Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00332 presentata da FIORIO MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100512
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00332 presentata da MASSIMO FIORIO mercoledi' 12 maggio 2010, seduta n.320 La XIII Commissione, premesso che: il settore lattiero-caseario sta attraversando una delle fasi piu' gravi e profonde degli ultimi decenni. Il calo dei prezzi e la piu' generale situazione di emergenza in cui versa il mercato sono ormai diventati fonte di preoccupazione in tutta Europa. Il tessuto produttivo e' in pieno allarme come testimoniano le ripetute manifestazioni di preoccupazione che vedono protagonisti gli allevatori di tutta l'Unione europea; i provvedimenti approvati a settembre dal Parlamento europeo (risoluzione sulla crisi del settore, proroga del periodo di intervento per latte in polvere e burro e ripristino dell'aiuto allo stoccaggio privato dei formaggi) sono un segnale forte e importante in un momento straordinariamente delicato che rischia di pregiudicare il ruolo economico e produttivo di una parte rilevante del potenziale agricolo europeo; la normativa comunitaria richiede un complesso sistema organizzativo capace di ripartire il quantitativo globale garantito, attribuito dall'Unione europea ad ogni Stato membro e prevede la obiettiva responsabilita' dello Stato italiano nei confronti dell'Unione europea nella corretta gestione del sistema; l'applicazione del sistema e delle quote produttive assegnate al nostro Paese e' avvenuta attraverso la legge n. 119 del 2003, che sostituiva la legge n. 468 del 1992, e successivamente attraverso il decreto-legge n. 3 del 2009 convertito, con modificazioni dalla legge n. 33 del 2009; tuttavia, l'applicazione stessa e' stata segnata da continui «splafonamenti» della quota produttiva assegnata al nostro Paese e da un vasto contenzioso accumulato nelle sedi giudiziarie; l'assegnazione effettuata dalla Comunita' non e' mai stata ritenuta dall'Italia adeguata alle sue necessita' ne' corrispondente al dato reale di produzione del Paese; tuttavia i produttori si sono adeguati rispettando le normative nazionali in quanto hanno ritenuto e ritengono di vivere e di lavorare in uno stato di diritto che garantisca equita' ed omogeneita' di trattamento; si evidenzia come questi produttori, che sono la stragrande maggioranza negli anni, hanno sostenuto enormi sacrifici economici per lavorare in conformita' alle disposizioni legislative. A fronte di un imponente modifica del tessuto produttivo, caratterizzata dalla chiusura di oltre 60.000 stalle negli ultimi 10 anni, le restanti 40.000 o meglio una importante frazione, pari a circa l'80 per cento del totale, ha provveduto ad acquistare e/o affittare quote latte per un volume complessivo stimabile in ben 60/70 milioni di quintali, versando tra l'altro all'erario milioni di euro di IVA al fine di potersi garantire il diritto a produrre; contestualmente a tale processo di assestamento tra produzione e quota latte, collegato ovviamente al processo di aumento della dimensione aziendale, con l'avvento della legge n. 119 del 2003, considerata il vero spartiacque in materia di quote latte, queste aziende hanno chiuso i precedenti contenziosi con lo Stato aderendo alla rateizzazione; tali produttori hanno rinunciato attraverso un atto di fiducia alle sospensive pendenti, hanno versato in una unica soluzione il prelievo supplementare 2002/2003 ed hanno avviato il pagamento rateale, in 14 anni, delle competenze maturate dal 1995/1996 al 2001/2002. Contestualmente, come detto, hanno continuato, in caso di necessita', ad acquistare e affittare quote latte ed a subire, da parte dei primi acquirenti, la trattenuta del prelievo supplementare nel caso di splafonamento oltre la quota disponibile; questi stessi produttori sono stati penalizzati con l'introduzione del decreto-legge n. 5 del 2009 in quanto: a) la maggiore frazione della ingente quota latte assegnata gratuitamente nel 2009 e' andata a chi produceva senza quota latte; b) il valore delle quote latte acquisite a caro prezzo e' crollato miseramente, con un evidente depauperamento patrimoniale; c) i promessi, e giustamente attesi, interventi economici previsti dal citato decreto-legge, finalizzati ad «indennizzare anche solo parzialmente» coloro che avevano acquistato quote latte dal 1995/1996 al 2008/2009 (inizialmente quantificati in 500 milioni di euro, ridotti successivamente a 45 milioni di euro) non si sono materializzati; d) la priorita' di compensazione prevista dal decreto-legge n. 3 privilegia inoltre coloro che hanno munto molto oltre la quota nel 2007/2008, senza contare lo sconto del 95 per cento per il 2009/2010 e del 90 per cento per il 2010/2011 sull'entita' del prelievo supplementare da versare in corso di campagna, sempre accordato a coloro che hanno splafonato nel 2007/2008; a conclusione dei lavori della commissione di indagine amministrativa sulle quote latte istituita dal Ministro delle politiche agricole Zaia con decreto 25 giugno 2009, il Comando carabinieri politiche agricole e alimentari ha svolto un approfondimento su aspetti relativi all'attendibilita' dei dati dichiarati nei modelli L1 ed utilizzati dall'AGEA per il conteggio del prelievo supplementare; da quanto si apprende, gli scostamenti tra i dati verificati nel corso degli approfondimenti - si fa notare nella relazione - portano inoltre a ritenere che esistano rilevanti anomalie anche sui conteggi delle compensazioni nazionali e quindi sulle imputazioni del prelievo supplementare sin dalla prima campagna soggetta al regime quote latte (1995); considerato infine che la grave crisi del 2009, con mancati introiti per le stalle da latte stimabili in circa 400 milioni di euro, ha messo molte delle aziende interessate, rispettose delle normative, nell'impossibilita' di versare la sesta rata del piano di regolarizzazione, impegna il Governo in attesa di approfondire l'esito della relazione citata in premessa, ad adottare i provvedimenti necessari per disporre la sospensione del versamento della sesta rata dell'importo dovuto ovvero la compensazione per coloro che avessero gia' provveduto al versamento, prevedendo che le somme relative possano essere ripartite sulle rate rimanenti e/o assorbite, almeno in parte, qualora fossero stanziati gli indennizzi prima ricordati. (7-00332) «Fiorio, Marco Carra, Zucchi, Oliverio, Brandolini, Marrocu, Dal Moro, Cenni, Servodio, Mario Pepe (PD), Sani, Trappolino, Agostini, Cuomo, Pizzetti».