Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/00844 presentata da LO MONTE CARMELO (MISTO-MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD) in data 20100119
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00844 presentata da CARMELO LO MONTE martedi' 19 gennaio 2010, seduta n.268 LO MONTE, BELCASTRO, COMMERCIO, IANNACCONE, LATTERI, LOMBARDO, MILO e SARDELLI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: il gruppo Fiat, nel corso della sua lunga storia aziendale, e' stato ripetutamente beneficiato dal sostegno economico pubblico, al punto che al giorno d'oggi e' difficile delineare il quadro complessivo degli aiuti ricevuti in dote dalle istituzioni per costruire o implementare i suoi stabilimenti; l'azienda torinese, infatti, piu' volte sull'orlo del disastro economico, e' abilmente ricorsa alla strategia che da molti e' stata definita «della socializzazione delle perdite e della privatizzazione dei profitti»; e' stato calcolato che, soltanto tra il 1990 ed il 2000, lo Stato italiano ha elargito alla Fiat, a fronte del suo alterno ricatto occupazionale, circa 5 mila milioni di euro sotto variegate forme di sussidio, come esenzioni decennali sulle imposte sul reddito, ammortizzatori sociali, prepensionamenti, mobilita' lunga, incentivi alla rottamazione e contributi in conto capitale e in conto interessi per gli investimenti nelle aree depresse grazie alla legge n. 448 del 1992, che dal 1996 al 2000 ha reso all'azienda automobilistica 328 milioni di vecchie lire; oggi che la situazione economica del gruppo industriale, che ha conquistato una quota di mercato pari al 32 per cento, appare nettamente diversa, essendo stata abilmente risanata, come d'altra parte confermano anche gli indicatori di fine anno e relativi al volume di affari per il 2009, che registrano un incremento pari al 2,7 per cento rispetto al 2008, resta il drammatico vizio del management di scaricare su altri le gravi ripercussioni di scelte di comodo, come dimostrano la vicenda della paventata chiusura dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, da cui dipende l'economia di una vasta area della Sicilia, e le mancate garanzie della operativita' di quello di Pomigliano d'Arco; oggi i destini di questi due distretti industriali sono tristemente intrecciati, essendo incerto il futuro lavorativo dei circa 7 mila addetti; l'incertezza delle notizie circa la sorte dello stabilimento siciliano sta provocando gravi preoccupazioni in tutto il tessuto sociale e grande apprensione nelle famiglie, dal momento che non e' dato conoscere soluzioni che in prospettiva garantiscano il futuro dei lavoratori; in data 1 o dicembre 2009 si apprende da notizie di stampa che nell'incontro avvenuto tra il Ministro interrogato e l'amministratore delegato di Fiat, la stessa Fiat avrebbe confermato la cessazione della produzione di autovetture presso lo stabilimento di Termini Imerese a partire dal 2012, e la riconversione dello stabilimento, non specificando, tuttavia, a quale tipo di attivita'; la Fiat, dunque, immemore dell'enorme debito morale con lo Stato italiano pari almeno ai finanziamenti diretti e indiretti ricevuti nel corso degli anni, con dichiarazioni pretestuose ed ingiuriose, dichiara che la produzione presso lo stabilimento di Termini Imerese non e' competitiva, ricorrendo cosi' all'ausilio delle inesorabili leggi di mercato per giustificare il blocco della produzione di auto in una regione, la Sicilia, che sicuramente rappresenta la base logistica piu' grossa del Mediterraneo; sarebbe pari a 425 milioni di euro, approssimati per difetto, la cifra stanziata dalle istituzioni siciliane negli ultimi anni per sostenere il distretto industriale termitano, dei quali 40 milioni per la formazione speciale degli operai dello stabilimento, 45 milioni per la realizzazione del porto di Fiumetorto (che sarebbe dovuto servire per spedire le auto sul continente, ma che non viene piu' utilizzato dalla Fiat, che, con ovvio aggravio di spese, ha sempre preferito i porti di Catania e di Augusta), 45 milioni per la costruzione della stazione ferroviaria a piccola e media velocita' di Fiumetorto, che dista appena un chilometro dalla fabbrica di Termini Imerese ed alla quale hanno contribuito anche l'Anas e le Ferrovie dello Stato, 95 milioni in funzione del contratto di programma 2001/2005, 200 milioni di investimento, sottratti ai complessivi 350, che l'Enel aveva destinato all'intera Sicilia, ma che ha utilizzato per riconvertire le sue centrali a combustione vicino l'impianto di Termini in centrali a metano, operazione richiesta dalla stessa Fiat in quanto la fuliggine e le emissioni di quelle a combustione danneggiavano i suoi impianti, ed in ultimo, pari al 25 per cento, il cofinanziamento della Regione siciliana di tutti gli investimenti e le spese della Fiat: nell'impianto di Termini Imerese; ai suddetti importi vanno oggi aggiunti 400 milioni che la Regione siciliana e' pronta ad investire, di cui 200 in infrastrutture e 200 in innovazione tecnologica; nell'aprile del 2009 e' arrivata dalla Commissione europea l'autorizzazione, per le autorita' italiane, a concedere alla Fiat, per un progetto che prevede la produzione di un nuovo modello di automobile in Sicilia, aiuti per 46 milioni di euro per investimenti a finalita' regionale e che serviranno ad ampliare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, a modificare il processo di produzione, a diversificare la produzione, permettendo cosi' di salvaguardare i posti di lavoro esistenti nella regione. Tale misura, secondo le autorita' di Bruxelles, «risulta compatibile con i requisiti previsti dagli orientamenti sugli aiuti di Stato a finalita' regionale 2007-2013 e dalle norme sui grandi progetti di investimento, perche' Fiat non aumenterebbe considerevolmente la sua capacita' di produzione», e che: «si puo' pertanto ritenere che gli effetti positivi di questo investimento in termini di sviluppo regionale superino le possibili distorsioni della concorrenza»; giacciono inutilizzati ben 300 milioni di euro, stanziati a giugno 2009 dal CIPE a favore e per il rilancio degli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e di Termini Imerese; il Governo avrebbe deciso la concessione di ulteriori misure di sostegno, seppure in misura ridotta, a favore del settore automobilistico, con il varo di un provvedimento per un valore, come e' stato anticipato, di circa 1,2 miliardi di euro, che garantira', tra l'altro agevolazioni per la rottamazione delle auto; il 13 gennaio 2010 l'Assemblea regionale siciliana ha approvato con il pieno ed unanime consenso di tutti i gruppi parlamentari all'unanimita' un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a richiedere la convocazione di un Consiglio dei ministri con la presenza del Presidente della regione, ai sensi del terzo comma dell'articolo 21 dello Statuto siciliano, ove far assumere con decisione la salvaguardia dello stabilimento di Termini Imerese come questione nazionale prioritaria, convocando, altresi', immediatamente, un tavolo di trattative con la Fiat e con le organizzazioni sindacali e non concedendo alcuna forma d'incentivo alla produzione Fiat in assenza di una revisione dell'atteggiamento assunto dall'attuale management -: a quanto ammonti il totale dei contributi elargiti nell'ultimo decennio, ai sensi della legge n. 488 del 1992, dal ministero dello sviluppo economico al gruppo Fiat. (3-00844)