Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05931 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100202
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05931 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 2 febbraio 2010, seduta n.276 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: Ivano Volpi, 29enne, si e' impiccato nel reparto infermeria del carcere di Spoleto la mattina di mercoledi' 20 gennaio; Volpi - arrestato quattro giorni prima per aver aggredito i propri familiari e le forze dell'ordine intervenute sul posto - era gia' stato ristretto nel carcere di Spoleto per qualche mese per fatti analoghi legati al suo stato di assuntore di sostanze stupefacenti e di alcol; l'uomo in passato aveva seguito alcuni percorsi terapeutici presso diverse comunita' di recupero ed anche in occasione di questo suo ultimo arresto aveva presentato una istanza per seguire un programma socio-terapeutico presso una comunita'; luogo in cui sarebbe stato trasferito non appena il medico avesse controfirmato la richiesta; risulta alla prima firmataria del presente atto che Ivano Volpi, soggetto in precarie condizioni psicologiche, per tutti i suoi ultimi quattro giorni di detenzione non avrebbe visto ne' incontrato uno psicologo; nel carcere di Spoleto: a) non esiste servizio di accoglienza per detenuti nuovi giunti; b) il numero degli psicologi in servizio e' ridotto al di sotto dei minimi termini; c) quei pochi psicologi che ci sono prestano servizio per appena 34 ore al mese ciascuno; la circolare del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Prot. N. GDAP - 0181045-2007 regolamenta il «servizio di accoglienza» e l'operativita' dello staff Multidisciplinare per i cosiddetti «nuovi giunti dalla liberta'»; entrambi i servizi sono stati successivamente estesi dalla lettera/circolare prot. N. GDAP - 0434312 del 18 dicembre 2009 a tutti i detenuti a rischio auto-eterolesivo o suicidiario. Sulla base delle richiamate circolari, lo staff (integrato con la presenza di specialisti quali operatori del Ser.T. e assistenti sociali) deve immediatamente prendersi carico dei soggetti provenienti dalla liberta' e ritenuti piu' problematici proprio al fine di predisporre azioni specifiche per prevenire atti di autolesionismo; a quanto e' dato apprendere, al momento dell'ingresso in istituto del detenuto Volpi, soggetto tossicodipendente ed in forte stato di sofferenza psichica, non e' stato attivato il servizio di accoglienza, in particolare il Ser.T. non e' stato coinvolto entro le prime 12 ore dall'ingresso del detenuto; ne' sono stati attivati entro le successive 36 ore gli interventi dello psicologo per la valutazione del rischio auto/eterolesionistico; l'uomo, morto suicida, e' stato abbandonato a se stesso, senza alcun sostegno psicologico, in uno dei periodi piu' difficili della sua esistenza, ossia quello del suo reingresso in carcere, cio' per ben quattro giorni, fino a quando non e' stato trovato impiccato nel reparto infermeria; la mancanza di adeguata assistenza psicologica si va diffondendo in modo preoccupante in tutti gli istituti di pena sparsi sul territorio nazionale, cio' accade nonostante il recente decreto di riordino della sanita' penitenziaria sottolinei l'obbligatorieta' di garantire pari opportunita' di cura ai soggetti reclusi rispetto a quelli liberi; i tagli all'assistenza psicologica carceraria si verificano mentre cresce inesorabilmente il sovraffollamento negli istituti di pena, con impennata dei detenuti stranieri soprattutto al Nord e dei consumatori di sostanze psicotrope e con conseguente aggravamento della condizione di vita in carcere; tutto cio' comporta un aumento esponenziale del rischio di condotte dimostrative e autolesioniste da parte dei detenuti, per non parlare poi del numero dei suicidi, mai cosi' alto come in questi primi 26 giorni dell'anno; e' stato calcolato: a) che il tempo medio che ogni psicologo puo' dedicare ad ogni detenuto oscilla tra i 7 (sette) e i 15 (quindici) minuti al mese, tempo medio che include non solo il contatto diretto, ma anche la consultazione della documentazione, le riunioni di equipe, le relazioni e tutto cio' che ne consegue; peraltro negli ultimi anni il predetto monte insufficiente, e' gradualmente diminuito fino a non rendere piu' possibile un serio intervento psicologico; b) che l'impegno economico per questa delicatissima attivita' e' ormai la meta' della meta' di quello utilizzato non piu' di quattro anni fa; la circostanza che l'assistenza psicologica nelle carceri italiane, a cominciare da quella legata alle attivita' di osservazione e trattamento dei detenuti, risulti essere assolutamente carente e deficitaria, comporta, come naturale conseguenza, che gli istituti di pena siano diventati una istituzione a carattere prevalentemente, se non esclusivamente, affettivo, cio' in palese violazione del dettato costituzionale che affida alla pena finalita' rieducative e di risocializzazione; va sottolineato che sul suicidio di Ivano Volpi gli interroganti hanno presentato un primo atto di sindacato ispettivo (n. 4-05831) al quale non e' stata ancora data risposta -: se quanto esposto in premessa corrisponda al vero; per quali motivi nel carcere di Spoleto non sia attivo il «servizio di accoglienza» e l'operativita' dello staff Multidisciplinare per i cosiddetti «nuovi giunti dalla liberta'»; per quali motivi al detenuto Ivano Volpi non sia stata assicurata la necessaria assistenza psicologica nel momento del suo ingresso in carcere; se nel suicidio del signor Ivano Volpi non siano ravvisabili responsabilita' della direzione dell'istituto penitenziario; piu' in generale, quali provvedimenti urgenti il Governo intenda adottare al fine di garantire ai detenuti una non effimera attivita' di valutazione e trattamento, nonche' i livelli essenziali di assistenza sanitario-psicologica previsti dalla legge. (4-05931)