Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01247 presentata da VICO LUDOVICO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20100928
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01247 presentata da LUDOVICO VICO martedi' 28 settembre 2010, seduta n.374 VICO e LULLI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la direzione generale incentivazione attivita' imprenditoriali (DGIAI) del Ministero dello sviluppo economico e' una struttura con competenze e funzioni operative e di programmazione, finalizzate alla gestione degli interventi agevolativi a favore delle imprese; l'attivita' della direzione generale si sostanzia, secondo il sito istituzionale del Ministero, nella concessione ed erogazione di agevolazioni finanziarie alle imprese, al fine di perseguire importanti obiettivi di politica industriale: dal sostegno alle attivita' di ricerca e sviluppo e dell'innovazione tecnologica agli interventi per le situazioni di crisi industriale, dalle agevolazioni per le aree meno sviluppate al sostegno per l'accesso al credito per le piccole e medie imprese; da tempo le imprese del nostro Paese, soprattutto le piccole e medie ubicate nel Mezzogiorno, lamentano il disimpegno di questo Governo in tema di incentivi allo sviluppo che brucia potenzialita' di lavoro per i tanti giovani disoccupati in un contesto di sviluppo dell'economia e dei redditi sempre piu' debole; tale situazione e' amplificata dalla mancanza di un Ministro dello sviluppo economico, visto che l'interim al Presidente del Consiglio dei ministri fino ad oggi ha prodotto, ad avviso degli interroganti, soltanto lo smantellamento di funzioni vitali del dicastero; nel corso dell'ultimo anno e' ulteriormente aumentato il ritardo nell'attuazione degli interventi, derivante dall'incapacita' di programmazione delle risorse comunitarie da parte della DGIAI, nella sua veste di organismo intermedio del PON ricerca e competitivita' e del POI energia 2007-2013; la bassa percentuale di risorse impegnate (45 per cento) ed erogate (15 per cento) fino a luglio 2010 sul PON 2007-2013 comporta il crescente rischio di perdita di risorse; la decisione della Commissione europea, intervenuta nel giugno 2010, ha modificato le regole del disimpegno automatico in senso favorevole agli Stati membri ed ha cosi' impedito che l'inefficienza della DGIAI si trasformasse per il momento nell'effettiva perdita di risorse; risultano infatti contabilizzati impegni per poco piu' di 600 milioni di euro ed erogate risorse per meno di 400 milioni di euro, mentre il programma prevedeva per le annualita' 2007-2010 impegni pari a 1.650 milioni di euro e una spesa di oltre 800 milioni di euro, salvo quanto riferibile all'utilizzo di risorse per il fondo di garanzia, strumento peraltro fermo alla sola ricezione delle proposte e privo di idonee modalita' di funzionamento; complessivamente, in assenza della modifica in senso estensivo delle norme specifiche da parte di Bruxelles, la DGIAI avrebbe fatto perdere al sistema imprenditoriale italiano oltre 460 milioni di euro di finanziamenti, rischio tutt'ora attuale per la scarsa coerenza di parte degli interventi rendicontati e per alcune irregolarita' procedurali rilevate dalla Commissione, che mettono in forse la possibilita' che la Unione europea accetti una quota rilevante della spesa certificata dalla DGIAI; il rischio aumenta se si tiene conto che l'avanzamento dei programmi si basa sul ricorso a progetti provenienti dalla programmazione 2000-2006; quanto all'attivazione del fondo di garanzia, al quale sono stati versati circa 200 milioni di euro, il rischio e' solo procrastinato visto che il bando per l'affidamento della gestione del fondo di garanzia e' stato pubblicato solo in questi giorni, con quello che, secondo gli interroganti, e' un colpevole ritardo che rischia di compromettere l'operativita' dello strumento e dimostra come i versamenti al fondo siano di fatto dei meri escamotage per evitare il disimpegno dei fondi anziche' per dare concreto aiuto al sistema imprenditoriale; ulteriori e piu' pesanti rischi di perdita delle risorse riguardano la programmazione dell'annualita' 2011, per la quale le autorita' competenti hanno gia' espresso le loro preoccupazioni nei confronti della DGIAI; lo stesso problema si pone per il POI Energia per il quale l'unico impegno fino ad oggi registrato dalla DGIAI e' sempre quello del giro contabile al fondo di garanzia di meno di 100 milioni di euro, appena sufficiente ad evitare il disimpegno automatico, nonostante la modifica delle regole comunitarie; anche se gli impegni delle risorse finanziarie sono comunque cresciuti nell'ultimo mese per effetto di 3 dei 5 bandi della «nuova 488», usciti con pesante ritardo e senza tenere in considerazione importanti settori dell'economia del Paese, va sottolineato come anche quest'ultimo strumento, date le dimensioni stesse dei finanziamenti conseguenti ai limiti di stanziamento fissati dai relativi decreti, contribuisce ad abbassare ulteriormente la qualita' della spesa e ad aumentare i rischi connessi alla certificazione a beneficio della Unione europea; appare evidente che i decreti pubblicati si configurano come meri strumenti per tentare di ovviare ai rischi di disimpegno automatico; inoltre, il criterio di selezione delle iniziative da finanziare e' riconducibile sostanzialmente all'ordine cronologico di presentazione delle domande, mentre l'esame di merito delle domande prevede tempi piu' lunghi rispetto al passato ed il ricorso, in aggiunta all'attivita' di Invitalia, ad esperti esterni di nomina ministeriale, comporta, a giudizio degli interroganti, una scarsa garanzia di trasparenza ed equita'; ove non fosse stato necessario rincorrere i ritardi fin qui accumulati sulla spesa comunitaria, a discapito della qualita' della stessa, sarebbe stato necessario acquisire prima di tutto i risultati del bando e successivamente, valutata la qualita' delle proposte presentate, definire una graduatoria ed il relativo fabbisogno finanziario, senza aprire una sorta di lotteria su aspetti cosi' importanti di politica industriale; altrettanto grave appare il rischio di definanziamento delle cosiddette «risorse liberate» rivenienti dalla programmazione 2000-2006 (1,3 mld euro circa) che ad oggi non risultano essere impegnate con validi e coerenti atti amministrativi, se non per un importo pari a circa 1/3 della disponibilita' totale, e che viceversa devono essere interamente impegnate entro il 31 dicembre 2010 -: quali iniziative urgenti si intendano assumere per affrontare la grave situazione venutasi a creare alla direzione generale incentivazione attivita' imprenditoriali (DGIAI) del Ministero dello sviluppo economico, in particolare riguardo all'attivita' volta al sostegno dello sviluppo imprenditoriale, ed, in particolare, quali iniziative intendano assumere: a) per evitare il rischio reale che possano essere perse le risorse del PON ricerca e competitivita' e del POI energia 2007-2013; b) per ridare operativita' ed efficienza al fondo di garanzia; c) per rivedere i criteri con i quali sono state impegnate le risorse finanziarie relative ai bandi della «nuova 488», riguardo all'esclusione di importanti settori dell'economia del Paese, alle dimensioni stesse dei finanziamenti conseguenti ai limiti di stanziamento fissati dai relativi decreti e ai metodi di selezione delle iniziative da finanziare; d) per prevenire i rischi di definanziamento delle «risorse liberate» rivenienti dalla programmazione 2000-2006.(3-01247)