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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00868 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20101021

Atto Camera Interpellanza 2-00868 presentata da ANTONIO DI PIETRO giovedi' 21 ottobre 2010, seduta n.387 I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro del turismo, per sapere - premesso che: l'articolo 7 del cosiddetto decreto Pisanu (n. 144 del 2005) prevede che in Italia «chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore» facendo del nostro Paese un caso unico nel mondo, portando gravi danni all'immagine e allo sviluppo del turismo. In pratica con questa norma qualunque pubblico esercizio - compresi bar, biblioteche, amministrazioni locali o sedi di associazioni e movimenti, deve chiedere una licenza preventiva al questore e - successivamente - procedere all'identificazione degli utilizzatori della connessione telematica previa esibizione di documento di identita' conservandone una copia cartacea, assieme ad i dati «relativi alle attivita' di navigazione» per un periodo di 6 mesi prorogabili per altri 6; l'articolo in questione e' stato promulgato insieme ad altre norme tese a controllare attivita' sensibili per garantire la sicurezza del nostro Paese dal terrorismo, in seguito agli attentati negli USA (Torri Gemelle) e in Europa (Londra e Madrid) ma - paradossalmente - nessuno degli stati che sono maggiormente coinvolti nella lotta al terrorismo ha approvato dispositivi analoghi a quelli contenuti nel cosiddetto decreto Pisanu; si rileva inoltre che in sede di discussione di una precedente interrogazione parlamentare il Ministero dell'interno ha detto che questa norma avrebbe portato ad importanti risultati nella lotta al terrorismo sia nazionale che internazionale e per il contrasto del fenomeno della pedopornografia. Se cosi' e', sarebbe opportuno conoscerne i dati, visto che si tratta di una fatto sul quale e' importante investigare e diffonderne i risultati, se cosi' non e', sarebbe opportuno - in quanto ad oggi non si ha alcuna notizia su queste indagini - sapere a cosa si riferisse il Ministro dell'interno in quella risposta; in realta' questa norma ha avuto delle ricadute negative in termini di libera circolazione delle informazioni e in termini economici poiche' - a causa degli obblighi derivanti dal cosiddetto decreto Pisanu - in Italia vi sono solo 4.200 punti (hot spot) che offrono connessione WI-FI, secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico: il 20 per cento rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei. La sola New York - vittima dell'attentato delle Torri Gemelle - ne conta da sola oltre mille; si rileva che il presidente di Assinform, l'Associazione di Confindustria che raggruppa le aziende di information technology, ha recentemente dichiarato che «Il ritardo del Wi-Fi ha penalizzato l'alfabetizzazione informatica degli italiani e ha inciso anche sull'acquisto di pc e tablet», causando quindi un danno culturale ed economico; inoltre un recente appello pubblicato sulla rivista l'Espresso che chiede di abrogare l'articolo 7 del cosiddetto decreto Pisanu e' stato sottoscritto da membri di maggioranza e opposizione tra cui Deborah Bergamini (Pdl), Pierluigi Bersani (Pd), Pierferdinando Casini (Udc), Italo Bocchino (Fli), Benedetto Della Vedova (Fli), Antonio Di Pietro (Idv), Giovanni Fava (Lega Nord), Flavia Perina (Fli), Giorgio Clelio Stracquadanio (Pdl); si rileva che la piu' penalizzante delle disposizioni contenute nel cosiddetto decreto Pisanu, relativamente all'obbligo di licenza da richiedersi al questore, scadra' il 31 dicembre 2010, ma, nonostante una larga contrarieta' al suo rinnovo, negli scorsi anni l'inserimento di tale disposizione all'interno del cosiddetto decreto «milleproroghe» ha impedito una discussione in aula che portasse alla modifica o all'abrogazione della disposizione stessa; lo stesso senatore Pisanu - estensore della norma - ha dichiarato recentemente «che le esigenze di sicurezza sono nel frattempo mutate e, dall'altro, che l'accesso ad Internet come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico deve essere facilitato» -: quali siano i dati in possesso del Ministero dell'interno sull'impatto dei dispositivi contenuti nella Pisanu come supporto delle attivita' investigative di contrasto al terrorismo nazionale e internazionale e del fenomeno della pedopornografia; se i Ministeri dello sviluppo economico, il Ministero della semplificazione e il Ministero del turismo abbiano verificato l'impatto economico e culturale dell'applicazione di tale norma nei comparti di loro interesse, considerando le numerose verifiche compiute dalle associazioni di categoria; se il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro della semplificazione e il Ministero del turismo assumeranno iniziative affinche' non si rinnovino le disposizioni in scadenza il 31 dicembre 2010 contenute nell'articolo 7 del cosiddetto decreto Pisanu che obbligano i pubblici esercizi a richiedere una licenza al questore, non prevedendone il rinnovo nel cosiddetto decreto «milleproroghe», e, in caso negativo, in base a quali considerazioni. (2-00868) «Di Pietro, Donadi, Borghesi».

 
Cronologia
mercoledì 13 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro della difesa, Ignazio La Russa riferisce alla Camera sul grave attentato ai militari italiani impegnati in Afghanistan e sugli sviluppi della situazione nella regione.

    Ignazio Benito Maria La Russa
domenica 24 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si reca in Cina in visita ufficiale, accompagnato dal Ministro degli esteri Franco Frattini.

    Franco Frattini Giorgio Napolitano