Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00079 presentata da DIMA GIOVANNI (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20100630
Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00079 presentata da GIOVANNI DIMA mercoledi' 30 giugno 2010 pubblicata nel bollettino n.346 La XIII Commissione, premesso che: il regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo a «Misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e recante modifica del regolamento (CEE) n, 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94» stabilisce, all'articolo 9, la dimensione minima delle maglie delle reti da pesca, evidenziando che «sono vietati l'impiego per la pesca e la detenzione a bordo di reti trainate, di reti da circuizione o di reti da imbrocco a meno che la dimensione delle maglie nella parte della rete in cui esse sono piu' piccole sia conforme al disposto dei paragrafi da 3 a 6 del presente articolo», e, all'articolo 13, i valori minimi di distanza e profondita' per l'uso degli attrezzi da pesca, precisando che «e' vietato l'uso di attrezzi trainanti entro una distanza di 3 miglia nautiche dalla costa o all'interno dell'isobata di 50 metri quando tale profondita' e' raggiunta ad una distanza inferiore dalla costa ed, inoltre, che e' vietato l'uso di reti da traino entro una distanza di 1,5 miglia nautiche dalla costa»; l'entrata in vigore del suddetto regolamento comunitario sta provocando una giustificata e legittima preoccupazione tra tutte le marinerie italiane, che lamentano l'inadeguatezza di queste disposizioni perche' non terrebbero conto non solo del tipo di pesca praticato, ma anche e soprattutto delle conseguenze derivanti dalle stesse, che comporterebbero una riduzione pari al 50 per cento del pescato odierno e paralizzerebbero un settore che sta attraversando, proprio per la crisi economica e finanziaria in atto, un momento di stallo che sarebbe aggravato da un aumento dei costi di gestione che influirebbe negativamente sui posti di lavoro; la piena e condivisibile azione di tutela e di salvaguardia del patrimonio marittimo del Mediterraneo, unita al necessario e giusto contrasto alla pesca distruttiva ed indiscriminata, deve armonizzarsi anche con le tradizioni di ogni singolo Paese europeo, con il tipo di pesca effettuato e con il bacino occupazionale coinvolto, ma anzi al contrario deve essere armonizzata con le specificita' e le peculiarita' locali, al fine di evitare che la legislazione comunitaria possa prescindere da quelle che sono le vocazioni dei territori e creare, di conseguenza, tensioni di carattere sociale; la protesta degli operatori ittici sta interessando tutte le marinerie e sta coinvolgendo le istituzioni locali che sono sostanzialmente quelle che si sono assunte l'onere di dover sollecitare gli enti competenti affinche' la problematica in questione sia portata a livello comunitario; il regolamento in questione, proprio perche' coglie le marinerie nel bel mezzo di una crisi strutturale, non e' in grado di garantire che le stesse siano in grado di sopportare i maggiori costi di gestione derivanti dall'adeguamento delle attrezzaturedi pesca e dal cambiamento dei tipo di pesca effettuato; lo stesso regolamento penalizza pesantemente le marinerie sia per la pesca a strascico che, avendo visto gia' lievitare il costo dei carburante delle imbarcazioni, si trovera' a far fronte, a causa dell'aumento della selettivita' delle reti, ad un minor pescato, soprattutto di specie pregiate, e quindi ad un calo di redditivita' complessiva, sia per quella speciale di bianchetto e di rossetto, che, non potendo piu' essere effettuata nella fascia costiera ed in corrispondenza delle praterie di fanerogame, sarebbe destinata a scomparire con grave danno per i piccoli operatori ittici e per alcune eccellenze gastronomiche ad essa legata; il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dopo l'entrata in vigore delle misure tecniche previste dal regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio riguardante la pesca nel Mar Mediterraneo e, in particolare, delle disposizioni che riguardano la pesca con reti da traino e le draghe idrauliche, ha costituito una apposita «unita' di crisi», con il compito principale di monitorare l'impatto delle nuove misure tecniche per la pesca nel Mar Mediterraneo e verificare con i Ministeri dell'economia e delle finanze e del lavoro e delle politiche sociali, nonche' con le regioni, tutti gli interventi attivabili al fine di assicurare una risposta globale alle esigenze delle imprese di pesca e del personale imbarcato. Il Ministero ha inoltre attivato le risorse economiche relative al caro gasolio, pari a 30 milioni di euro; impegna il Governo: ad adottare ogni iniziativa necessaria, in sede comunitaria, affinche' sia avviata una revisione della normativa in tempi anticipati rispetto a quelli previsti (2012), cogliendo anche l'occasione offerta in tal senso dal Libro verde sulla riforma della politica comune della pesca (PCP), in materia di maggiore sussidiarieta' e con particolare riferimento alle politiche nei confronti dei Paesi mediterranei non appartenenti all'Unione europea; a richiedere alla Commissione europea tutte le deroghe consentite, nel rispetto delle scadenze fissate e delle condizioni poste dalla regolamentazione comunitaria, al fine di ridurre l'impatto delle misure in questione, compresa quella relativa alla riconversione delle unita' da pesca dedite alle cosiddette «pesche tradizionali» (bianchetto, rossetto, latterino); ad adottare le iniziative necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: a) individuare, d'intesa con le regioni e le organizzazioni professionali interessate, gli strumenti operativi per l'eventuale elaborazione di un programma coordinato di interventi - statali e regionali - che, a partire dal complesso degli strumenti finanziari disponibili, sia espressamente finalizzato al superamento dei problemi posti dall'entrata in vigore dei divieti di cui in premessa; b) rapida attuazione di un fermo pesca straordinario chiamato, diversamente dal passato, a contribuire non solo alla soluzione del problema del sovrasfruttamento delle risorse, ma anche alla gestione della fine delle deroghe e dell'introduzione delle nuove maglie; c) attivazione di tutte le iniziative, anche in sede Ecofin, per l'adozione del regime speciale dell'IVA agricola nel settore della pesca in ragione dell'equiparazione dell'imprenditore ittico con quello agricolo avvenuta con il decreto legislativo n. 154 del 2004; d) accelerazione delle procedure per il varo del programma nazionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, attualmente in proroga di un'annualita', prevedendo un piano per il piccolo strascico costiero, comprendente l'attuazione di una serie di misure socio-economiche per avviare un processo di adeguamento e riposizionamento delle imprese coinvolte; e) avvio delle procedure per il riassetto, il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa nazionale in materia di pesca e acquacoltura cosi' come previsto dalla delega conferita al Governo nell'ambito della legge comunitaria 2009; f) rafforzamento dell'unita' di crisi gia' prontamente costituita dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, anche promuovendo, ove ritenuto opportuno, un coordinamento degli interventi propri delle regioni quali, ad esempio, piani di gestione locali, ammodernamenti per la flotta in attivita', azioni per l'integrazione del reddito e la diversificazione di attivita', servizi e formazione; g) presentare alla Commissione Europea la richiesta di poter utilizzare la misura «Ammodernamento» del Fondo europeo della pesca (FEP) per sostenere l'adeguamento delle reti alla luce del regolamento citato in premessa; h) attivarsi presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali affinche' siano promosse iniziative per la prosecuzione, con estensione ai lavoratori marittimi imbarcati su pescherecci di cui sono proprietari, della cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre 2011, in attesa di rendere tale istituto un ammortizzatore sociale ordinario. (8-00079) «Dima, Agostini, Fogliato, Ruvolo, Di Giuseppe, Paolo Russo, Sani, Chiappori, Rota, Beccalossi, Oliverio, Callegari, Faenzi, Zucchi, Gottardo, Bellotti, Biava, Brandolini, Marco Carra, Catanoso, Cenni, Cuomo, Dal Moro, De Camillis, Di Caterina, Fiorio, Marinello, Marrocu, Nastri, Negro, Nola, Mario Pepe (PD), Rainieri, Luciano Rossi, Servodio, Stasi, Taddei, Trappolino».