Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02311 presentata da SCHIRRU AMALIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100111
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02311 presentata da AMALIA SCHIRRU lunedi' 11 gennaio 2010, seduta n.263 SCHIRRU e MELIS. - Al Ministro della giustizia, al Ministro per i rapporti con le regioni. - Per sapere - premesso che: il 30 maggio 2008 e' stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri inerente il trasferimento delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere dal Ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale. L'articolo 8 del medesimo decreto prevede per le regioni a statuto speciale che esse debbano attuare quanto previsto dal dettato normativo in base ai rispettivi statuti; nel caso specifico della Regione autonoma della Sardegna, l'attuazione deve essere preceduta dall'approvazione da parte della Commissione paritetica Stato-Regione della bozza predisposta dalla Giunta regionale. Risulta che detta Commissione si sia appena insediata a causa del ritardo del Ministero degli affari regionali, il quale, pur reiteratamente sollecitato dalla Regione, non ha ancora provveduto a concludere i lavori a causa dei ritardi nella nomina dei propri rappresentanti; tale inadempimento, che si protrae da ormai un anno, determina un'estrema lentezza nel processo normativo-amministrativo volto a dare piena attuazione alla riforma e crea serissimi problemi non solo alla popolazione detenuta, ma anche agli operatori sanitari e di polizia penitenziaria negli istituti penitenziari e centri e servizi per la giustizia minorile, i quali svolgono il loro servizio con abnegazione e serieta', ma con carichi di lavoro divenuti ormai insostenibili per poter garantire il diritto alla salute e in condizioni ormai non accettabili per un Paese civile; l'attuale assetto normativo, definito in base all'allegato A del suddetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, prevede che l'assistenza sanitaria sia assicurata in tutti gli istituti penitenziari nelle 24 ore, mentre in molti istituti sardi la presenza di un medico o un infermiere non e' affatto garantita durante molte ore della giornata (cosi' come accade a Iglesias, Oristano, Isili, Is Arenas, Macomer, Tempio, Lanusei, Quartucciu, e altri); tali mancanze, determinate dalle ristrettezze economiche conseguenti agli esigui budget assegnati alle singole direzioni da parte del Ministero della giustizia, possono dare origine a gravi negligenze non solo per la tutela della salute dei detenuti, ma anche per la stessa sicurezza nelle strutture penitenziarie; risulta che, in molti istituti, dove un elevato numero di persone detenute e' sofferente di gravi patologie che necessitano di particolare assistenza sanitaria (tossicodipendenti, detenuti affetti da patologie psichiatriche anche in doppia diagnosi, HIV positivi, epatopatici cronici, cardiopatici, donne in stato di gravidanza e talvolta anche bambini figli di detenute), non vengono corrisposti gli emolumenti al personale sanitario in quanto risultano esauriti gia' dal mese di settembre 2009 gli esigui fondi a disposizione provvisoriamente assegnati dal Ministero della giustizia in attesa del transito definitivo delle competenze in materia di sanita' penitenziaria alla Regione Sardegna (istituti di Cagliari, Sassari, Alghero e altri). Il personale e' continuamente sotto pressione, con avvisi di garanzia in seguito alle denunce dei familiari dei detenuti e minacciato dai gruppi di azione locali anarchici; nonostante l'assessore regionale dell'igiene e sanita' e dell'assistenza sociale, nelle more del passaggio delle competenze, abbia stanziato un milione di euro per il residuo fabbisogno del 2009, i fondi, necessari per garantire perlomeno il gia' carente status quo, non sono ancora utilizzabili a causa della situazione sopra illustrata. Si sta per aprire l'enorme incognita per l'anno 2010, in quanto e' ormai evidente che la Commissione paritetica, anche se dovesse essere convocata con urgenza, non potra' concludere i suoi lavori entro il 31 dicembre di quest'anno -: se il Governo non ritenga opportuno sollecitare con urgenza i propri rappresentanti all'interno della Commissione paritetica affinche' sia data attuazione al dettato normativo e corrisposti gli emolumenti dovuti al personale sanitario. (5-02311)