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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00855 presentata da TASSONE MARIO (UNIONE DI CENTRO) in data 20101014

Atto Camera Interpellanza 2-00855 presentata da MARIO TASSONE giovedi' 14 ottobre 2010, seduta n.383 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: nella XV legislatura e' stato predisposto dal Governo un disegno di legge, recante «Istituzione dell'ufficio per il processo, riorganizzazione funzionale dei dipendenti dell'Amministrazione giudiziaria e delega al Governo in materia di notificazione ed esecuzione di atti giudiziari, nonche' registrazione di provvedimenti giudiziari in materia civile», che scaturisce da un protocollo di intesa firmato dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali del personale della giustizia, in data 9 novembre 2006; tale disegno di legge, riproposto nella presente legislatura, prevede la riqualificazione del personale giudiziario attraverso un progetto di valorizzazione che avrebbe permesso: la ricomposizione dei profili professionali, una maggiore flessibilita', 2.800 assunzioni, un progetto di modernizzazione, la rideterminazione delle piante organiche, il recupero dei crediti e maggiori risorse finanziarie, investimenti adeguati per il processo telematico e l'informatizzazione; le trattative relative all'annoso problema della riqualificazione che i lavoratori della giustizia attendono dal 2000, rese stringenti dalla necessita' di adeguare il contratto integrativo di Ministero dopo la firma del contratto collettivo nazionale del lavoro 2006-2009, si sono arenate per diversi mesi, con l'inizio della nuova legislatura; il Ministro ha ricevuto le organizzazioni sindacali solo nel febbraio 2009: sebbene in quella occasione il Guardasigilli abbia assicurato soluzioni in tempi brevi, consta all'interpellante nessuna iniziativa risolutiva in tal senso e' stata mai adottata; il Governo, nell'allegato al documento di programmazione economico-finanziaria 2010- 2013 ha stabilito che, per attuare le riforme in programma e quelle gia' avviate (riforma del codice civile, pacchetto sicurezza, eccetera), e' necessario riqualificare il personale e procedere a 3.000 assunzioni, in modo tale da sopperire alle «gravi carenze di organico» e garantire la prosecuzione del servizio. Si chiedono, dunque, 40 milioni di euro per le progressioni professionali tra le aree e 114 milioni di euro per le assunzioni; l'amministrazione del comparto giustizia ha tuttavia dichiarato piu' volte di non poter garantire i cosiddetti passaggi di area che porterebbero alla ricomposizione dei profili professionali, in quanto le previsioni contenute nella decisione di finanza pubblica 2010-2013 non hanno avuto alcun esito. Infatti, l'Amministrazione giudiziaria, nonostante il suddetto DPEF, non e' andata mai oltre la garanzia di un mero passaggio economico per il personale da finanziare con i soldi del Fondo unico di amministrazione (Fua), inizialmente destinato a finanziare la produttivita' individuale e di gruppo; il contratto nazionale, per garantire una maggiore flessibilita' nell'ambito dei profili, individua il profilo professionale e il lavoro ad esso riconducibile su di un'unica area funzionale; il contratto integrativo del 5 aprile 2000 aveva ricomposto i processi lavorativi in figure professionali uniche, capaci di garantire, anche grazie ad alcuni accordi sulla interfungibilita', la prosecuzione del servizio, nonostante le gravi carenze di organico; il contratto nazionale impone che tali figure professionali vengano ricomposte in un'unica area, verso l'alto, per una maggiore qualificazione degli stessi lavoratori; nelle more della riorganizzazione del comparto giustizia, l'amministrazione ha proposto un ordinamento professionale, firmato in data 15 dicembre 2009, che e' apparso subito contrario al contratto nazionale 2006-2009 di cui sopra, al punto tale che perfino «l'ARAN» in data 4 febbraio 2010 ha sollevato diversi rilievi ed osservazioni, invitando l'amministrazione giudiziaria ad apportare le adeguate modifiche, nel rispetto dei principi contrattuali. Dopo la preintesa del 3 marzo 2010, in data 29 luglio 2010 e' stato siglato l'accordo del nuovo CCNI, dall'Amministrazione, dalla CISL, dall'UNSA e dalla federazione «Mesa, che rappresentano le minoranze dei lavoratori; il nuovo ordinamento professionale nascente dal CCNI del 29 luglio 2010 infatti, divide il lavoro, separa le funzioni e scompone le figure professionali verso il basso e non prevede alcun impegno formale che vincoli l'Amministrazione circa la ricomposizione dello stesse figure professionali. A tal riguardo, proprio con l'entrata in vigore della legge n. 15 del 2009 in materia di lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione, sara' impossibile procedere alla ricomposizione dei profili in quanto, per l'accesso all'area superiore, si dovra' essere in possesso del titolo di studio necessario per l'accesso dall'esterno e, dunque, per migliaia di cancellieri, ufficiali giudiziari e altri dipendenti, l'attivita' prestata negli ultimi anni sara' resa nulla e non consentira' la progressione nella carriera; il nuovo CCNI e' entrato in vigore il 29 luglio 2010 e prevede un ordinamento professionale che dequalifica, demansiona e mortifica i dipendenti dell'amministrazione giudiziaria. Dall'entrata in vigore del Contratto Integrativo, 7900 cancellieri, 1800 ufficiali giudiziari e altre migliaia di dipendenti sono stati «privati» delle loro funzioni: cio', in contrasto con i principi costituzionali del buon funzionamento degli uffici; tale accordo e' inoltre viziato dalla marginale rappresentativita' delle organizzazioni sindacali che hanno aderito e firmato lo stesso. Non e' stata invece oggetto di trattativa la proposta di accordo, completa, di un ordinamento rispettoso del contratto collettivo nazionale del lavoro e improntato all'efficienza ed alla flessibilita', presentata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali; tale proposta, fra gli altri interventi previsti ed in base a quanto stabilito nella decisione di finanza pubblica 2010-2013 presentata dallo stesso Governo, dilazionava i passaggi del personale tra le aree in tre anni e prevedeva l'istituzione della figura dell'assistente di procedura informatica», volta a reinternalizzare un servizio importante come l'assistenza informatica, assicurando cosi' stabilita' contrattuale ai dipendenti e garantendo, allo stesso tempo, sicurezza del servizio e sulla circolazione dei dati sensibili relativi agli uffici giudiziari -: come intenda garantire un'efficiente realizzazione del cosiddetto «processo breve», stante la condizione di sotto-organico e mancanza di risorse finanziarie di cui soffrono gli uffici giudiziari; se intenda assegnare in maniera adeguata e sufficiente le risorse del «FUG» (Fondo unico giustizia), finalizzandole alla funzionalita' degli uffici giudiziari e all'incentivazione del personale giudiziario; come intenda dare concreta esecuzione a quanto stabilito nella decisione di finanza pubblica, in relazione alle necessita' pregiudiziali per procedere alle riforme, ovvero alla vera riqualificazione del personale e a 4.000 nuove assunzioni; se intenda riesaminare la proposta presentata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali, nonche' reperire i fondi previsti nella decisione di finanza pubblica, necessari a garantire la prosecuzione del servizio; se intenda promuovere la revisione dell'Accordo del 29 luglio 2010, tenendo conto delle previsioni contrattuali, costituzionali e di legge, per dargli validita' anche sotto l'aspetto democratico, in quanto, in questo caso, verrebbe firmato dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali e dunque sarebbe rappresentativo del maggior consenso da parte dei lavoratori della giustizia; se intenda procedere alla reinternalizzazione del servizio di assistenza informatica e di verbalizzazione, al fine di garantire una maggiore sicurezza al servizio della giustizia. (2-00855) «Tassone».

 
Cronologia
mercoledì 13 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della difesa, Ignazio La Russa riferisce alla Camera sul grave attentato ai militari italiani impegnati in Afghanistan e sugli sviluppi della situazione nella regione.

    Ignazio Benito Maria La Russa
domenica 24 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si reca in Cina in visita ufficiale, accompagnato dal Ministro degli esteri Franco Frattini.

    Franco Frattini Giorgio Napolitano