Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA URGENTE 2/00585 presentata da BRIGANDI' MATTEO (LEGA NORD PADANIA) in data 20100121
Atto Camera Interpellanza urgente 2-00585 presentata da MATTEO BRIGANDI' giovedi' 21 gennaio 2010, seduta n.270 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: recenti notizie di cronaca riferiscono che l'Italia dei Valori avrebbe ricevuto i rimborsi elettorali dalla Camera dei Deputati non gia' come partito politico, ma come associazione privata cui fa parte il leader attuale del partito; in realta' i rimborsi elettorali spettanti alla lista «Idv-lista Di Pietro» sarebbero stati di fatto percepiti da una associazione composta dallo stesso Di Pietro, da una deputata componente del Gruppo, che ricopre anche la carica di Segretario di presidenza della Camera e da uno stretto congiunto del primo. Fra l'associazione e il partito vi e' una diversa personalita' giuridica tant'e' che in una causa, pur presente l'associazione, e' stata dichiarata la contumacia del partito; l'ufficio di presidenza, di cui fa parte la sopradetta deputata socia dell'associazione, e proprio per autocertificazione della medesima, il 23.4.2009 ribadiva una propria linea giurisprudenziale per la quale si riteneva «che la lista elettorale "Italia dei Valori - Lista Di Pietro" quale soggetto giuridico avente titolo ai rimborsi elettorali, risultava rappresentata (in base ai documenti in atti e alle allegate autocertificazioni, allo stato giuridicamente efficaci e non inficiate da provvedimenti giudiziali) dalle persone fisiche autocertificate rappresentanti legali della stessa ai fini della erogazione dei contributi elettorali» per cui «l'assenta distinzione soggettiva tra movimento ed associazione Italia dei Valori non risultava rilevante ai fini dell'individuazione del soggetto elettorale avente titolo ai rimborsi». Cio' veniva giustificato per la «assenza di elementi ... che evidenziassero la presenza di altre persone fisiche aventi titolo a rivendicare la titolarita' di detta rappresentanza»; ai sensi dell'articolo 1 della legge 157/99 e' attribuito ai movimenti e partiti politici un rimborso in relazione alle spese elettorali sostenute per le campagne per il rinnovo del parlamento, anche europeo, e consigli regionali sulla base di provviste finanziarie messe a disposizione dal ministero dell'economia e delle finanze; ulteriormente occorre valutare che i partiti o movimenti politici non hanno una sorta di tipicita', dal punto di vista della natura giuridica della associazione quale assetto strumentale, ma certo potrebbe essere ipotizzabile la sostanziale identita' della persona, ancorche' non riconosciuta, quando una associazione sia posseduta dall'altra ad avviso dell'interrogante, tuttavia, il caso che ci occupa vede pacificamente due associazioni distinte, una che fa in concreto politica ed un'altra di persone che riscuote e dispone dei denari destinati ai soggetti politici; ferma restando la competenza delle Camere nell'individuare i soggetti destinatari del rimborso, ad avviso degli interpellanti occorre fare piena luce sul regime contabile e fiscale della predetta societa' (nonche' di riflesso sulle eventuali conseguenze di carattere penale) in relazione all'erogazione del rimborso; e' di facile accertamento se il movimento, e non la associazione, abbia sopportato le spese della campagna elettorale, essendo i bilanci dei partiti pubblici; in caso di accertamento negativo (cioe' qualora le spese per la campagna elettorale non siano state affrontate dal partito), due sono le considerazioni: a) il regime del rimborso forfetario non e' la regola ma l'eccezione per cui quello che la legge ha concesso al partito non e' applicabile per analogia alla associazione quindi occorrera' verificare se vi siano state delle plusvalenze fra i costi della campagna elettorale ed i ricavi dei rimborsi e assoggettarli a tassazione; b) essendo l'associazione soggetto diverso dal partito in sostanza questa avrebbe elargito servizi al partito economicamente valutabili e valutati che devono essere assoggettati alla normativa sul finanziamento privato ai partiti con le conseguenze di legge in caso di inottemperanza; in caso di accertamento negativo (cioe' qualora le spese per la campagna elettorale siano state affrontate dal partito), non si potra' che dedurre che i denari per rimborso, in quanto percepiti da soggetto diverso rispetto a chi ha effettuato l'esborso, in realta' non avrebbero di fatto contribuito alla remunerazione per tale titolo divenendo cosi' mero ricavo. Appare evidentemente consequenziale che questi ricavi debbano essere assoggettati a tassazione; questi fatti necessitano quindi sia una valutazione da parte del Governo, sia dell'acquisizione di elementi circa l'attivita' della magistratura con particolare riferimento: al titolo contabile cui l'associazione ha fatto riferimento in relazione all'acquisizione del denaro per rimborsi elettorali, all'eventuale mancata dichiarazione dei redditi e alle connesse conseguenze penali, alle modalita' con le quali e' stata considerata tale acquisizione di denaro alla luce degli obblighi imposti dalla legge in materia di finanziamento dei partiti -: di quali elementi disponga il Governo sulla vicenda nell'ambito delle sue competenze; quali azioni il Governo intenda adottare rispetto ai fatti esposti ed in particolare quali verifiche intenda effettuare rispetto a quanto evidenziato in premessa; quale sia comunque il regime fiscale che il Governo applichera' ai fondi percepiti dall'associazione «Italia dei valori». (2-00585) «Brigandi', Barani, Comaroli, Vanalli, Pini, Fava, Allasia, Goisis, De Nichilo Rizzoli, De Luca, Di Biagio, Mussolini, Rondini, Saltamartini, Chiappori, Girlanda, Ciccioli, Castellani, Vincenzo Antonio Fontana, Mottola, Mazzuca, Pizzolante, Versace, Catone, Di Virgilio, Mancuso, Fucci, Dell'Elce, Palumbo, Toccafondi, Vessa, Gioacchino Alfano, Iapicca, Bergamini, Biasotti, Garagnani, Lehner, Paglia».