Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05923 presentata da BITONCI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) in data 20100202
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05923 presentata da MASSIMO BITONCI martedi' 2 febbraio 2010, seduta n.276 BITONCI, STUCCHI, LUCIANO DUSSIN e LANZARIN. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il terremoto che ha devastato Haiti rappresenta una tragedia di proporzioni enormi, che conta oltre 500 mila morti e un numero imprecisato di persone disperse; interi quartieri sono stati completamente distrutti, a causa del crollo di edifici e costruzioni; purtroppo c'e' anche chi approfitta del dramma che sta vivendo Haiti: ci sono infatti notizie di assalti e saccheggi nella capitale e poiche' il sisma ha danneggiato anche gli edifici della polizia, si rendono piu' difficoltose le operazioni di coordinamento dell'attivita' di controllo e repressione delle azioni criminali; e' crollato il carcere piu' importante del Paese e molti detenuti sono scappati; Haiti e' uno dei Paesi piu' poveri del mondo, il piu' povero in assoluto di tutto il continente americano e le condizioni di indigenza di gran parte della popolazione rischiano di rendere esplosiva la situazione; avvertendo immediatamente la gravita' della situazione ad Haiti, subito sono stati attivati aiuti da parte di numerose nazioni, seguiti da appelli alla solidarieta' lanciati da organizzazioni umanitarie italiane e internazionali; molte associazioni italiane, operanti nel campo delle adozioni internazionali, si sono attivate per chiedere le adeguate autorizzazioni, al fine di rispondere alle numerose richieste di famiglie intenzionate ad adottare i bambini di Haiti rimasti orfani; tali associazioni risultano ancora in attesa di ricevere i permessi, mentre si apprende dai media che ad Haiti alcuni bambini risultano misteriosamente scomparsi dagli ospedali, acuendo il timore di verosimili operazioni di traffico dei minori -: se si intenda accelerare l'iter burocratico-amministrativo per il rilascio delle previste autorizzazioni necessarie per le adozioni, in modo tale che, quando saranno rese note le stime dei bambini effettivamente orfani, si possa provvedere in tempi ragionevoli a dar seguito alle richieste delle famiglie. (4-05923)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedi' 9 marzo 2010 nell'allegato B della seduta n. 296 All'Interrogazione 4-05923
presentata da MASSIMO BITONCI Risposta. - Con l'atto parlamentare in esame gli interroganti chiedono di conoscere se il Governo, in considerazione della grave tragedia che ha colpito il popolo haitiano, con oltre 500 mila morti ed un numero imprecisato di minori in stato di abbandono, intenda accelerare l'iter burocratico-amministrativo per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per le adozioni di minori. Occorre preliminarmente considerare che i cataclismi, cosi' come le emergenze belliche, sono situazioni in cui occorre particolare prudenza nell'avviare procedure adottive. In tali circostanze e' sempre necessario attendere che, nelle zone colpite dalla calamita', la situazione rientri nella normalita', affinche' siano ristabilite le condizioni per accertare l'effettivo stato di abbandono dei minori residenti nelle aree colpite (le cui famiglie potrebbero essere solo temporaneamente disperse) e le procedure di adozione degli orfani possano essere realizzate nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali. Qualsiasi attivazione meno prudente rischierebbe di rendere di fatto impossibile la verifica e il recupero dei legami familiari, ledendo il diritto dei minori e dei loro genitori e parenti. Per non dire del fondatissimo rischio di innescare fenomeni di approfittamento da parte di chi, in loco, potrebbe per denaro falsificare fatti e documenti. Al riguardo si rappresenta, come peraltro gia' accennato nelle premesse dagli interroganti, subito dopo il drammatico terremoto le istituzioni in generale, e quelle specificamente attive nel campo della protezione dell'infanzia, sono state subissate da contatti telefonici o via e-mail da parte di migliaia di persone e famiglie desiderose di offrire la loro disponibilita' per l'accoglienza degli «orfani» superstiti di questa tragedia. In ogni modo la comunita' internazionale delle autorita' centrali previste dalla Convenzione de L'Aja del 1993 si e' immediatamente mobilitata per la circolazione di ogni utile notizia. Sui siti web delle autorita' centrali e/o sui siti dei vari Ministeri degli esteri sono stati pubblicati comunicati che avvisano della necessita' di fornire alle popolazioni terremotate gli aiuti necessari per affrontare l'emergenza, lasciando al prossimo futuro, quando saranno possibili interventi amministrativi e giudiziari adeguati, le decisioni in merito all'avvio eventuale di nuove adozioni internazionali. Alcuni Paesi - quelli che normalmente realizzano adozioni internazionali ad Haiti, come Francia, Stati Uniti, Paesi Bassi - stanno altresi' elaborando soluzioni per quelle procedure adottive definite con sentenza haitiana di adozione, ma nelle quali l'espatrio del minore non e' ancora avvenuto a causa della mancanza di alcuni documenti finali (come l'attestazione di esecutorieta' della sentenza di adozione o il passaporto). Vi sono poi quelle procedure in cui non e' ancora intervenuta la sentenza da parte del giudice haitiano, ma l'abbinamento del minore haitiano con una famiglia straniera e' certo e documentato. Si tratta pertanto di situazioni tutte in cui lo stato di abbandono era stato regolarmente accertato in epoca antecedente al terremoto. Rispetto a tali casi, i vari Paesi stanno adottando soluzioni diverse, tutte comunque improntate alla massima prudenza. Si segnala che la Francia, Paese che tradizionalmente ha relazioni privilegiate con Haiti anche nel campo delle adozioni internazionali, ha fatto sapere tramite il Ministero degli esteri di voler privilegiare allo stato attuale l'aiuto umanitario d'urgenza alle vittime del terremoto: quando la situazione lo consentira' e quando le autorita' haitiane lo decideranno, verranno individuate le soluzioni piu' appropriate per verificare i dossier dei bambini abbinati a coppie francesi. Complessivamente, occorre sottolineare che la comunita' internazionale delle adozioni internazionali e' estremamente attenta a non compiere passi falsi e a non mettere a repentaglio la irrinunciabile correttezza delle procedure e la propria professionalita' e credibilita'. Sempre in ambito internazionale, organizzazioni sovranazionali e/o indipendenti si sono espresse nei medesimi termini: dal sito di United Nations Children's Fund UNICEF Italia: «...Affido familiare e adozione internazionale saranno probabilmente tra le misure che saranno intraprese per garantire un futuro ai bambini di Haiti le cui famiglie e comunita' sono state distrutte dalla violenza del terremoto. Tuttavia, il dibattito su queste possibilita' e' prematura. È assai probabile che un numero elevato di bambini sia rimasto separato dai propri genitori o tutori per effetto del sisma... Dobbiamo trovare questi bambini, registrarli, assicurare loro beni per la sopravvivenza: cibo, cure mediche, un rifugio sicuro... Il prossimo passo sara' tentare di ricongiungere i bambini rimasti soli ai loro parenti, ogni volta che cio' sara' possibile... Siamo tutti concentrati sulla priorita' assoluta: fornire rapidamente aiuti di emergenza e protezione a questi bambini nei luoghi in cui essi si trovano... Ora dobbiamo fare il massimo per identificarli e proteggerli fino a quando non sara' possibile prendere una decisione definitiva.». Il Servizio sociale internazionale ha trasmesso un comunicato in cui si legge: «A ce sujet, le SSI/CIR rappelle tout d'abord que, d'une manie're ge'ne'rale, l'adoption internationale ne peut avoir lieu dans une situation de guerre ou de catastrophe naturelle, ces e've'nements rendant impossible la ve'rification de la situation personnelle et familiale des enfants. Toute ope'ration visant a' adopter, ou a' e'vacuer vers un autre pays, des enfants victimes du tremblement de terre, doit absolument être e'vite'e', comme cela a e'te' le cas lors du tsunami de 2004... Nous invitons toutefois les diffe'rents acteurs de l'adoption internationale a' faire preuve de retenue et de re'flexion dans la gestion de la crise en cours, et d'e'viter de donner des re'ponses e'motionnelle a' une question aussi de'licate que l'adoption internationale de ces enfants.». Considerazioni analoghe sono state espresse dal Permanent Bureau della Conferenza de L'Aja. Cosi' inquadrato il problema, dal punto di vista giuridico appare opportuno evidenziare che: i principi fondamentali sanciti dalla Convenzione de L'Aja del 1993 e fatti propri dall'Italia con la ratifica del 1998 - e cioe': certezza dello stato di abbandono e sussidiarieta' dell'adozione rispetto alle forme di tutela che consentono al minore di restare nel suo Paese - non ammettono deroghe; qualsiasi spostamento di minori da un Paese ad un altro deve essere assistito dalla garanzia che si tratti effettivamente dell'unica e ultima tutela possibile; le norme che disciplinano la tutela dei minori haitiani sono quelle del loro Paese di residenza; spetta al governo haitiano decidere se, quando e come facilitare/accelerare le adozioni internazionali per trovare una famiglia sostitutiva ai propri figli restati orfani, ovvero se individuare forme di tutela diverse (quali soggiorni temporanei in altri Paesi); se il governo haitiano decidera' in tal senso, occorrera' sostenerlo per garantire la massima trasparenza e completezza dei relativi procedimenti. Possiamo fin d'ora essere assolutamente certi che il Segretariato della Conferenza de L'Aja, Unicef Servizio sociale internazionale faranno - doverosamente - fronte comune per assistere al meglio - giuridicamente e operativamente - il Paese caraibico in quella dolorosa incombenza. Si segnala, tuttavia, che l'Italia ha sempre avuto una limitatissima attivita' nell'ambito delle adozioni internazionali ad Haiti. Tale assenza dal Paese e' stata determinata da gravi difficolta' operative, relative a consistenti divergenze delle procedure locali rispetto ai principi della Convenzione de L'Aja cui si informa inderogabilmente la normativa italiana. L'unico ente italiano attivo ad Haiti nell'ambito delle adozioni internazionali fin dal 2007 ha deciso di non depositare nuovi fascicoli proprio a causa delle difficolta' incontrate. Pertanto, nessuna procedura adottiva di coniugi italiani e' attualmente pendente in tale Paese. Se dunque il governo haitiano dovesse decidere di ricorrere massicciamente allo strumento dell'adozione internazionale per la tutela dei propri orfani debitamente censiti, il sistema italiano, che vede una forte collaborazione tra autorita' centrale ed enti autorizzati, e' sicuramente in grado di convogliare rapidamente verso Haiti numerose coppie attualmente in attesa in altri Paesi. Cio' comunque nel quadro di un comune impegno internazionale per assicurare - pur nella verosimile celerita' - assoluta regolarita' e trasparenza delle procedure. Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri: Carlo Giovanardi.