Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00256 presentata da PICCHI GUGLIELMO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20100128
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00256 presentata da GUGLIELMO PICCHI giovedi' 28 gennaio 2010, seduta n.275 La III Commissione, premesso che: in Crimea e precisamente nelle citta' di Kerch vive una comunita' di circa 300 oriundi italiani rientrati anni fa dal Kazakistan dove furono deportati in epoca staliniana; si tratta dei discendenti di cittadini italiani che si trasferirono in Crimea a partire dalla seconda meta' dell'Ottocento, provenienti soprattutto da Trani, Bisceglie e Molfetta per svolgere attivita' agricole e per lavorare nelle attivita' marittime; la comunita' italiana comincio' ad essere perseguitata con l'avvento del comunismo perche' gli italiani erano in possesso ancora di passaporto italiano e in contatto col nostro consolato di Odessa; molti scomparvero nelle purghe staliniane, altri furono privati delle proprieta' agricole che vennero nazionalizzate e a partire dal 1939 subirono il divieto di rientrare in Italia e comunque si trovarono nell'impossibilita' di farlo illegalmente, privi ormai di ogni mezzo economico; nel gennaio 1942, in piena seconda guerra mondiale, tutti i rimasti, circa 2.000 persone (uomini, donne, bambini), vennero deportati in Kazakistan con l'accusa di popolo traditore in quanto italiani e circa due terzi morirono nel tragitto effettuato in carri piombati, per fame e malattie oppure nei luoghi di destinazione per il freddo e i maltrattamenti. Quasi tutti i bambini morirono; al momento della deportazione vennero privati dalle autorita' sovietiche di tutti i documenti, compresi i passaporti, che non furono mai piu' restituiti perche' distrutti assieme ad ogni documentazione personale, sostituita con l'attestazione di deportato o altra infamante; dopo la denuncia dei crimini staliniani ad opera di Kruscev, alcune centinaia poterono tornare in Crimea dove pero' ogni loro bene era stato confiscato e mai piu' restituito, mentre altri si dispersero in Russia, Kazakistan, Uzbekistan, dove essi e i loro discendenti tuttora vivono; il Governo ucraino ha gia' concesso il riconoscimento di popolo deportato e vittima dello stalinismo ai Tartari, ai Tedeschi, ai Greci, e ad altre popolazioni deportate dalla Crimea su interessamento dei vari Stati di origine (per i Tartari, la Turchia); tale misura, oltre a costituire un riconoscimento morale, conferirebbe alcune agevolazioni di carattere amministrativo (quale ad esempio la possibilita' del rientro a pieno titolo in Ucraina dei dimoranti negli altri Stati della ex URSS) e modestissimi vantaggi economici per i sopravvissuti. Peraltro nel 1993 la direzione regionale degli interni presso il comitato esecutivo del Consiglio dei deputati di Crimea ha confermato l'esistenza della deportazione di cittadini di nazionalita' italiana; recenti studi e ricerche storiche hanno ampiamente confermato la tragedia degli italiani di Crimea e identificato numerosi individui e famiglie vittime delle deportazioni staliniste e membri di questa comunita', impegna il Governo: ad intervenire presso il Governo ucraino affinche' la Repubblica di Ucraina e la Repubblica autonoma di Crimea riconoscano ufficialmente la deportazione degli italiani e concedano alla comunita' italiana di Crimea lo status di popolo deportato e vittima dello stalinismo; a facilitare, anche attraverso specifiche iniziative normative, sul modello di quanto fatto nel 2008 dalla Polonia per gli oriundi polacchi provenienti dall'ex Unione Sovietica, il riacquisto della cittadinanza italiana da parte dei discendenti della comunita' italiana di Crimea e, a tal fine, a richiedere la cooperazione delle autorita' ucraine e della Repubblica autonoma di Crimea per la consultazione dei propri archivi; ad agevolare la comunita' italiana di Crimea nella ripresa dei rapporti culturali con l'Italia; a valutare l'opportunita' di stipulare con il Governo della Repubblica Ucraina un trattato bilaterale per permettere ai cittadini ucraini che ne abbiano i requisiti il possesso della doppia cittadinanza italiana e ucraina; a valutare l'opportunita' di estendere tali provvedimenti anche ai cittadini ex italiani dei territori gia' appartenenti all'Unione Sovietica e agli ex Paesi comunisti dell'Europa orientale. (7-00256) «Picchi, Mantini, Di Biagio, Pianetta, De Angelis, Moles».