Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02454 presentata da VICO LUDOVICO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100208

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02454 presentata da LUDOVICO VICO lunedi' 8 febbraio 2010, seduta n.279 VICO, LULLI, FADDA, FRONER, SCARPETTI, PIZZETTI, FEDERICO TESTA, CAPODICASA, VELO, MASTROMAURO, VANNUCCI e CALVISI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: l'Unione petrolifera ha dichiarato nei giorni scorsi che, a causa della riduzione dei consumi e del calo della domanda mondiale, ben cinque raffinerie su 16 esistenti in Italia sono a rischio di chiusura, in conseguenza di cio' oltre 7.500 posti di lavoro potrebbero scomparire in pochi mesi, 2.000 direttamente coinvolti nella produzione, gli altri legati al mondo della distribuzione; ogni raffineria secondo i dati forniti dall'Unione petrolifera ha in media 4-500 dipendenti piu' l'indotto che conta per tre o quattro volte, circa 1.500 persone a impianto che moltiplicati per 4 o 5 raffinerie fanno la somma di 7.500 lavoratori a rischio; secondo le stime dell'associazione il settore, che ha una capacita' produttiva di 106,5 milioni di tonnellate l'anno, ha chiuso il 2009 con perdite complessive per circa un miliardo di euro; l'allarme si inserisce in un contesto drammatico per il nostro Paese nel quale ogni giorno emergono sempre nuove Situazioni di crisi nei piu' svariati settori; i principali siti in difficolta' sarebbero: Livorno e Pantano in cerca di compratori; Falconara con 92 esuberi; Taranto e Gela dove l'attivita' subisce fermate provvisorie per smaltire la produzione, ma piu' in generale l'urto della crisi sembra farsi sentire anche nei siti che ad oggi ne hanno sopportato gli effetti; gli indicatori economici sono attualmente fortemente negativi e lo perdite complessive del settore downstream superano abbondantemente il miliardo di euro, sofferenze acuite dalla contrazione dei consumi petroliferi che in soli cinque anni (tra il 2004 e il 2009) hanno perso il 16 per cento pari a circa 15 milioni di tonnellate; anche le esportazioni che in passato hanno trainato le raffinerie italiane tenendole faticosamente a galla sono calate dell'11 per cento; secondo un recente studio di Wood McKenzie, in Italia i consumi di benzina scenderanno dalle 12,5 milioni di tonnellate del 2008 ai 9 milioni nel 2015; se a questo pesante quadro si somma la concorrenza spietata della raffinazione avviata in Cina e India, dove gli operatori possono contare su un rodato sistema di agevolazioni e sussidi, ci si rende conto della potenziale drammaticita' della situazione; l'Unione petrolifera denuncia la concorrenza dei Paesi mediorientali; in tempi di margini ridotti solo chi beneficia di incentivi riesce a lavorare al massimo, creando un surplus di prodotto che deprime ulteriormente i risultati di chi invece non ne usufruisce, ma l'associazione addebita non solo ai costi piu' bassi, ma anche alla possibilita' dei concorrenti di non rispettare obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, le difficolta' della raffinazione italiana, con probabile riferimento alla Robin Tax; l'Unione petrolifera non chiede per conseguenza al Governo sovvenzioni economiche, ma sollecita il varo di un quadro normativo meno severo, soprattutto sul fronte ambientale, in controtendenza con lo direttive europee e con gli accordi internazionali in materia di riduzione degli agenti inquinanti; e' peraltro difficile dimenticare l'«ubriacatura» del 2008, quando le grandi compagnie petrolifere hanno conseguito enormi guadagni a scapito dei consumatori; la reazione all'attuale scivolone nei consumi e' la minaccia di chiusura delle raffinerie; le previsioni dell'Unione petrolifera per quest'anno indicano un possibile taglio delle lavorazioni di greggio nell'ordine di 20 milioni di tonnellate, che si riflettera' in una riduzione della produzione di carburanti e combustibili di 12 milioni di tonnellate rispetto agli 80,5 milioni del 2009; le imprese italiane sono oggi nelle condizioni di dover effettuare ingenti investimenti per mantenersi competitive, impegnando oltre 6 miliardi di euro al 2012, con una rete distributiva ancora molto frammentata; per la revisione della rete distributiva l'Unione petrolifera ha proposto al Ministero dello sviluppo economico, la riduzione a 5-6 mila dei punti vendita, un maggiore ricorso al self-service, lo sviluppo del non-oil con la possibilita' per i gestori di integrare il proprio reddito vendendo anche prodotti di monopolio (sigarette ed altro) e forme contrattuali piu' flessibili; secondo la CGIL l'allarme lanciato dell'Unione petrolifera sarebbe finalizzato a chiedere l'eliminazione della Robin Tax che determinerebbe di fatto una riduzione occupazionale, secondo uno schema noto: quando i profitti sono alti si aumentano i dividendi mentre languono gli investimenti, mentre quando si riducono i margini di profitto si tenta di scaricare i costi sul lavoro e sulla collettivita' anche in termini di via libera ad una maggiore inquinamento; il sindacato denuncia che dall'Unione petrolifera non e' arrivata negli scorsi mesi alcuna comunicazione sulla gravita' della crisi denunciata in questi giorni; la condizione attuale delle raffinerie italiane non dipende solo dalla crisi economica, ma anche dai mancati investimenti sugli impianti degli anni scorsi; sono poche le raffinerie in Italia, in cui sono stati realizzati di recente investimenti consistenti, ne sono esempio la Saras di Cagliari e la raffineria Eni di Sannazzaro, a Pavia, dove sono stati effettuati investimenti importanti, mentre in altri siti sono stati realizzati interventi solo per l'adeguamento alla normativa sull'ambiente e in altri ancora non ne e' stato effettuato alcuno come a Livorno e alla Tamoil di Cremona -: se non ritenga urgente convocare un tavolo con i rappresentanti dell'Unione petrolifera, con i sindacati dei lavoratori e con le associazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, per delineare un pacchetto di misure volte ad affrontare la crisi del settore dichiarata dall'Unione petrolifera, ed in particolare scongiurando la chiusura delle raffinerie e la perdita di posti di lavoro, sostenendo l'innovazione del comparto ed evitando un arretramento sul piano della tutela ambientale. (5-02454)





 
Cronologia
mercoledì 3 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge recante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza (C. 889), che sarà approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo 2010 (legge 7 aprile 2010, n. 51).

giovedì 11 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli, 119 contrari e 3 astenuti, l'emendamento 1.950 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (S. 1955), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.