Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02484 presentata da GHIZZONI MANUELA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100216
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02484 presentata da MANUELA GHIZZONI martedi' 16 febbraio 2010, seduta n.283 GHIZZONI. - Al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: a seguito delle determinazioni assunte dal consiglio di amministrazione della soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, tenutosi il 9 febbraio 2010, si rischia di mandare in fumo quasi un milione di euro di fondi gia' impegnati per il 2009 in contratti, affidamenti e collaborazioni esterne; infatti, sulla base delle novita' introdotte dal cosiddetto «decreto Brunetta» consta all'interrogante che, il Consiglio di amministrazione avrebbe eccepito sulla legittimita' dei contratti 2009 stipulati con i collaboratori esterni, molti dei quali hanno gia' svolto o stanno svolgendo il lavoro. A tal riguardo, il Direttore amministrativo avrebbe richiesto un apposito parere all'ufficio legislativo del Ministero per i beni e le attivita' culturali, che a sua volta pare abbia inoltrato la questione all'ispettorato generale di finanza; certamente, la trasparenza degli affidamenti nella pubblica amministrazione rappresenta una priorita' assoluta e ineccepibile, tuttavia, quello che appare inappropriato e' il ritardo con il quale ci si e' preoccupati di chiarire gli aspetti tecnico-normativi nella gestione di significative risorse di bilancio, con il rischio di vedersi sottrarre la disponibilita' di fondi indispensabili per l'esercizio di attivita' fondamentali per la salvaguardia del patrimonio archeologico di Roma; qualora confermati, i ritardi e le esitazioni del soprintendente e del direttore amministrativo determineranno certamente effetti negativi sulle stesse finalita' istituzionali della soprintendenza e tale incapacita' di spesa appare ancor piu' pregiudizievole laddove si consideri la fase di grave crisi per i bilanci del settore e per coloro che vi operano. Risulterebbe, infatti, inammissibile che il prezzo di eventuali inefficienze possa ricadere sui quei collaboratori che, preventivi firmati alla mano, dovranno rinunciare agli incarichi, alcuni dei quali gia' avviati, rimanendo cosi' doppiamente beffati; il patrimonio archeologico e i professionisti archeologi esterni, gia' penalizzati dalla mancanza di riconoscimento e da forme contrattuali inique, non possono pagare il prezzo del ritardo nel misurarsi con le nuove regole di trasparenza -: quali siano gli elementi a disposizione del Ministro relativamente alle problematiche sommariamente illustrate in premessa e, in particolare, quali possano essere state le ragioni dei ritardi nella verifica della congruita' dei contratti in essere; quali iniziative intenda assumere al fine di scongiurare che le eventuali inadempienze nella tempestivita' di spesa, possano tradursi in una perdita di disponibilita' di bilancio e nella revoca degli incarichi per i collaboratori esterni, cosi' compromettendo la stessa azione di tutela del patrimonio archeologico di Roma. (5-02484)