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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02734 presentata da MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100413

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-02734 presentata da MATTEO MECACCI martedi' 13 aprile 2010, seduta n.305 MECACCI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: secondo fonti di stampa, nella giornata di venerdi' 9 aprile 2010 l'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, con riferimento al Trattato di amicizia e cooperazione tra l'Italia e la Libia ha dichiarato, «Nessuno puo' essere trasferito, espulso o estradato verso uno Stato dove esiste il serio pericolo che la persona sara' condannata a morte, torturata o sottoposta ad altre forme di punizione o trattamento degradante o disumano»; tali affermazioni fanno riferimento a un rapporto redatto dall'organizzazione non governativa Human Rights Watch che nel settembre 2009 ha denunciato l'intercettazione da parte delle guardie costiere italiane di migranti africani richiedenti asilo nel Mediterraneo che vengono respinti con la forza in Libia, sulla base di un trattato «stipulato dall'Italia senza valutare le possibilita' che vi fossero tra loro rifugiati o persone in qualche modo vulnerabili»; monsignor Marchetto ha anche evidenziato che in Libia «esistono centri di detenzione e di rimpatrio dove le condizioni variano da accettabili a disumane e degradanti» ed ha anche poi rilevato una tendenza, tra i Paesi europei, «di delocalizzare i controlli delle frontiere, incoraggiando i loro partner delle coste meridionale del Mare nostro, Mare dei diritti, ad effettuare controlli piu' rigidi sui migranti. (...) le intercettazioni e i decentramenti operati dalle "autorita'" europee in molti casi rende impossibile a migliaia di persone di raggiungere la costa nord del Mediterraneo, o persino di lasciare il loro Paese di origine o di transito»; tale pratica contrasta con il diritto a emigrare e' inclusa nella Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, e con il principio del non respingimento (non refoulement) sancito dal diritto internazionale convenzionale e della Convenzione ONU sui rifugiati; secondo monsignor Marchetto molti Paesi europei riconoscono come rifugiati persone che sono arrivate nel loro territorio per via non marittima, ma provenienti dagli stessi Paesi da cui giungono i migranti intercettati e respinti nel mare nostro, nel mare dei diritti; l'arcivescovo Marchetto ha poi confermato la sua posizione «di condanna a chi non osserva il principio di non refoulement, che sta alla base del trattamento da farsi a quanti fuggono da persecuzione» -: quali siano gli intendimenti del Governo dello Stato italiano, e in particolare del Ministero degli affari esteri, rispetto alla posizione espressa da un esponente del Governo dello Stato Citta' del Vaticano competente per le questioni migratorie, che sono radicalmente critiche nei confronti del trattato stipulato dall'Italia con la Libia, e che non sono state pronunciate in questi termini da nessun altro Stato; se non intenda rivedere, alla luce di tali critiche, nonche' di quelle di altre istituzioni europee e internazionali, a partire dall'Alto commissario ONU sui rifugiati, le politiche di respingimento in mare dei migranti verso la Libia. (5-02734)





 
Cronologia
sabato 10 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Agenti dei servizi segreti afgani perquisiscono il centro chirurgico della Ong italiana Emergency a Lashkargah. A seguito del ritrovamento di armi in un deposito dell’ospedale vengono fermati nove membri del personale, tra i quali tre italiani.

mercoledì 14 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro degli esteri Franco Frattini riferisce alle Commissioni affari esteri di Camera e Senato sulle vicende legate allo stato di detenzione in Afghanistan dei tre operatori della Ong italiana Emergency. I tre connazionali saranno rilasciati dalle autorità afgane il 18 aprile.

    Franco Frattini