzione del Comitato contro la tortura del Consiglio d'Europa, affinche' venga subito inviata al centro una commissione ispettiva d'inchiesta; su quanto accaduto, sempre il Gruppo EveryOne ha depositato un esposto presso la procura di Gorizia e inviato una memoria all'Alto commissario per i diritti umani e all'Alto commissario per i rifugiati, presso gli uffici di Ginevra delle Nazioni Unite -: se intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di verificare la fondatezza della denuncia avanzata dal gruppo Everyone e, quindi, per appurare se, in merito alla vicenda esposta in premessa, vi siano eventuali responsabilita' disciplinari delle forze dell'ordine preposte al controllo e alla vigilanza del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo. (4-05634)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 3 ottobre 2011 nell'allegato B della seduta n. 528 All'Interrogazione 4-05634
presentata da RITA BERNARDINI Risposta. - Il cittadino marocchino Said Stati e' presente in Italia fin dal 1991, in un primo momento munito di visto per turismo e successivamente in posizione irregolare, fino al 1995, momento in cui ha regolarizzato la propria posizione, ottenendo il rilascio, da parte del questore di Brescia, del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il 12 giugno 2007 il titolo gli e' stato revocato. L'extracomunitario, infatti, si era reso protagonista di diversi episodi per i quali aveva subito due condanne: una per guida senza patente e l'altra per furto aggravato; inoltre, in un'altra occasione lo Stati aveva danneggiato numerose autovetture, aggredito i conducenti delle stesse e successivamente intentato una violentissima colluttazione con i militari di una pattuglia dell'Arma dei carabinieri, intervenuti sul posto. Durante la colluttazione, un militare aveva riportato delle lesioni tali da costringerlo ad assentarsi dal servizio per alcuni mesi. Il questore di Brescia, il 3 maggio 2008, ha rigettato l'istanza di rinnovo di permesso di soggiorno avanzata dall'interessato, in pendenza del ricorso presentato al tribunale amministrativo regionale avverso il decreto di revoca, obbligando contestualmente lo straniero ad abbandonare il territorio nazionale entro quindici giorni; il citato cittadino, tuttavia, e' rimasto in Italia in posizione irregolare. L'immigrato, munito di decreto di espulsione emesso dal prefetto di Brescia, l'11 novembre 2009 e' stato condotto presso il centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d'Isonzo, dove e' stato trattenuto per l'identificazione, con attivazione delle procedure con il Consolato del Marocco di Verona per il rilascio del lasciapassare. In Italia sono presenti diversi familiari dello Stati: la moglie e il figlio, titolari di permesso di soggiorno scaduti l'8 dicembre 2009 per i quali e' stata presentata la richiesta di rinnovo, e due fratelli in possesso di regolare permesso di soggiorno. Presso il centro di Gradisca di Isonzo, il 28 dicembre 2009 verso le ore 21.40, il personale addetto alla vigilanza ha rilevato, dal monitor di controllo, che il citato straniero stava danneggiando alcuni vetri antisfondamento dei servizi igienici della sua camera. Il personale della polizia, intervenuto sul posto, ha trovato lo Stati in uno stato di forte agitazione, che e' sfociato in un comportamento violento alla vista degli agenti, costringendo gli stessi all'uso dei mezzi di difesa in dotazione per renderlo inoffensivo. Nel corso della colluttazione il cittadino marocchino ha perso l'equilibrio, sbattendo la testa sull'inferriata della camera. Successivamente, il medesimo e' stato affidato alle cure del sanitario della struttura, che ne ha disposto l'invio al pronto soccorso dell'ospedale civile di Gorizia. Una volta dimesso, il cittadino marocchino e' stato affidato alle cure del medico del centro. Il 1 o gennaio 2010, il medico di guardia presso la struttura ha visitato lo Stati, certificando che il medesimo si presentava «tranquillo, collaborante e senza problematiche particolari». Il procuratore della Repubblica di Gorizia ha confermato che il personale medico e gli infermieri di turno, presenti nel centro 24 ore su 24, hanno regolarmente somministrato le cure del caso. Alcuni stranieri trattenuti nel centro hanno inscenato una protesta finalizzata a conoscere lo stato di salute dello Stati, protesta rientrata dopo che a due di loro e' stato consentito di verificarne personalmente le buone condizioni. In conseguenza dell'accaduto il predetto e' stato deferito all'autorita' giudiziaria per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. È altresi' priva di fondamento l'affermazione relativa al presunto pestaggio subito dallo Stati: come riferito dall'autorita' giudiziaria le lesioni diagnosticate al medesimo sono state ritenute compatibili con la condotta violenta indicata nella notizia di reato a suo carico. Anche l'episodio accaduto la sera del 21 settembre 2009 e' stato oggetto di denuncia all'autorita' giudiziaria nei confronti di undici stranieri: e nella relazione redatta dal pubblico ministero trovano conferma le violenze perpetrate dagli ospiti del Cie ai danni delle Forze dell'ordine. Le Forze di polizia accedono all'interno dell'area riservata ai trattenuti soltanto in situazioni di turbativa dell'ordine che non possono essere fronteggiate dal personale dell'ente gestore; durante gli episodi descritti gli interventi sono stati compiuti con correttezza e senza abuso alcuno nei confronti degli immigrati. Al termine dei tumulti, le Forze dell'ordine effettuavano una «bonifica» dei luoghi, che permetteva di rinvenire numerosi oggetti idonei ad offendere. Per quanto riguarda il filmato menzionato dall'interrogante il procuratore della Repubblica di Gorizia ha comunicato che esso appare frutto di un «collage» di piu' riprese, effettuate in tempi diversi e montato da ignoti in un unico video. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Sonia Viale.