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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05948 presentata da TURCO MAURIZIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100202

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05948 presentata da MAURIZIO TURCO martedi' 2 febbraio 2010, seduta n.276 MAURIZIO TURCO, FARINA COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: il 14 febbraio 2008 il direttore generale della sanita' militare ha emanato una direttiva tecnica in applicazione del decreto ministeriale 31 marzo 2003, inerente alle procedure applicative e alla data di introduzione delle schedule vaccinali e delle altre misure di profilassi; nell'allegato «B» alla direttiva sono indicati le modalita' e le dosi di somministrazione, le controindicazioni di ogni singolo vaccino; dopo il devastante sisma che ha colpito la Repubblica di Haiti, ed in particolare la capitale Port au Prince, il Ministro della difesa ha deciso, motu proprio, di inviare, oltre alla portaerei Cavour, un contingente militare composto da 120 carabinieri con il compito di garantire la sicurezza durante le operazioni di soccorso alle popolazioni; le condizione igienico-sanitarie nella Repubblica di Haiti sono state gravemente compromesse dagli eventi e quindi i rischi epidemiologici sono, attualmente, particolarmente elevati; risulta agli interroganti che i militari scelti per partecipare alla missione denominata «Operazione White Crane» siano stati sottoposti a numerose vaccinazioni, per alcuni di essi fino a 11 vaccini somministrati contemporaneamente; non e' chiaro, al riguardo, se siano state rispettate le prescrizioni di non contemporaneita' e le tempistiche prescritte dalla direttiva tecnica citata; sul sito ufficiale del Ministero della difesa, il giorno 24 gennaio 2010 e' stato pubblicato un comunicato in cui si legge «A bordo della portaerei italiana il clima e' sereno e il personale si sta sottoponendo ad un ciclo di vaccinazioni per poter operare agevolmente sull'isola. Reparti degli alpini della brigata Julia dell'esercito, militari dell'aeronautica, dei carabinieri e personale della croce rossa italiana, insieme agli uomini del reggimento San Marco e al personale imbarcato della Marina militare stanno affinando il piano di sbarco degli aiuti previsto per i primi giorni di febbraio, dopo aver prelevato in Brasile personale medico ed elicotteri»; sono numerosi i casi di morte o gravi patologie contratte da militari a seguito dell'errata somministrazione di vaccini; e' infatti timore degli interroganti che la mancata osservanza delle prescrizioni contenute nella richiamata direttiva potrebbe avere anche gravi effetti sull'integrita' fisica e la salute dei vaccinandi -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa, se corrispondano al vero, e in caso affermativo se intenda assumere immediati provvedimenti nei confronti di tutti coloro che hanno eventualmente disatteso alle modalita' di somministrazione dei vaccini come stabilito dalla direttiva tecnica; quali siano le vaccinazioni a cui e' stato sottoposto il personale militare precettato per la missione di soccorso, con quali modalita' e tempi di somministrazione; quanti siano stati i casi in cui i militari sottoposti al ciclo di profilassi vaccinale hanno accusato effetti collaterali, di quale entita' e con quali conseguenze; quanti siano i militari deceduti o colpiti da gravi patologie a causa delle vaccinazioni a cui sono stati sottoposti durante il servizio o per ragioni di servizio e se risulti che gli stessi abbiano prestato il loro consenso alle vaccinazioni.(4-05948)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata martedi' 6 settembre 2011 nell'allegato B della seduta n. 513 All'Interrogazione 4-05948
presentata da MAURIZIO TURCO Risposta. - Il tema della presunta nocivita' dei vaccini somministrati ai nostri militari e' da tempo all'attenzione della difesa e, come noto, costituisce una delle materie oggetto della 3 a «Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito», istituita con deliberazione del Senato 16 marzo 2010 che, per tale aspetto, ha ampliato il mandato della commissione rispetto a quello assegnato alle omologhe commissioni delle precedenti legislature (XIV e XV). Queste ultime, peraltro, affrontarono entrambe tale problematica nelle rispettive relazioni conclusive, segnalando l'opportunita' di svolgere ulteriori approfondimenti. L'ipotesi che i casi di malattie e decessi siano da correlare alla somministrazione di vaccini, appare poco sostenibile sia dal punto di vista tecnico - scientifico che etico - deontologico. Le modalita' di somministrazione, infatti, sono sempre state rispondenti ai princi'pi della buona pratica vaccinale e alle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali che consentono la somministrazione, anche contemporanea, di vaccini non viventi o in associazione a vaccini viventi purche' in sedi diverse, mentre indicano un periodo di almeno quattro settimane fra inoculi di vaccini viventi, qualora non somministrati contemporaneamente. In particolare, con decreto ministeriale 19 febbraio 1997 e' stata approvata, previe le opportune verifiche, la schedula delle vaccinazioni e delle profilassi, scaturita da un lavoro scientifico condotto da un gruppo di esperti infettivologi e immunologi e validata dall'Istituto superiore di sanita'. Successivamente, sulla base di considerazioni epidemiologiche e di nuove offerte di mercato, tenendo conto anche di segnalazioni di organizzazioni internazionali - quale l'Organizzazione mondiale della sanita' - e delle autorita' sanitarie locali dei teatri di operazione, la schedula e' stata aggiornata con decreto ministeriale 31 marzo 2003 e sotto a preliminare ratifica da parte del Consiglio superiore di sanita', supremo organo consultivo nazionale decisionale in materia. La schedina esplicita le modalita' applicative dei regimi immunoprofilattici, il calendario di inoculazione, l'organizzazione e le precauzioni prima e durante le sedute vaccinali, nonche' la periodicita' dei richiami e/o interruzione dei cicli vaccinali. Per ogni teatro operativo vengono emanate specifiche direttive sulla schedina vaccinale e sulle eventuali misure di chemio-profilassi antimalarica, finalizzate alla prevenzione dei rischi biologici ambientali; l'attuazione dei moduli vaccinali adattati al singolo caso in relazione al pregresso stato vaccinale, deve essere, comunque, raggiunta prima della partenza per le zone di operazioni, cosi' da garantire una sufficiente copertura. I vaccini acquisiti e impiegati dall'amministrazione sono tutti farmaci regolarmente autorizzati al commercio (in Italia o all'estero e, in tal caso, regolarmente importati ai sensi del decreto ministeriale 11 febbraio 1997) e dispongono di una scheda individuale, presente nelle confezioni, contenente indicazioni, controindicazioni ed eventi avversi o effetti collaterali, oltre alla composizione autorizzata. In linea generale, la maggior parte del personale impiegato in missione, e' stato gia' sottoposto a molte delle vaccinazioni previste, sia in eta' pediatrica, per effetto delle vigenti disposizioni di legge, sia al momento dell'incorporamento. Va doverosamente osservato che la vaccinazione del personale militare risponde a princi'pi di: salvaguardia della salute pubblica (considerato l'ambiente di vita comunitario della componente militare); protezione del singolo militare e della rispettiva famiglia; garanzia di efficienza fisica e salvaguardia operativa della componente umana dello strumento militare; solennemente sanciti dal dettato costituzionale (articolo 32, comma 1), la cui violazione ne costituirebbe una grave lesione. In ambito militare, il successo delle misure vaccinali introdotte negli ultimi anni puo' essere sicuramente esemplificato dal significativo abbattimento di malattie infettive, quali la meningite meningococcica: oggi, non si registra piu' questa patologia, almeno con esiti letali. L'Italia allinea la propria politica vaccinale militare a quella delle altre nazioni facenti parte della Nato, nel cui ambito vigono accordi di standardizzazione tra i Paesi membri (STANAG 2037) che individuano protocolli vaccinali standard, da garantirsi per tutti i militari. Anche un ipotizzato stato immunodepressivo dovuto a stimolazioni vaccinali multiple non trova alcun supporto nella pratica medica quotidiana, laddove non emergono segnalazioni di stati immunodepressivi (sembra, di massima, che un eventuale accumulo inciderebbe piu' nella risposta, nel senso di una minore quantita' di anticorpi prodotti) conseguenti all'esecuzione delle vaccinazioni raccomandate per l'infanzia, riferendosi alla documentazione scientifica esistente. Gli unici casi riportati in letteratura sono unicamente riferibili al vaccino antivaioloso, non piu' in uso dal 1977 a seguito di direttiva dell'Organizzazione mondiale della sanita' ed a quello antirosolia. Allo stesso tempo, l'ipotesi che la somministrazione di vaccinazioni multiple possa determinare un accumulo nell'organismo di metalli pesanti (vedi mercurio e alluminio, presenti, specie in passato, in alcune preparazioni vaccinali), da cui successive malattie gravi e mortali, non appare suffragata dalla comunita' medica mondiale. A tal riguardo, ci sono infatti diversi studi che evidenziano la mancanza di associazione tra l'uso di vaccini contenenti idrossido di alluminio ed effetti avversi importanti o di lunga durata, cosi' come a sostegno sperimentale di tali conclusioni sono poi stati recentissimamente pubblicati i risultati di due importanti e vasti studi epidemiologici, che confermano ulteriormente la sicurezza dei vaccini a base di thimerosal (la sostanza contenente mercurio usata nei vaccini). Naturalmente - e cio' vale per i vaccini come per ogni farmaco e ogni sostanza biologicamente attiva estranea introdotta nell'organismo - non esiste la garanzia assoluta ed inequivoca che tale sostanza sia innocua, ne' esistono modalita' tecniche d'indagine preliminare che siano in grado di assicurare tale postulata innocuita'. Non a caso, il legislatore, conformandosi a tali princi'pi, ha opportunamente previsto la risarcibilita' dei danni provocati dalle pratiche emotrasfusionali e vaccinali, considerando quest'ultime, comunque, atti obbligati per ragioni di preminente salute pubblica oltre che individuale (legge n. 210 del 1992). L'ipotesi di un'eventuale associazione tra le vaccinazioni e i tumori dell'apparato emolinfopoietico, con particolare attenzione alle popolazioni dei militari, e' stata approfondita in sede scientifica dall'Istituto superiore di sanita' - interessato dal Ministero della salute - che ha ampiamente revisionato la relativa letteratura scientifica internazionale. Anche con riferimento ad un'associazione causale tra il rischio di patologie neoplastiche in generale e le vaccinazioni nei militari, al momento attuale non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino in maniera chiara tale possibile nesso causale: sono stati, infatti, effettuati pochissimi studi, i cui risultati, nell'insieme, sono poco coerenti e l'evidenza e' inconsistente. Al riguardo, meritevole di segnalazione e' lo studio condotto nella coorte inglese dei veterani della guerra del Golfo e in una coorte di controllo: l'incidenza di tumori tra i veterani del Golfo, su 11 anni di follow-up, e' risultata identica a quella osservata nella coorte di controllo. La letteratura scientifica e la sanita' pubblica qualificata, a livello nazionale e internazionale - come illustrato dal professore Cassone, consulente del presidente dell'Istituto superiore di sanita', in sede dell'audizione del 18 maggio 2011 presso la Commissione d'inchiesta - convengono nel ritenere che i vaccini sono gli unici farmaci in grado di eliminare, se non di eradicare, gli agenti infettivi; sono i farmaci con il maggior beneficio rispetto al rischio e rispetto ai costi e sono i farmaci che subiscono i controlli sanitari piu' estesi e accurati, prima e dopo l'approvazione per l'uso umano, anche perche' somministrati a soggetti sani, con finalita' di prevenzione. Nella fase di predisposizione dei vaccini sono numerosi i controlli volti ad assicurare efficacia e sicurezza: gli antigeni e gli adiuvanti sono purificati al massimo livello possibile, con le migliori tecnologie in uso e la loro tollerabilita' viene misurata sin dagli stadi iniziali. Durante la formulazione del vaccino ogni componente viene ripetutamente valutata in vitro e negli animali sperimentali per ogni traccia di tossicita', che deve essere esclusa al cento per cento. Una volta conseguita l'approvazione delle competenti autorita' nazionali o sovranazionali, ogni lotto di vaccino e' sottoposto al cosiddetto «controllo di Stato» nel quale un'autorita' europea o nazionale effettua altri e definitivi controlli che assicurino la congruita' di ogni lotto a quanto approvato per l'uso umano. Nell'ambito della medesima audizione del 18 maggio, la dottoressa Salmaso - responsabile del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto, superiore di sanita', oltre che membro esperto del gruppo europeo Emea - ha chiarito che i vaccini somministrati a personale militare non sono diversi da quelli prodotti per la generalita' della popolazione e sono gli stessi che, nel caso della vaccinazioni obbligatorie vengono somministrate ai bambini, soltanto dopo l'effettuazione di controlli molto stringenti, effettuati sulla base di procedimenti centralizzati a livello europeo. Evidenzio, altresi', che la Dottoressa Gatti - responsabile del laboratorio dei biomateriali dell'universita' di Modena e Reggio Emilia e docente di biomateriali alla facolta' di biotecnologie - nell'ambito dell'audizione del 2 febbraio 2011 presso la richiamata Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito - ha ribadito quanto gia' affermato in una precedente audizione presso la Camera dei Lords, nel 2005, precisando che i possibili effetti collaterali dei vaccini medesimi si producono nell'arco di 24-48 ore dal momento della somministrazione, non nei tempi successivi. Fatte queste considerazioni di carattere generale sul sistema di profilassi, con riferimento ai casi di malattia e di decesso richiamati dall'interrogante, e' evidente come essi non possano attribuirsi tout court alla somministrazione di vaccini: ipotesi che appare scarsissimamente fondata. Riguardo, invece, alle «vaccinazioni a cui e' stato sottoposto il personale militare precettato per la missione di soccorso», vorrei premettere che sull'isola di Haiti il rischio epidemiologico - gia' segnalato come «alto» nel periodo precedente il sisma - si era aggravato per i danni subiti dalle principali strutture igienico-sanitarie, comportando, cio', una maggiore attenzione per le malattie trasmissibili per via aerea e oro-fecale, in relazione alle condizioni di vita dei sopravvissuti, esasperate dalle condizioni microclimatiche. L'immissione di personale militare in zona di operazioni giustifica l'esigenza di una adeguata copertura vaccinale: nel caso specifico, sono stati somministrati 5 vaccini (epatite A+B, tifo, colera, meningite e poliomelite) con le modalita' e le tempistiche di esecuzione delle vaccinazioni previste dalla citata direttiva, appositamente studiata per garantire una rapida immunizzazione del personale, riducendo al minimo, nel contempo, i rischi di interferenza tra le varie tipologie di vaccini inoculati; il personale vaccinato e' stato informato sui rischi e sui benefici della copertura vaccinale. Vorrei sottolineare, ancora, che buona parte del personale impiegato nell'operazione White Crane possedeva, gia' alla partenza, una copertura vaccinale completa (acquisita in sede d'incorporamento o in occasione di precedenti missioni all'estero), mentre gli altri militari inviati in missione sono stati sottoposti alla somministrazione delle sole dosi di vaccino necessarie all'aggiornamento della copertura immunitaria (ovvero al richiamo delle profilassi vaccinali scadute di validita', considerato il tempo trascorso dalla sua ultima effettuazione) e, comunque, la priorita' di completamento dei protocolli vaccinali e' stata indirizzata a favore del personale destinato ad operare a terra, in quanto maggiormente esposto ai rischi epidemiologici dovuti alle pessime condizioni ambientali sull'isola. Sono state praticate 2.296 vaccinazioni a 545 militari della missione White Crane, senza che si siano registrati eventi indesiderati. Negli ultimi 6 anni sono state segnalate nel personale militare 22 reazioni avverse ai vaccini, nella quasi totalita' di entita' lieve, a fronte di milioni di dosi vaccinali somministrate. Le sporadiche reazioni avverse sono oggetto di notifica e di follow-up da parte dell'Osservatorio epidemiologico della difesa che ha accesso alla rete nazionale di farmacovigilanza ed effettua le segnalazioni per via telematica direttamente all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Quanto al consenso dei militari alle vaccinazioni, la gia' citata direttiva prevede tra i compiti e le attribuzioni dell'ufficiale medico vaccinatore «lo svolgimento di attivita' informativa cosi' come previsto dalla legge 210/92, illustrando sinteticamente a tutti i vaccinandi l'importanza della vaccinoprofilassi nel controllo delle malattie infettive, con specifico riferimento ai positivi risultati ottenuti in ambito militare nonche' informando sulla possibile insorgenza di effetti indesiderati [.....]. La comunicazione dovra' risultare chiara ed effettuata avvalendosi di una terminologia semplice, in rapporto al luogo e alle persone da vaccinare, possibilmente supportata dal materiale informativa allegato alla presente direttiva». Concludendo, la Difesa e le Forze armate sono le prime a considerare la salute dei propri militari come un bene prezioso da salvaguardare, per cui costituisce una priorita' assoluta proseguire le indagini con totale apertura e trasparenza, affinche' possano essere raggiunte definitive certezze su tale questione, nell'interesse del personale coinvolto, delle loro famiglie e dell'Istituzione. Il Ministro della difesa: Ignazio La Russa.



 
Cronologia
martedì 19 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Nell'ambito degli interventi a sostegno della popolazione di Haiti, colpita da un gravissimo terremoto, il Governo annuncia la decisione di sottoscrivere un accordo bilaterale per la cancellazione finale del debito di 40,3 milioni di euro.

    La portaerei della marina militare Cavour parte per Haiti, per concorrere all'opera di ricostruzione e di soccorso alla popolazione.



mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C. 889), che sarà approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo 2010 (legge 7 aprile 2010, n. 51).