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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05971 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100202

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-05971 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 2 febbraio 2010, seduta n.276 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: nel settembre 2009 e' apparso un articolo sul quotidiano La Sicilia firmato da Giovanna Quasimodo dove viene narrata la vicenda di Filadelfo Pappalardo, 37enne, invalido sulla sedia a rotelle, trasferito da qualche mese nel carcere milanese di Opera, dove attualmente sta scontando una condanna di pochi anni per reati comuni; l'uomo nel giorno del suo arresto, avvenuto il 23 gennaio del 2008, ha forzato un posto di blocco dei carabinieri a bordo della sua Fiat Uno e, nel corso dell'inseguimento, ando' a schiantarsi contro un muro riportando gravi lesioni alle vertebre e al midollo osseo, oltre ad una frattura scomposta del femore, un trauma cranico-facciale, una parziale amputazione del padiglione auricolare e numerose altre lesioni; dopo essere stato operato al femore e alla colonna vertebrale, gli fu prescritto un trattamento riabilitativo che pero' non fu mai eseguito appieno, dopodiche' venne trasferito nel carcere di Messina; il detenuto venne successivamente ricondotto una sola volta all'ospedale Cannizzaro di Catania per un controllo post-operatorio, peraltro in ritardo rispetto alla prescrizione medica, e nell'occasione i suoi accompagnatori dimenticarono persino di allegare la documentazione clinica relativa ai danni patiti dalla colonna vertebrale, presentando ai medici solo le «carte» relative alla frattura al bacino, cosicche' la visita non venne svolta in maniera completa; il 10 settembre 2008 -, ad avviso degli interroganti, con molto ingiustificabile ritardo - al Policlinico di Messina il signor Pappalardo fu finalmente controllato per la seconda volta e gli fu riscontrata la grave patologia della qua e soffre e che non gli consente tuttora di stare in posizione eretta. Una patologia che necessiterebbe di una costante terapia riabilitativa, che pero' in carcere non gli viene praticata, neppure in quello di Opera che solo sulla carta e' attrezzato di strutture sanitarie; dopo una difficile trafila burocratica, il giovane e' stato visitato, a proprie spese, da uno specialista privato in neurologia e psicoterapia, il quale, nella relazione poi sottoscritta, ha diagnosticato al detenuto una «mielopatia progressiva post-traumatica», prescrivendogli un serio trattamento terapeutico; secondo quanto affermato dallo specialista nella sua relazione «tali disturbi non devono essere considerati ineluttabili, ma devono essere adeguatamente trattati, altrimenti possono condizionare negativamente l'evoluzione prognostica, giacche' la malattia in oggetto comporta un deterioramento neurologico complessivo»; le strutture carcerarie in cui e' stato ristretto (prima Messina, poi Secondigliano, poi Spoleto e infine Opera), sono tutte non attrezzate per curarlo il detenuto si e' andato aggravando a vista d'occhio, al punto che oggi rischia di andare incontro a tutte quelle conseguenze cliniche che lo specialista paventava gia' nella relazione prima citata; nel frattempo nel signor Pappalardo sono emerse ulteriori patologie, sia all'apparato digerente che a quello urinario, nonche' un preoccupante stato di depressione psichica che in piu' di un'occasione lo ha portato a dire ai suoi cari frasi tipo «non ce la faccio piu'»? o «prima o poi faccio una sciocchezza»; il grave e perdurante stato di depressione di cui soffre il detenuto e' dovuto al fatto che il medesimo e' sempre stato recluso all'interno di istituti di pena situati a notevole distanza dal luogo in cui risiedono i suoi familiari, i quali, non avendo a disposizioni adeguate risorse economiche, raramente riescono ad andare a trovarlo; le condizioni di salute di Filadelfo Pappalardo, vanno ulteriormente aggravandosi, nonostante gli specialisti continuino a sostenere che potrebbe, se non guarire del tutto, migliorare moltissimo; il garante dei diritti dei detenuti siciliani, senatore Salvo Fleres, ha definito quello di Pappalardo un «caso di malasanita' carceraria»; il carcere di Opera e' dotato di struttura sanitaria, ma la stessa non viene utilizzata e inoltre la cella in cui Pappalardo e' ospite, non solo non e' attrezzata per gli invalidi, ma e' addirittura priva del bagno; inoltre lo stesso detenuto ha riferito che non piu' tardi di qualche giorno fa, dopo aver avuto un battibecco con una dottoressa del carcere, gli agenti della polizia penitenziaria lo avrebbero condotto a forza in una cella isolata, buttato su un materasso bagnato e malmenato, procurandogli lividi e lesioni -: di quali informazioni dispongano i Ministri interrogati in relazione a quanto esposto in premessa e se intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza, una indagine amministrativa interna al fine di verificare l'esistenza di eventuali maltrattamenti patiti dal signor Pappalardo nel carcere di Opera; se le autorita' penitenziarie siano a conoscenza del disagio psicologico con conseguente depressione acuta di cui e' affetto il detenuto e se siano state avviate tutte le procedure di precauzione per prevenire un suo eventuale atto suicidale; se non si intenda disporre il trasferimento del detenuto in una cella con bagno ed attrezzata per il ricovero delle persone invalide; per quale motivo il detenuto, viste le sue precarie condizioni di salute psico-fisiche, non sia stato ancora trasferito in ricovero esterno o quantomeno presso un istituto di pena piu' vicino al luogo di residenza dei suoi familiari, cosi' come previsto dalle norme sull'ordinamento penitenziario, e se si intenda provvedere in tal senso; quanti siano i detenuti in condizione di disabilita' nelle carceri italiane ed in quali condizioni vengano garantiti i trattamenti necessari per la loro salute; se i Ministri interrogati, a fronte di quanto esposto in premessa e nel quadro del trasferimento di funzioni dal Ministero della giustizia al Servizio sanitario nazionale, non ritengano di dover dare risposte e mezzi certi per assicurare ai cittadini detenuti affetti da disabilita' l'assistenza sanitaria minima, contribuendo con cio' ad eliminare le situazioni di piu' evidente criticita' che spesso sono la causa dei decessi all'interno degli istituti di pena. (4-05971)

 
Cronologia
martedì 19 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    Nell'ambito degli interventi a sostegno della popolazione di Haiti, colpita da un gravissimo terremoto, il Governo annuncia la decisione di sottoscrivere un accordo bilaterale per la cancellazione finale del debito di 40,3 milioni di euro.

    La portaerei della marina militare Cavour parte per Haiti, per concorrere all'opera di ricostruzione e di soccorso alla popolazione.



mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C. 889), che sarà approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo 2010 (legge 7 aprile 2010, n. 51).