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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01149 presentata da DISTASO ANTONIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20100628

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01149 presentata da ANTONIO DISTASO lunedi' 28 giugno 2010, seduta n.343 DISTASO, DI CAGNO ABBRESCIA, SISTO, LISI, ANTONIO PEPE, LAZZARI, FRANZOSO, BARBA, FUCCI e SAVINO. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la legge regionale del 26 ottobre 2007, n. 28, articolo 2, comma 1, lettera a), ha certificato che alla data del 31 dicembre 2005 il conto economico del sistema sanitario pugliese, registrava un risparmio pari ad euro 9.034.000.00; dal 2006 al 2009 la gestione del servizio sanitario regionale tornava in deficit, determinando un debito rilevante, parzialmente coperto con addizionali fiscali regionali, risorse del bilancio autonomo regionale, probabilmente, col dirottamento delle risorse annuali per gli obiettivi di piano a spesa corrente indistinta e con altri artifizi vari; in particolare, per la copertura del disavanzo del 2006, la regione aveva previsto l'alienazione (a tutt'oggi non avvenuta) di beni del patrimonio disponibile delle aziende sanitarie per 60 milioni di euro; nella relazione di accompagnamento al bilancio di previsione del 2010 della regione Puglia, si legge testualmente: «La copertura dei risultati cosi' determinati al tavolo di verifica e' stata sempre garantita dalla regione Puglia nei vari esercizi, le differenze, tuttavia, accumulatesi nel tempo e ammontanti complessivamente ad euro 1.000 milioni, attendono di essere ripianate e non mancano ovviamente di causare una sofferenza finanziaria che, di fatto, ha penalizzato i fornitori del SSR attesi i ritardi nei pagamenti da parte delle aziende sanitarie mediamente superiori ai 365 giorni. Tutto cio' aggravato da procedimenti legali, contenziosi, pignoramenti e incrementi per interessi di mora»; per l'anno 2009 il tavolo ministeriale di verifica «Massicci», sulla base dei dati preconsuntivi, relativi alle sole partite contabili oggetto di verifica tra Stato e regioni, ha accertato che la copertura prevista dalle addizionali fiscali regionali non e' sufficiente a coprire le perdite contabilizzate al 31 dicembre 2009 e, ai sensi dell'articolo 1, comma 174, della legge n. 311 del 2004 e successive modificazioni e integrazioni, il presidente del consiglio dei ministri, con nota del 14 aprile 2010, n. USG0001826P, ha diffidato il presidente della regione Puglia a provvedere, alla copertura della quota di disavanzo pari a 138,926 milioni di euro. Il presidente, nella qualita' di Commissario ad acta, ha adempiuto con propri decreti n. 1, 2 e 3 del 31 maggio 2010; i bilanci di esercizio 2009 delle aziende sanitarie della regione Puglia, chiusi al 30 aprile 2010, hanno tuttavia accertato una perdita ben superiore a quella registrata nel monitoraggio dell'ultimo quadrimestre del 2009, cosi' come di seguito riportato: Milioni di euro: ASL, BA: -122; ASL, BR: -55; ASL, BT: -9; ASL, FG: -81; ASL, LE: -89; ASL, TA: -83; Policlinico Bari: -57; Ospedali Riuniti Foggia: -19; Irccs Giovanni XXIII: -8; Irccs De Bellis: 0; Totale: -523. Risulta, dalla incontestabile esposizione delle note integrative dei bilanci di esercizio, che nelle situazioni patrimoniali delle aziende e, quindi, nella loro effettiva esposizione debitoria, sono presenti partite attive (crediti vari, crediti verso regione, e altro) da svalutare con effetti di sopravvenienza negativa, non inferiori a 200 milioni di euro, a cui e' da aggiungersi la necessita' di una verifica per accertare a quanto ammontino le risorse necessarie per ferie non godute da parte del personale del servizio sanitario regionale (attualmente stimate in alcune decine di milioni di euro); la regione Puglia in data 28 aprile 2010 ha richiesto di sottoscrivere, a norma della legge 23 dicembre 2009, n. 191, articolo 1, comma 97, un piano di rientro per ottenere i finanziamenti ancora trattenuti dallo Stato per le annualita' 2006 e 2008 per non aver osservato il vincolo di bilancio. Il piano di rientro non risulta essere stato adottato, a tutt'oggi, dalla giunta regionale e il monitoraggio del primo trimestre 2010 sui conti delle aziende sanitarie ha gia' evidenziato uno scostamento significativo negativo dalle previsioni: in particolare, la sola spesa farmaceutica fa segnare un incremento del 2,2 per cento rispetto al 2009, in mancanza di qualsivoglia iniziativa della regione e delle aziende per il governo della domanda; allo stato delle cose, e' impossibile accertare che gli obiettivi del piano di rientro siano effettivamente in grado di garantire il riequilibrio economico finanziario della gestione del Servizio sanitario regionale; la legge regionale n. 26 del 2006 aveva disposto una certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie, anche ai fini della formazione di un bilancio consolidato regionale, disponendo testualmente: «Le aziende sanitarie, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico ... in considerazione di quanto previsto dall'articolo 1 comma 291, della legge n. 266 del 2005 si avvalgono dell'attivita' professionale di una societa' di revisione ... per avviare il processo di introduzione della revisione contabile del bilancio di esercizio attraverso lo svolgimento di un indagine conoscitiva e di limitate procedure di revisione ... La Regione individua, secondo le procedure di legge e con gara ad evidenza pubblica, uno o piu' soggetti di provata esperienza nell'ambito della revisione contabile per l'espletamento delle attivita' citate». Tuttavia tale norma non ha avuto seguito applicativo, cosi' come finora non ha trovato seguito la piu' recente analoga disposizione del patto per la salute 2010-2012 che ha ribadito l'esigenza, per la buona impostazione dei piani di rientro, ma anche in vista dell'attuazione del federalismo fiscale e della determinazione dei costi standard, della «certificazione della qualita' dei dati contabili» consentendo alle regioni di finanziare l'operazione attingendo alle risorse di cui all'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 87 l'articolo 11, Intesa Conferenza Stato-regioni e province autonome 3 dicembre 2009, rep. 243/CSR); le procedure contabili applicate dalla regione Puglia negli ultimi cinque anni, non solo non hanno arginato il deficit ed il debito, ma ad avviso degli interroganti presentando difformita' con i princi'pi della contabilita' civilistica, hanno mascherato i problemi di inefficienza e la loro reale dimensione: per cui nessuna certezza puo' esservi circa il risultato positivo di un piano di rientro elaborato in difetto di fondamentali informazioni per deliberare. Il procuratore regionale della Corte dei Conti all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2008, al riguardo ha affermato che bisogna meditare sulle misure, accorpate in maniera disorganica e farraginosa, contenute nel bilancio e riguardanti il riequilibrio della spesa sanitaria (Bari 15 febbraio 2008); non si puo' neppure ignorare la connessione di tale situazione con la violazione da parte della regione del patto di stabilita' negli anni 2006, 2008 e 2009; per il solo anno 2009 si e' registrato uno sforamento di ben 731 milioni di euro, contribuendo ad aggravare indirettamente la crisi della finanza pubblica aggredita dalla speculazione internazionale; il mancato rispetto del patto di stabilita' costituisce inadempienza che comporta il mancato accesso alla quota integrativa del concorso dello Stato al finanziamento del S.S.R. (cosiddetta aliquota premiale); la legge n. 244 del 2007 (finanziaria 2008) all'articolo 2, comma 49, ha previsto, per le regioni che non hanno rispettato il patto di stabilita' in uno degli anni precedenti il 2007, la possibilita' di accesso al suddetto finanziamento integrativo, in presenza di sottoscrizione dell'accordo per il rientro dal disavanzo del settore sanitario; a distanza di oltre due anni dall'intervento normativo che consente il recupero alla regione Puglia di oltre 290 milioni di euro di cui si era perso il diritto non e' stato ancora sottoscritto il suddetto accordo col rischio di perdere definitivamente ingenti risorse; anche per gli anni 2008 e 2009 risultano congelati e non erogati circa 200 milioni di euro per ciascun anno a causa dell'inadempienza raggiungendo un totale di quasi 700 milioni di euro a fronte dei quali risultano debiti insoluti che causano vertenze giudiziarie, spese legali e finanziarie che aggravano il disavanzo della regione; allo stato attuale la regione ha un deficit di cassa e quindi una situazione debitoria di almeno 800 milioni di euro a cui vanno aggiunte le conseguenze dei tempi di realizzazione delle coperture dei disavanzi e la debitoria conseguente agli ammortamenti che il tavolo di verifica esclude dai disavanzi e dalle coperture, il che fa presumere che il deficit possa attestarsi tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro -: se non ritengano di dover accertare quanto prima, e con tutti gli strumenti a loro disposizione, anche attraverso una ispezione sui conti delle aziende da parte della ragioneria generale dello Stato, la reale situazione finanziaria del servizio sanitario della regione Puglia; se non ritengano opportuno verificare la congruita' del Piano di Rientro proposto dalla Regione Puglia, rispetto ai dati del monitoraggio del primo trimestre del 2010 nei quali gia' si registra un sostanziale sforamento dei parametri indicati, e in particolare, se non ritengano di dover verificare lo stato della prevista (e ad oggi non avvenuta) alienazione dei beni delle aziende sanitarie pugliesi per 60 milioni di euro, posto che tale cifra era destinata a coprire parte del disavanzo sanitario del 2006 pagando i fornitori che sono in grave sofferenza per la crisi internazionale.(3-01149)

 
Cronologia
venerdì 25 giugno
lunedì 5 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro per il federalismo Aldo Brancher annuncia le proprie dimissioni. Non ha luogo, pertanto, la discussione e la votazione della mozione di sfiducia presentata il 30 giugno alla Camera, primo firmatario Dario Franceschini (PD) e da tutti i componenti dei gruppi PD e IDV (1-00399).

    Aldo Brancher Dario Franceschini