Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00780 presentata da ZAZZERA PIERFELICE (ITALIA DEI VALORI) in data 20100701
Atto Camera Interpellanza 2-00780 presentata da PIERFELICE ZAZZERA giovedi' 1 luglio 2010, seduta n.346 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, mafioso della cosca palermitana di Brancaccio e braccio destro dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, si sono rivelate di straordinaria importanza dell'ambito delle indagini sui fatti stragisti degli anni 1992-1994 e su diversi delitti e crimini, come l'assassinio di don Puglisi, il sequestro e l'uccisione del figlio del pentito Di Matteo; la Direzione Nazionale Antimafia ha definito Spatuzza come «un collaboratore fondamentale perche' ha consentito una lettura diversa e reale per la strage di via d'Amelio»; alla vigilia della sentenza d'appello per il senatore Marcello Dell'Utri, la Commissione del Ministero dell'interno per le misure di protezione non ha ammesso Gaspare Spatuzza al programma speciale per i collaboratori di giustizia, negando al boss di mafia lo status di pentito; secondo la Commissione, Spatuzza avrebbe violato l'articolo 16-quater della legge n. 82 del 1991, avendo riferito i fatti oltre i 180 giorni previsti come termine massimo, dal giorno in cui ha espresso la volonta' a collaborare; la scelta del Viminale di negare il programma di protezione ad un collaboratore di giustizia che ha reso importanti dichiarazioni circa supposti rapporti tra il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e il senatore Marcello Dell'Utri con Cosa Nostra nel periodo della stagione delle stragi, si scontra manifestamente con le indagini svolte dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo, che ritengono invece assolutamente attendibili le dichiarazioni del pentito; avverso tale provvedimento, l'avvocato di Spatuzza, Valeria Maffei, ha gia' annunciato ricorso al Tar, ma intanto vi sono importanti conseguenze sul piano finanziario e giudiziario. Spatuzza rimarra' in carcere in regime ordinario, senza alcun beneficio previsto dalla legge; ad avviso di chi indaga sulla strage di via d'Amelio, il no della Commissione «puo' incidere sul [...] lavoro nella misura in cui dovesse influire sull'atteggiamento di Spatuzza», che potrebbe quindi rifiutarsi di collaborare con la giustizia, o continuare a farlo senza la giusta protezione dello Stato. In proposito il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari ha dichiarato su La Repubblica che «Il collaboratore che ci ha consentito di riscrivere la verita' sulla strage di Borsellino potrebbe anche fare marcia indietro. Spero davvero che non accada»; dalla stampa risulta che e' la prima volta che la Commissione nega l'ammissione al programma di protezione, nonostante la richiesta sia stata avanzata da ben tre procure della Repubblica. Gli stessi pubblici ministeri ritengono che l'esclusione dai benefi'ci costituisca una decisione anomala; secondo l'interpellante la decisione della Commissione potrebbe nuocere all'incolumita' fisica di Spatuzza e disincentivare la scelta di altri a collaborare con la giustizia -: se siano stati valutati gli effetti che un atto amministrativo, nel caso di specie della commissione del Viminale, puo' produrre sulla preziosa collaborazione del pentito Spatuzza nell'ambito delle indagini sui gravi fatti citati in premessa, e possa contribuire a ridurre il numero di collaboratori di giustizia; se alla luce della decisione della Commissione citata in premessa, Gaspare Spatuzza possa godere dei benefici ancora legati alla legge sui pentiti, se sia a rischio l'incolumita' di un collaboratore che ha contribuito a svelare importanti verita' processuali sui delitti di mafia e come il Ministro intenda tutelare la sicurezza del pentito. (2-00780) «Zazzera».