Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02672 presentata da GHIZZONI MANUELA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100317
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02672 presentata da MANUELA GHIZZONI mercoledi' 17 marzo 2010, seduta n.300 GHIZZONI e DE PASQUALE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. - Per sapere - premesso che: come gia' denunciato con precedente atto di sindacato ispettivo, 2-00613, la circolare ministeriale contenente le indicazioni riguardanti le risorse finanziarie su cui ogni singola istituzione scolastica potra' fare affidamento per redigere il suo programma annuale, ha di fatto preannunciato il mancato rimborso di circa un miliardo di euro dovuti dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca alle scuole, che hanno onorato - negli anni - spese di competenza dello Stato; cio' avviene in concomitanza con i tagli operati dalla recente legge di bilancio 2010 rispetto ai dati della legge di assestamento 2009, con i quali sono stati ridotti gli stanziamenti dei capitoli riguardanti il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole presenti in ciascuno dei Programmi riguardanti la scuola dell'infanzia, la scuola primaria, la scuola secondaria di primo e di secondo grado, per una ammontare complessivo di 226.838.243 euro, di cui 97.988.043 per il funzionamento e 128.850.200 per il personale, riportandoli ai livelli gravemente inadeguati stabiliti nella legge di previsione del bilancio 2009; dalle disposizioni - a parere degli interroganti, illegittimamente contenute - della circolare emerge un'operazione che conferma non solo l'abolizione di uno specifico stanziamento, cosi' come avvenuto lo scorso anno, per le spese riguardanti il funzionamento amministrativo e didattico, ma anche l'intenzione di scaricare sulle famiglie una parte consistente delle spese riguardanti il salario accessorio dei docenti e del personale e le stesse supplenze brevi; tale situazione, che si protrae ormai nel tempo, determina una gravissima difficolta' nell'ordinario funzionamento delle scuole, «costringendole» a dover far ricorso al finanziamento volontario delle famiglie per poter affrontare le spese consuete; in conseguenza di tale situazione in non pochi casi si sono create situazioni di grave conflittualita' tra dirigenti scolastici che esigono il versamento dei contributi e famiglie e studenti che legittimante rifiutano tali imposizioni; come risulta anche da una inchiesta realizzata dal portale studentesco Skuola.net si sono presentati casi, che risulterebbero molto diffusi, come quelli di seguito indicati: il caso del Liceo Cassini di Genova, dove una mamma lo scorso anno decise di non pagare piu' il contributo volontario, subendo come conseguenza il sequestro della pagella. Dopo segnalazione all'ufficio scolastico provinciale, con minaccia di fare denuncia e' comparso un documento ufficioso con i voti. Quest'anno la contesa si e' ripetuta e addirittura si pretendono i contributi per i due anni, tanto che la mamma si e' vista costretta a recarsi alla caserma dei carabinieri e sporgere denuncia per omissione di atti d'ufficio e concussione. Il giorno successivo, con lettera del dirigente scolastico si invitava la famiglia a ritirare la pagella; il caso dell'istituto Ambrosoli di Roma, dove lo scorso novembre, non sono stati consegnati i pagellini trimestrali a una settantina studenti che si erano rifiutati di pagare l'oneroso contributo scolastico di 200 euro. I pagellini non sono mai arrivati, ma dopo la denuncia di Skuola.net al GT Ragazzi, il dirigente scolastico ha cambiato la propria decisione. Tuttavia, al secondo trimestre lo studente che aveva denunciato l'accaduto ha ottenuto la pagella, solo dopo essere andato in segreteria a chiedere una dichiarazione scritta della scuola su quello che stava accadendo; il caso del liceo Verga di Adrano (Catania), dove dai quadri di fine anno sono scomparsi i voti degli studenti che non avevano pagato il contributo scolastico volontario, con tanto di scritta «Non in regola con i pagamenti». Grazie alla successiva battaglia degli studenti, quest'anno la scuola esonera dai pagamenti gli studenti under 16; il caso dell'istituto professionale Verri di Busto Arstizio (Varese), dove e' stata inviata una lettera ufficiale a uno studente che si era rifiutato di pagare il contributo scolastico, a suo giudizio volontario e quindi non necessario. Nella comunicazione ufficiale si chiedeva di pagare entro 20 giorni. In caso di mancato saldo, la scuola non avrebbe rilasciato piu' allo studente documenti come «il diploma, certificati di iscrizione e frequenza, di voti»; dalla citata inchiesta condotta da Skuola.net risulta che sono poche infatti le scuole che, come il Liceo Newton di Roma, dichiarano apertamente che i contributi scolastici siano volontari. Molte altre, invece, optano per il silenzio, sperando che tutti paghino i contributi, che spesso risultano essere particolarmente onerosi. Peraltro, non sarebbero pochi i casi in cui, come all'istituto comprensivo Tacito Guareschi di Roma, il fondo di funzionamento risulti finanziato in maniera prevalente dai contributi volontari delle famiglie, rispetto a quanto riconosciuto dal Ministero -: quali iniziative intenda adottare per verificare se nelle suddette scuole permangano le situazioni di illegalita' denunciate, nonche' per segnalare ai dirigenti scolastici, che finora sono stati di diverso avviso, che i contributi delle famiglie non possono che essere considerati come volontari e, pertanto, non rientri tra i loro doveri d'ufficio pretenderne il versamento; quale sia l'ammontare complessivo delle risorse corrispondenti ai contributi volontari delle famiglie e quali sia la loro incidenza percentuale rispetto ai finanziamenti che giungono alle istituzioni scolastiche; quali iniziative intenda assumere al fine di verificare e garantire che le risorse provenienti dai contributi volontari delle famiglie siano effettivamente ed esclusivamente utilizzati per le finalita' previste dalla legge. (5-02672)