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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02510 presentata da DE PASQUALE ROSA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100218

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02510 presentata da ROSA DE PASQUALE giovedi' 18 febbraio 2010, seduta n.285 DE PASQUALE. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. - Per sapere - premesso che: la stagnazione dell'economia nazionale nel campo dell'edilizia genera un duplice aspetto negativo: 1) per le ditte costruttrici la difficolta' di monetizzare gli interventi realizzati negli anni precedenti e quindi l'impossibilita' oggettiva di dar avvio a nuovi investimenti; 2) per gli enti locali, poiche' solo pochissimi costruttori edili, in questo momento, danno inizio a nuovi interventi, si verifica un forte rallentamento nel rilascio di permessi a costruire, i cui incassi permettevano negli anni passati, di poter effettuare pagamenti di stati di avanzamento su opere pubbliche in corso di realizzazione, ancorche' finanziate in anni precedenti; il meccanismo di dover considerare per la parte investimenti gli incassi e i pagamenti genera uno sbilanciamento tra l'esercizio in cui viene finanziata l'opera e quindi vengono accantonati i mezzi finanziari necessari alla sua realizzazione (come introiti da permessi a costruire e/o proventi derivanti da cessioni di beni immobili) e l'esercizio in cui tali mezzi finanziari vengono effettivamente spesi per il pagamento degli stati di avanzamento relativi alla realizzazione dell'opera stessa; quanto sopra genera per i comuni consistenti giacenze sui conti di tesoreria provenienti dagli esercizi precedenti e l'impossibilita', pur avendo i fondi a disposizione, di effettuare pagamenti qualora nell'esercizio di riferimento l'andamento delle entrate del titolo IV (entrate in conto/capitale trade quali risultano anche le entrate per permessi a costruire) subiscano rallentamenti per cause non dipendenti dalla volonta' degli enti locali; alla luce dei fatti risulta pertanto molto difficile richiedere la sospensione dell'esecuzione di lavori in corso con la motivazione che gli stessi sono stati finanziati in esercizi precedenti e che nell'anno di realizzazione non ci sono sufficienti disponibilita' sul fronte delle entrate per poter rispettare i saldi imposti dal patto di stabilita' interno; il patto di stabilita', inoltre e' conteggiato con riferimento al solo 2007, e' quindi pura casualita' per un comune il trovarsi avvantaggiato o svantaggiato, poiche' se in quell'anno ci sono stati forti incassi destinanti al finanziamento di opere la cui realizzazione e iniziata negli anni successivi, e' praticamente impossibile raggiungere l'obbiettivo; pertanto risulterebbe indispensabile concedere agli enti locali la possibilita' di escludere dai saldi del patto di stabilita' interno i pagamenti in conto residui concernenti spese di investimento finanziate in esercizi precedenti anche in considerazione, del fatto che gli introiti derivanti da permessi a costruire e dismissioni immobiliari sono per legge destinati alla realizzazione di spese d'investimento e difficilmente la procedura di spesa puo' concludersi nell'esercizio in cui la stessa e' finanziata, vista la complessita' degli atti necessari per l'aggiudicazione ed infatti, nella quasi totalita' dei casi, non c'e' corrispondenza tra l'esercizio in cui vengono accantonati i fondi per il finanziamento e l'esercizio in cui detti fondi vengono effettivamente utilizzati; l'alleggerimento, oggetto dell'interrogazione, avrebbe le seguenti ricadute positive sull'economia nazionale: a) le ditte realizzatrici degli interventi, che di solito sono anche imprenditori edili, riscuotendo nei tempi stabiliti, avrebbero a disposizione la liquidita' necessaria a intraprendere nuovi investimenti; b) gli enti locali potrebbero portare a termine nei tempi stabiliti investimenti che di solito riguardano infrastrutture come sistemazioni ed ampliamenti della viabilita', edifici pubblici, impianti sportivi eccetera la cui messa in funzione non potrebbe che portare giovamento all'economia locale; c) gli enti locali infine metterebbero in circolazione nell'economia locale quantita' di denaro liquido con chiare ricadute benefiche sull'intera economia nazionale; inoltre si segnala che la norma vigente (obiettivi programmatici) per l'anno 2012 non impone alcun vincolo e l'ente deve predisporre oltre al bilancio 2010 il pluriennale 2010/2012; risulta inoltre particolarmente dannoso per la sicurezza dei nostri studenti l'impossibilita', da parte degli enti locali, di intervenire sugli edifici scolastici non sicuri a causa di vetusta', di costruzione non operata con criteri antisismici, o pericolanti in tutto od in parte, a causa degli ostacoli imposti dal patto di stabilita'; proprio in virtu' di questa considerazione il Governo, nel dicembre 2009, in sede di approvazione della legge finanziaria per il 2010, ha accolto un ordine del giorno (9/2936-A/194), presentato dal Partito democratico, che impegnava il Governo stesso: «a valutare la possibilita' di predisporre misure volte a consentire la deroga alla disciplina del patto di stabilita' interno finalizzate a non contemplare nei bilanci comunali l'utilizzo di risorse comunitarie, statali o regionali per interventi di messa in sicurezza ed adeguamento a norma degli edifici scolastici» -: alla luce delle sopraesposte considerazioni se non si ritenga urgente ed indispensabile intervenire allentando i vincoli e dando la possibilita' di poter escludere dai saldi dei patto di stabilita' interno i pagamenti in conto residui concernenti spese di investimento finanziate in esercizi precedenti anche in considerazione, del fatto che gli introiti derivanti da permessi a costruire e dismissioni immobiliari sono per legge destinati alla realizzazione, di spese d'investimento e difficilmente la procedura di spesa puo' concludersi nell'esercizio in cui la stessa e' finanziata, vista la complessita' degli atti necessari per l'aggiudicazione ed infatti, nella quasi totalita' dei casi, non c'e' corrispondenza tra l'esercizio in cui vengono accantonati i fondi per il finanziamento e l'esercizio in cui detti fondi vengono effettivamente utilizzati; se non si ritenga ugualmente urgente ed indispensabile intervenire allentando i vincoli del patto di stabilita' per quanto riguarda e le spese relative agli interventi di messa in sicurezza ed adeguamento a norma degli edifici scolastici, cio' in virtu' del fatto che troppo forte e' il rischio che corrono i nostri ragazzi a studiare in edifici non sicuri che mettono seriamente a repentaglio l'incolumita' degli studenti come gia' tristemente dimostrato dalle numerose sciagure annunciate e poi verificatesi che hanno funestato il nostro Paese e che non possiamo piu' consentire si ripetano solo per garantire l'ottemperanza da parte degli enti locali del patto di stabilita'. (5-02510)

 
Cronologia
giovedì 11 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 160 voti favorevoli, 119 contrari e 3 astenuti, l'emendamento 1.950 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (S. 1955), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 4 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 305 voti favorevoli e 245 contrari, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni (C. 3146), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.