Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01261 presentata da REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) in data 20101005
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01261 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI martedi' 5 ottobre 2010, seduta n.378 REGUZZONI, LUCIANO DUSSIN, FOGLIATO, LUSSANA, MONTAGNOLI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DAL LAGO, D'AMICO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, LANZARIN, MAGGIONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI, VOLPI e ZAFFINI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: secondo quanto emerso nel corso di una recente audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, personaggi di spicco della criminalita' sarebbero beneficiari di trattamenti previdenziali di vario tipo; numerosi boss mafiosi, al raggiungimento dei requisiti anagrafici, percepirebbero la pensione sociale o, comunque, il trattamento pensionistico spettante per l'attivita' lavorativa svolta come copertura della carriera criminosa; addirittura sembrerebbe che taluni mafiosi abbiano ottenuto l'indennita' di disoccupazione durante i loro periodi di latitanza; tale vicenda inquietante ha provocato dure reazioni nel mondo politico, tanto da comportare un'immediata iniziativa legislativa per escludere che cittadini indegni come i superboss mafiosi possano maturare il diritto alla prestazione in presenza di requisiti contributivi «fittizi»; e' doveroso evitare che simili criminali possano fruire di qualsiasi trattamento previdenziale da parte dello Stato, tale da determinare un clamoroso spreco di danaro pubblico, oltre che una palese ingiustizia nei confronti dei familiari delle vittime e dei cittadini onesti; appare scandaloso che lo Stato italiano, fatti salvi i diritti realmente acquisiti, paghi una pensione a persone che si sono macchiate di feroci delitti, in beffa a tutti i cittadini onesti per i quali, nonostante lunghi e faticosi anni di lavoro, la pensione e' ancora un miraggio -: quale sia il numero dei criminali condannati con sentenza passata in giudicato percettori di un trattamento previdenziale e a quale titolo (anzianita', vecchiaia, minima ed altro) e quanti di loro beneficino, oltre al trattamento previdenziale, anche degli assegni previsti dal piano di protezione pentiti, nonche' a quanto ammonti l'onere a carico dello Stato per l'erogazione dei trattamenti previdenziali in questione.(3-01261)