Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02699 presentata da VACCARO GUGLIELMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100330
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02699 presentata da GUGLIELMO VACCARO martedi' 30 marzo 2010, seduta n.302 VACCARO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: tra il socio lavoratore e la cooperativa si instaurano due diversi rapporti giuridici: quello associativo e quello lavorativo; secondo l'articolo 1, comma 2, della legge n. 142 del 2001, in riferimento al rapporto associativo il socio concorre alla gestione dell'impresa, partecipa alla formazione degli organi sociali, partecipa all'elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, contribuisce alla formazione del capitale sociale e partecipa al rischio d'impresa, mette le proprie capacita' professionali; secondo l'articolo 3, comma 1, della legge n. 142 del 2001, in riferimento al rapporto di lavoro, il socio lavoratore di cooperativa stabilisce anche un rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma con cui contribuisce al raggiungimento degli scopi sociali; le cooperative possono stipulare contratti di lavoro a termine, ivi compresi contratti di collaborazione coordinata e continuativa; il decreto legislativo n. 276 del 2003, recante l'attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge n. 30 del 2003, prevede l'automatica conversione dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa in contratti a progetto; la disciplina suddetta legge n. 142 del 2001, in quanto speciale, laddove regola il contenuto e le modalita' di attuazione delle prestazioni lavorative tra cooperativa e soci lavoratori, dovrebbe resistere all'applicazione del decreto legislativo n. 276 del 2003 -: se la vigente legge n. 142 del 2001, consenta di mantenere forme contrattuali come quella della collaborazione coordinata e continuativa, anche dopo l'entrata in vigore della disciplina di cui al decreto legislativo n. 276 del 2003 e se il Ministro intenda assumere iniziative per chiarire tale disciplina. (5-02699)