Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05744 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100118
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05744 presentata da RITA BERNARDINI lunedi' 18 gennaio 2010, seduta n.267 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, Eddine Abellativ Sirage, ventisettenne, si e' impiccato la mattina del 13 gennaio 2010 al tubo di una doccia del reparto infermeria del carcere di Massa; Sirage, marocchino non in regola con il permesso di soggiorno, era stato arrestato quattro giorni prima di Natale dopo un rocambolesco inseguimento per aver rubato sotto effetto di stupefacenti un'automobile; dopo appena qualche giorno di detenzione era stato trasferito nel reparto infermeria perche' «soggetto psicologicamente molto provato, debole e probabilmente devastato dall'esperienza carceraria», come confermato anche dal direttore della Casa circondariale di Massa, dottor Salvatore Iodice; il medico di turno e l'infermiere che hanno trovato il corpo esanime hanno dichiarato di non essere tenuti a sorvegliare a vista i detenuti del reparto infermeria; la procura della Repubblica ha comunque disposto l'autopsia sul corpo per accertare le cause del decesso; sulla vicenda Leoluca Orlando, presidente della Commissione di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, ha dichiarato quanto segue: «Con riferimento all'ennesimo, tragico suicidio avvenuto nel carcere di Massa Carrara di cui si e' avuta notizia poche ore fa, ricordo che la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari, da me presieduta, ha convocato per il prossimo 3 febbraio il direttore del Dap, Dipartimento amministrazione penitenziaria, con la cui audizione la commissione intende dare avvio concreto all'inchiesta, che sara' seguita dai deputati Melania De Nichilo Rizzoli e Doris Lo Moro, sul sistema carcerario e sul diritto alla integrita' e alla salute dei detenuti. Diritto purtroppo non garantito a sufficienza, come dimostrano i decessi causati da autolesionismo, lesioni subite da terzi o mancata assistenza che si ripetono con drammatica cadenza»; gia' dal 1987 e' stato istituito presso tutti gli istituti di pena un particolare servizio per i detenuti e per gli internati nuovi giunti dalla liberta' consistente in un presidio psicologico da affiancare alla prima visita medica generale ed al colloquio di primo ingresso, un servizio affidato ad esperti specializzati in psicologia o criminologia clinica che hanno un colloquio con il detenuto il giorno stesso di ingresso nell'istituto e prima dell'assegnazione alle sezioni al fine di accertare l'eventuale rischio autolesionistico o suicidiario; nei primi quindici giorni del nuovo anno sono gia' cinque i detenuti che hanno deciso di farla finita: oltre al suicidio di Eddine Abellativ Sirage, il 2 gennaio, ad Altamura (Bari), si e' ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni; tre giorni dopo si e' impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari, Celeste Frau, 62 anni; nel supercarcere di Sulmona e' stato trovato senza vita Amato Tammaro, 28 anni, di ritorno in cella dopo un permesso premio; il 7 gennaio si e' tolto la vita nel carcere di Verona Giacomo Attolini; l'ex sottosegretario alla giustizia, Luigi Manconi, ha sottolineato che «il ministro ha annunciato l'intenzione di assumere duemila agenti di polizia penitenziaria: decisione opportuna e saggia che rischia di evidenziare ancor piu' la mancata assunzione, da anni e anni, di educatori e psicologi, quegli operatori, cioe', che quelli che piu' potrebbero risultare essenziali al fine di ridurre il numero dei suicidi. Sa il ministro che in molti istituti il tempo che gli psicologi possono dedicare a ciascun detenuto e' di appena dieci minuti al mese? Mai ho detto e mai diro' che la responsabilita' dell'elevato numero dei suicidi debba attribuirsi al ministro della Giustizia, ma non ho taciuto e non tacero' sul fatto che l'immobilismo delle autorita' politiche e amministrative rischia di farsi complicita'»; il 12 gennaio 2010 la Camera dei deputati ha parzialmente approvato, su espresso parere favorevole del Governo, la mozione sulle carceri presentata dalla prima firmataria del presente atto e sottoscritta da 93 deputati appartenenti a quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento; la mozione approvata prevede, tra l'altro, alla lettera a), la riduzione dei tempi di custodia cautelare, perlomeno per i reati meno gravi, nonche' del potere della magistratura nell'applicazione delle misure cautelari personali a casi tassativamente previsti dal legislatore, previa modifica dell'articolo 280 del codice di procedura penale; e, alla lettera n), l'adeguamento degli organici del personale penitenziario ed amministrativo, nonche' dei medici, degli infermieri, degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi, non solo per cio' che concerne la loro consistenza numerica, ma anche per cio' che riguarda la promozione di qualificazioni professionali atte a facilitare il reinserimento sociale dei detenuti -: di quali informazioni dispongano i Ministri sui fatti riferiti in premessa e, in particolare, se non intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza e nel rispetto indipendentemente dalla inchiesta che sulla vicenda ha aperto la magistratura, un'indagine amministrativa interna volta a verificare le responsabilita' amministrative o disciplinari dell'amministrazione penitenziaria ed eventualmente di quella medico-sanitaria, cio' anche alla luce della forte carenza di personale, sia infermieristico che penitenziario, che limita inevitabilmente le possibilita' di cura, assistenza, vigilanza e controllo dei detenuti; se presso la casa circondariale di Massa sia presente, attivo e funzionante il servizio «nuovi giunti»; se e quali urgenti iniziative di carattere normativo il Governo intenda adottare al fine di ridurre i tempi di custodia cautelare, perlomeno per i reati meno gravi, ed il conseguente potere della magistratura nell'applicazione delle misure cautelari personali a casi tassativamente previsti dal legislatore, previa modifica dell'articolo 280 del codice di procedura penale, cosi' come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2010; se e quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare, sollecitare e promuovere al fine di aumentare gli organici del personale penitenziario ed amministrativo, nonche' dei medici, degli infermieri, degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi in servizio presso gli istituti di pena, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone recluse, cosi' come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati 12 gennaio 2010; se non ritenga che l'alto tasso dei suicidi e dei tentati suicidi dipenda dall'elevato tasso di sovraffollamento degli istituti di pena dove attualmente sono ristretti quasi 66 mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43 mila posti; se ritenga necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento sull'ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una «detenzione giusta», rispettosa del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali degli individui, se del caso, istituendo in ogni carcere degli appositi presidi specializzati per prevenire il rischio-suicidi e le altre emergenze legate ai disagi psicologici; quali iniziative, piu' in generale, il Governo intenda assumere per contenere e ridurre l'alto tasso dei decessi per suicidio in carcere. (4-05744)