Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05789 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100120
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05789 presentata da RITA BERNARDINI mercoledi' 20 gennaio 2010, seduta n.269 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: il signor Giancarlo Benedetti, 43enne, si trova attualmente recluso presso la casa circondariale di Velletri (Roma) perche' accusato, insieme ad altre persone, dei reati di cui agli articoli, 81, 110, 648-ter e 61 n. 2 del codice penale, fattispecie aggravate ex articolo 7 legge n. 203 del 1991; in sostanza il signor Benedetti, pur avendo sempre respinto con forza ogni addebito, e' indagato per la nota vicenda relativa al tentato riciclaggio di una ingente somma di denaro di provenienza delittuosa per l'acquisto del capitale sociale della Lazio Spa; la prima ordinanza di misura cautelare in carcere disposta il 22 luglio 2008 dal giudice per le indagini preliminari di Roma nei confronti del signor Benedetti venne annullata dal tribunale del riesame, dopodiche', su ricorso della pubblica accusa, la Cassazione annullo' con rinvio il provvedimento emesso dal Tribunale della liberta', il quale, nuovamente investito della questione, in data 29 aprile 2009 ribalto' la sua precedente decisione, al che il signor Benedetti venne nuovamente arrestato in data 7 agosto 2009; il detenuto si trova dunque ristretto in carcere per fatti risalenti al 2006, nonostante ad avviso degli interroganti gli indizi a suo carico risultino insufficienti e comunque contraddittori e senza considerare che l'indagato non solo e' persona incensurata e priva di carichi pendenti, ma che le esigenze cautelari nel suo caso non sono in alcun modo ravvisabili; ed invero la custodia cautelare ha come presupposti il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove, sempre secondo gli interroganti, e di reiterazione del reato. Il signor Benedetti non puo' in alcun modo reiterare il reato essendo incensurato e non avendo avuto piu' alcun tipo di contatto con gli altri coindagati perlomeno dal 2006, come si evince dalle intercettazioni telefoniche acquisite agli atti, senza considerare che il medesimo non e' persona informata o dotata di capacita' tecniche bancarie e/o finanziarie. Allo stato non vi e' neppure pericolo di inquinamento delle prove, ne', per ragioni fin troppo evidenti di natura economica nonche' di radicamento nel territorio, il pericolo di fuga; pertanto secondo gli interroganti non risulta giustificabile in alcun modo la sua detenzione; ciononostante le richieste di arresti domiciliari avanzate dalla difesa sono state sempre rigettate; durante questi mesi di detenzione l'indagato e' stato colpito da un inizio di depressione bipolare (stessa patologia che ha condotto sua madre al suicidio tre anni fa), perdita di capelli, dimagrimento a vista d'occhio, nausee, dolori di testa lancinanti, insonnia intermedia con risvegli precoci e angosciosi, caratterizzati da sudorazione diffusa e senso di soffocamento; tutte sintomatologie che lo stanno costringendo ad assumere ansiolitici benzodiazepinici (diazepam); il precario stato di salute del detenuto e' stato accertato con apposita perizia medico-legale dal professor dottor Maurizio Marasco, specialista in neurologia e in psichiatra il quale nella conclusione della sua Relazione clinica scrive quanto segue: «Dal punto di vista clinico-diagnostico, emerge il quadro di un soggetto, nella cui anamnesi familiare ricorre pesantemente il gene ed il fattore costituzionale della depressione ed in particolare del disturbo bipolare: vedi in particolare il disturbo bipolare della madre, il tentativo di suicidio da questa espletato mediante ingestione di acido muriatico con le conseguenze fatali che l'hanno condotta a morte, la patologia depressiva della zia e della cugina del ramo materno, il temperamento iperattivo del fratello minore, probabilmente tendente all'esaltazione ipomaniacale. Inoltre lo stesso Benedetti presenta una storia personale di ansia, depressione, attacchi di panico, insorta casualmente dopo una esperienza traumatizzante, ma con caratteristiche sintomatologico-cliniche che, lungo il percorso esistenziale del soggetto, richiamano si' i disturbi d'ansia del tipo attacchi di panico, ma che per la loro tendenza ciclica al ripetersi in relazione alla familiarita' psichiatrica, appaiono sintomatici di una forma depressiva endogena infida, perche' mascherata da sintomi somatici, ipocondriaci e psicosomatici che nasconde al fondo il gene ed il carattere eredo-costituzionale delle forme di depressione di natura biologica.[...] Inoltre, in relazione al vissuto carcerario ed al trauma psicologico di una vicenda penale rispetto alla quale il Benedetti si ritiene estraneo, sulla base eredo-costituzionale correlata all'anamnesi familiare ed ai precedenti psichiatrici personali, nello specifico si e' innestato un quadro depressivo-ansioso reattivo con disturbi somatoformi, neurovegetativi, attacchi di panico, insonnia, cefalea, inappetenza, nausea, dimagrimento; disturbi che appaiono palesemente sintomatici della condizione depressiva in cui il soggetto e' sprofondato a seguito della perdita della liberta'. In tal senso, considerando la familiarita' psichiatrica, i precedenti specifici personali, l'attuale stato di ansia, depressione, con manifestazioni somatoformi, il quadro psicopatologico da cui risulta attualmente affetto il Benedetti e' a mio avviso diagnosticabile come forma di depressione endo-reattiva, forma che nello specifico appare di severa entita', come attestato dal profilo MMPI che mostra la presenza di segni nevrotici di tipo depressivo e ipocondriaco ed anche aspetti psicopatologici di tipo paranoie, che confermano ulteriormente la' gravita' dei quadro psichiatrico da cui il Benedetti risulta affetto, quadro aggravatosi in intima correlazione modale, cronologica, quali-quantitativa con il trauma psicologico della vicenda penale che coinvolge il soggetto e pertanto destinato a risolversi solo con la cessazione dello stimolo frustrante e psico-stressante della detenzione, non apparendo in grado i soli farmaci di risolvere il quadro clinico, in relazione al quale sono necessari, oltre ai farmaci, supporto psicoterapeutico qualificato e sostegno da parte dei referenti affettivi con assiduita'. Per tali motivi ritengo, secondo scienza e coscienza, incompatibili con la persistenza del regime detentivo le condizioni di salute di Benedetti Giancarlo»; sulla base della predetta perizia la difesa del Benedetti ha avanzato richiesta di scarcerazione adducendo che lo stato di salute del detenuto fosse incompatibile col regime carcerario ma, in data 24 dicembre, il giudice per le indagini preliminari ha rigettato l'istanza, senza peraltro effettuare alcuna contro-perizia -: quali iniziative il Ministro competente intenda adottare allo scopo di valutare la sussistenza nella fattispecie illustrata in premessa dei presupposti per un'eventuale promozione di un'azione disciplinare a carico dei magistrati investiti del processo nei confronti del signor Giancarlo Benedetti; se la direzione della casa circondariale di Velletri stia garantendo al detenuto la presenza costante di un adeguato supporto psicoterapeutico e quali iniziative di rispettiva competenza intendano adottare affinche' al detenuto Giancarlo Benedetti venga garantito il rispetto dei diritti inviolabili considerata la gravita' delle sue condizioni di salute. (4-05789)