Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01206 presentata da BINETTI PAOLA (UNIONE DI CENTRO) in data 20100802
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01206 presentata da PAOLA BINETTI lunedi' 2 agosto 2010, seduta n.363 BINETTI e DE POLI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: in Italia, la legge e le direttive dell'Agenzia del farmaco e dell'Istituto superiore di sanita' prevedono una serie di indicazioni generali di particolare prudenza nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini, in considerazione dei pericoli derivanti dall'assunzione di questi prodotti, in particolare: la somministrazione di un farmaco non e' consentita per un periodo superiore ai 6 mesi ed e' rinnovabile una sola volta; si richiede un abbinamento obbligatorio con altre terapie non farmacologiche, a carattere psicopedagogico e psicomotorio; e' prescritta una particolare attenzione nella somministrazione di piu' psicofarmaci contemporaneamente; si prevede la possibilita' per il genitore di far sospendere in qualunque momento la terapia, con un disimpegno graduale dallo psicofarmaco; e' assolutamente vietato l'utilizzo di queste molecole senza il consenso informato dei genitori, ai quali occorre comunicare obbligatoriamente e con la massima chiarezza tutti gli effetti collaterali potenziali di queste discusse molecole psicoattive; ciononostante, risulta che non sempre i protocolli descritti vengono applicati con il necessario rigore: in alcuni centri vi e' la massima prudenza, mentre in altri centri la prassi abituale rivela la massima trascuratezza, come risulta da recenti registrazioni audio di interviste spontaneamente rilasciate dalle famiglie interessate e pubblicate on-line; in particolare, si segnalano il caso recente di bambino down, a cui e' stata diagnosticata una sindrome ADSH (disturbo dell'attenzione in bambini iperattivi), e che e' stato sottoposto a terapie a base di psicofarmaci senza il consenso informato scritto da parte dei genitori e per un periodo ben piu' lungo di quello autorizzato dalle norme vigenti, e un secondo caso del tutto simile in Lombardia, raccontato dalla psicologa che ha in carico il bambino. La mamma afferma che il bambino era stato curato inizialmente col Ritalin, nel tentativo di controllarne l'iperattivita', e successivamente e' stato trattato con lo Strattera, senza che i genitori venissero informati degli effetti secondari di questo farmaco e senza alcun consenso informato da parte dei genitori -: quali urgenti ed immediate iniziative il Ministro intenda porre in essere per impedire il ripetersi dei sopraddetti gravi illeciti perpetrati ai danni della salute dei bambini italiani in cura; se non ritenga necessario, per quanto di competenza, promuovere con sollecitudine iniziative per rafforzare i controlli e per sospendere le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione di queste discusse molecole. (3-01206)