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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05936 presentata da ZAZZERA PIERFELICE (ITALIA DEI VALORI) in data 20100202

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05936 presentata da PIERFELICE ZAZZERA martedi' 2 febbraio 2010, seduta n.276 ZAZZERA, PALADINI e PORCINO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: l'Ilva di Taranto e' una societa' per azioni appartenente al gruppo Riva, molto nota nel settore della siderurgia; l'Ilva e' la piu' grande realta' industriale esistente a Taranto, ed e' anche uno dei siti piu' inquinanti d'Italia. Proprio a Taranto infatti e' stato registrato un aumento in dieci anni del 40 per cento di leucemie, mielomi e linfomi; l'impianto e' responsabile del 95 per cento delle emissioni industriali di Ipa, del 92 per cento di diossine e furani, di circa il 75 per cento delle emissioni di piombo, del 57 per cento di mercurio, del 40 per cento di benzene e cadmio e del 31 per cento di cromo; ma il polo siderurgico non fa parlare di se' solo per l'elevata capacita' inquinante. La magistratura ha accertato che i dipendenti della fabbrica sono stati vittime di vero e proprio bossing, termine con cui si indica la strategia aziendale finalizzata alla riduzione del personale o all'allontanamento di un determinato lavoratore senza incorrere nei vincoli di legge. Il bossing viene attuato da un vertice aziendale nei confronti di un subordinato, attraverso abusi psicologici, vessazioni, emarginazione e umiliazioni, che perpetrati nel tempo arrecano gravi danni psicofisici; presso l'Ilva di Taranto esisteva un capannone chiamato Laf, acronimo di laminatoio a freddo, ove venivano destinati i dipendenti che rifiutavano le dequalificazioni professionali; il Laf era una struttura fatiscente, con scarsi servizi igienici, fredda e disagiata. La permanenza nel Laf dipendeva dalla soglia di resistenza individuale dei dipendenti, costretti alla «quarantena» sino all'accettazione della retrocessione illegale; un dirigente aziendale sottoponeva periodicamente i «confinati» ad un colloquio per stabilire la disponibilita' dei dipendenti ad accogliere la novazione del rapporto di lavoro proposto dall'Ilva, e se questi continuavano a rifiutare, la permanenza nel Laf aumentava; il giornalista Carlo Vulpio, nel libro «La citta' delle nuvole» descrive cosi' la vita dei reclusi nel Laf: «La palazzina Laf (..) e' gia' un laboratorio in grado di produrre tutti gli effetti dell'alienazione umana. Gente che passeggia avanti e indietro contando i mattoni del pavimento o i buchi dei muri, gente che prende a calci le sedie o le scaraventa per terra, persone che fanno ginnastica o giocano a carte senza fermarsi mai, oppure che urlano a squarciagola tutti i pomeriggi alla stessa ora, o che camminano a testa bassa parlando da sole e ripetendo che loro sono li' per sbaglio e che usciranno presto. Ma c'e' anche chi si arrampica su una gru e minaccia di spiccare il volo.»; nel medesimo libro si riportano le parole del pubblico ministero Franco Sebastio in seguito al sopralluogo effettuato nel Laf, che chiama lager: «...Abbiamo visto persone umiliate e la loro dignita' calpestata. Questo e' il danno peggiore che si puo' infliggere a un essere umano, perche' il danno patrimoniale si puo' risarcire, le percosse e le lesioni si possono ripianare, ma il danno alla dignita', il danno agli aspetti piu' intimi della persona, quello non si potra' ripagare mai»; nonostante l'Ilva sia stata condannata per bossing, all'interrogante risulta che la societa' continui ad utilizzare strategie di dubbia conformita' alla normativa vigente in materia di riduzione di personale. In particolare, un dipendente dell'Ilva sarebbe stato vittima di gravi vessazioni psicologiche prima del licenziamento. Avrebbe inoltre dovuto sopportare il minimo inquadramento professionale dopo 7 anni di servizio, in violazione dei contratti e degli accordi pattuiti. Il dipendente, privo di lavoro dal 2008, avrebbe riportato seri problemi di salute causati dagli attacchi personali ricevuti da parte della direzione aziendale dell'Ilva; sarebbe altresi' necessario, ad avviso dell'interrogante, avere rassicurazioni circa il pieno rispetto della normativa per il diritto al lavoro dei disabili -: se quanto riportato dall'interrogante corrisponda al vero e, in caso affermativo, quali iniziative ritenga opportuno adottare al fine di impedire che presso l'Ilva di Taranto si ripetano episodi di bossing, cosi' come riportato in premessa; quali iniziative intenda assumere al fine di tutelare i dipendenti dell'Ilva di Taranto, lesi nella dignita' personale e lavorativa, nonche' il diritto al lavoro dei disabili presso le aziende citate in premessa.(4-05936)

 
Cronologia
martedì 19 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Nell'ambito degli interventi a sostegno della popolazione di Haiti, colpita da un gravissimo terremoto, il Governo annuncia la decisione di sottoscrivere un accordo bilaterale per la cancellazione finale del debito di 40,3 milioni di euro.

    La portaerei della marina militare Cavour parte per Haiti, per concorrere all'opera di ricostruzione e di soccorso alla popolazione.



mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C. 889), che sarà approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo 2010 (legge 7 aprile 2010, n. 51).