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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00838 presentata da GINEFRA DARIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100114

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-00838 presentata da DARIO GINEFRA giovedi' 14 gennaio 2010, seduta n.266 GINEFRA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: lo scorso 7 gennaio a Rosarno, nella piana di Gioia Tauro, abbiamo assistito a scene di guerriglia urbana per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata; a fare scoppiare la protesta e' stato il ferimento compiuto da alcuni cittadini di Rosarno ai danni di due extracomunitari, utilizzando un'arma ad aria compressa e pallini da caccia; la volonta' di reagire e' stata quasi certamente determinata da una situazione pronta ad esplodere e che covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura di Rosarno in condizioni ai limiti del sopportabile, e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'ex opera Sila; ogni anno, nei mesi invernali, da novembre a febbraio, migliaia d'immigrati si riversano nelle campagne della piana di Gioia Tauro per lavorare alla raccolta di mandarini e arance e gia' nel novembre del 2007 gli operatori di Medici senza frontiere, venuti in contatto con le comunita' di immigrati stagionali situati nell'area di Rosarno (Reggio Calabria), San Ferdinando (Reggio Calabria) e nella frazione di Marotta (Reggio Calabria), si sono resi conto delle condizioni spaventose nelle quali i lavoratori erano costretti: sfruttamento sul lavoro, alloggi totalmente inadeguati, esclusione sociale e in alcuni casi episodi di violenza che costituiscono ancora oggi la realta' quotidiana degli stagionali che prestano la propria opera in quest'area; la situazione nella piana di Gioia Tauro presenta caratteristiche riferibili a un contesto di crisi umanitaria e un rapporto di Medici senza frontiere ha mostrato come le condizioni di vita e di lavoro non siano mutate in questi anni e che l'emergenza continua ed e' sempre piu' allarmante: il 90 per cento degli intervistati vive in strutture abbandonate, quali fabbriche non piu' in uso o in cascinali disabitati sprovvisti di riscaldamento, elettricita', acqua corrente e servizi igienici; in alcuni casi i migranti sono costretti a pagare un affitto; il Ministro dell'interno in una lunga intervista rilasciata il 10 gennaio 2010 a Sky ha ribadito che tutti gli immigrati trasferiti da Rosarno e Gioia Tauro nei centri di prima accoglienza di Crotone e Bari saranno identificati e, se trovati privi di documenti di soggiorno, verranno espulsi, anche se non sono state illustrate le modalita' mediante le quali i suddetti cittadini dovranno lasciare il nostro Paese; di fatto, tale decisione potrebbe essere ad avviso dell'interrogate un invito ad una ulteriore clandestinita', ovvero dopo lunghi mesi di internamento nei centri di identificazione ed espulsione appare improbabile che in pochi giorni oltre mille persone di diverse nazionalita', reduci dalle violenze di Rosarno, possano essere riconosciute dalle ambasciate dei Paesi di provenienza, dotati di documenti di viaggio ed accompagnate alla frontiera; nella stessa intervista il Ministro ha rinnovato l'impegno del Governo ad aprire centri di detenzione nelle regioni che ne sono ancora prive, dando poi i numeri dei suoi successi, la drastica riduzione degli sbarchi in Sicilia, e le espulsioni che sarebbero state eseguite dall'Italia negli ultimi due anni: tali affermazioni sono state ribadite nell'informativa alla Camera dei deputati resa il 13 gennaio 2010; pur non volendo entrare nel merito delle cifre citate, e' noto come solo una minima parte degli immigrati che entrano irregolarmente in Italia attraversa il canale di Sicilia, e di questa minima parte oltre la meta' sono donne, minori, richiedenti asilo; tante di queste persone sono state riconsegnate lo scorso anno al Governo libico, o bloccate prima della partenza grazie alla collaborazione dei nostri «agenti di collegamento» dislocati in Libia, una situazione gravemente lesiva dei diritti dell'uomo come documentato pochi mesi fa da Human Rights Watch; il cosiddetto pacchetto sicurezza, con la introduzione del reato di immigrazione clandestina e con il prolungamento a sei mesi della detenzione amministrativa ha fatto diminuire le espulsioni effettivamente eseguite, su questo sono tutti concordi e basterebbe visitare un centri di identificazione ed espulsione per rendersene conto; ogni anno, durante i mesi della raccolta, il numero degli immigrati presenti nella zona di Rosarno quadruplica, raggiungendo circa le 4mila unita' su una popolazione locale di 15mila e nel corso dell'indagine portata avanti sempre da medici senza frontiera, e' emerso che le autorita' locali sono consapevoli dello stato di emergenza igienico sanitaria delle comunita' di lavoratori stagionali; sembra che tuttavia non sia mai stato possibile realizzare interventi strutturali per garantire condizioni minime di accoglienza, con la motivazione che si trattava di lavoratori stranieri irregolari; a rendere la situazione ancora piu' drammatica, alcuni immigrati intervistati hanno denunciato di essere vittime di maltrattamenti e atti di violenza come il lancio di pietre e oggetti, per lo piu' da parte di adolescenti; nella piana di Gioia Tauro sono state raccolte 111 interviste ed effettuate 124 visite mediche: il 90 per cento del campione e' composto da immigrati irregolari, di cui l'87 per cento ha un'eta' inferiore ai 30 anni e dai dati raccolti emerge che solo la meta' dei migranti intervistati stava lavorando e di questi nessuno era provvisto di un contratto di lavoro; inoltre gli immigrati presenti nella zona lavorano in media due giorni a settimana per 25 euro al giorno, nell'85 per cento dei casi, gli stranieri devono acquistare stivali e guanti per affrontare il lavoro e ogni giorno, fin dalle prime ore dell'alba, si riversano nel centro del paese aspettando di essere reclutati da datori di lavoro e caporali, la maggior parte delle volte pagando 5 euro ai caporali per il trasporto al campo; rimangono altresi' preoccupanti le dichiarazioni del Ministro che attacca per «eccessiva tolleranza» le autorita' locali, sembrerebbe dunque anche i prefetti, i questori ed il commissario straordinario al comune di Rosarno, dichiarazioni che ad avviso dell'interrogante rischiano di arrecare vantaggio per tutti coloro che in maniera tutt'altro che lecita e limpida hanno imposto la deportazione dei migranti dalla piana di Rosarno; i provvedimenti di espulsione che le autorita' di polizia si accingono a consegnare ai migranti vittime di quanto avvenuto nella Piana di Gioia Tauro, rischiano di essere percepiti come una sorta di legittimazione successiva dell'azione violenta condotta da criminali della zona e un grande guadagno per quei datori di lavoro che non hanno pagato le misere remunerazioni dovute ai braccianti agricoli stranieri impegnati da settimane alle loro dipendenze; anche i mezzi di informazione hanno documentato come molti migranti non volessero lasciare Rosarno proprio per ottenere quanto loro dovuto da alcuni datori di lavoro, abitanti di quella cittadina che fino al giorno prima li hanno impunemente sfruttati; a quanto e' dato sapere, alcuni giornalisti hanno documentato richieste telefoniche dei migranti che chiamavano inutilmente i loro datori di lavoro per ottenere la paga dovuta, richieste senza risposta perche' nessuno rispondeva al cellulare; il procuratore della Repubblica di Palmi, inoltre, ha osservato come dietro la controrivolta dei rosarnesi si potesse nascondere la criminalita' organizzata locale (ovvero la 'ndrangheta) ed uno dei tre arrestati, per i quali i rosarnesi chiedevano la liberta' con striscioni esibiti anche durante i servizi televisivi, e' il rampollo di una delle piu' importanti famiglie mafiose che controllano la piana di Gioia Tauro; attualmente gli immigrati sono stati trasferiti da Rosarno per dirigersi verso il nord Italia o in centri di accoglienza calabresi e pugliesi: 428 sono stati portati nel centro di prima accoglienza di Crotone e 400 in quello di Bari; altri 300 hanno lasciato la piana di Gioia Tauro autonomamente, in treno, diretti a Milano, Napoli, Foggia, Palermo, e le due ex fabbriche utilizzate come dormitori, Opera Sila e Rognetta, si sono praticamente svuotate; nel corso della stessa notte 324 immigrati sono arrivati nel CARA (Centro accoglienza richiedenti asilo) di Bari-Palese: 322 uomini e due donne, la nazionalita' prevalente e' quella del Ghana e il prefetto di Bari ha comunicato che nella mattinata successiva al loro arrivo, la meta' di loro era gia' stata identificata e che di questi oltre 160 hanno un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro e hanno chiesto di lasciare il Cara: gli immigrati in regola sono stati accompagnati alla stazione senza alcuna forma di sostegno economico per affrontare le spese del viaggio; quanti invece dovranno essere espulsi sono stati trasferiti al Centro di identificazione e espulsione: ad oggi 26 immigrati sono ancora ospiti della suddetta struttura; 14 sono stati arrestati senza che all'interrogante siano note le reali motivazioni e condotti nelle carceri di Bari e Trani; 18 sono stati trasferiti al centri di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria, a Roma; il Ministro ha annunciato durante l'informativa alla Camera dei deputati sui fatti di Rosarno, l'avvio delle procedure per la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari a quei cittadini stranieri rimasti feriti durante i noti scontri, ma nessun riferimento e' stato fatto alla possibilita' di estendere tale misura, ai sensi dell'articolo 18 del Testo Unico sull'immigrazione e per le fattispecie in esso previste, agli altri immigrati sprovvisti di permesso; nessun riferimento alla concreta possibilita' che molti degli immigrati possano essere stati oggetto di sfruttamento e di riduzione in schiavitu' da parte della 'ndrangheta; inoltre, le stesse condizioni di sfruttamento e precarieta' riguardano anche altri settori delle attivita' lavorative e produttive estese a tutto il territorio nazionale quali l'edilizia, l'industria tessile e manifatturiera: e' infatti dimostrato dalle quotidiane notizie di cronaca sulle tante «morti bianche» e di donne, minori e uomini ridotti in schiavitu' a lavorare in turni massacranti, anche 16 ore al giorno, in malsani e lugubri scantinati -: se il Ministro non intenda sostenere le vittime dello sfruttamento che denunciano violazioni alle leggi dello Stato e ai diritti umani dando piena attuazione, a tale fine, all'articolo 18 del Testo unico delle leggi sull'immigrazione, che prevede l'accesso alla protezione per collaborazione di giustizia a tutti i migranti che denunciano tali situazioni di sfruttamento e schiavismo, indipendentemente dal loro status di presenza sul territorio; se non intenda, inoltre, intraprendere tutte le iniziative possibili a livello locale e nazionale, per contrastare i fenomeni di sfruttamento della manodopera, del caporalato e dello schiavismo, coinvolgendo in forma attiva, le forze di polizia, gli enti locali, le organizzazioni professionali dei produttori, dei coltivatori e dei consumatori, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni della societa' civile promuovendo, a tale scopo, l'istituzione di un tavolo comune per la realizzazione di strumenti di controllo dell'intera filiera produttiva e di trasformazione dei prodotti agro-alimentari, individuando marchi di certificazione etica nello spirito del Global Compact e sulla responsabilita' d'impresa. (3-00838)

 
Cronologia
giovedì 17 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010), (C. 2936) e il disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010 - 2012, (C. 2937), che saranno approvati in via definitiva dal Senato il 22 dicembre (leggi 23 dicembre 2009, n. 191 e n. 192).

martedì 19 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Nell'ambito degli interventi a sostegno della popolazione di Haiti, colpita da un gravissimo terremoto, il Governo annuncia la decisione di sottoscrivere un accordo bilaterale per la cancellazione finale del debito di 40,3 milioni di euro.

    La portaerei della marina militare Cavour parte per Haiti, per concorrere all'opera di ricostruzione e di soccorso alla popolazione.