Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01385 presentata da MAZZOCCHI ANTONIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20110111
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01385 presentata da ANTONIO MAZZOCCHI martedi' 11 gennaio 2011, seduta n.415 MAZZOCCHI e CARLUCCI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: risulterebbe che l'INPDAP con determinazione presidenziale n. 259 del 30 novembre 2010, abbia provveduto a modificare le competenze di alcune direzioni centrali, a sopprimere alcune, ad accorpare in un'unica struttura le competenze relative alle entrate ed alla posizione assicurativa ed infine ad aggiungere alla direzione welfare la competenza creditizia; con successiva determinazione del 30 novembre 2010, n. 260, sulla base del nuovo assetto organizzativo posto in essere con la determinazione n. 259 di cui sopra, il presidente sembrerebbe aver rinnovato e riorganizzato gli incarichi dei dirigenti generali delle varie direzioni centrali; risulterebbe che su 11 dirigenti generali centrali, rispetto alle 13 direzioni centrali di prima fascia di cui due vacanti di titolari (direzione centrale previdenziale e direzione centrale audit), il riassetto abbia interessato solo una dirigente che si sarebbe vista revocare implicitamente l'incarico svolto presso la direzione centrale welfare con conseguente riassegnazione di un nuovo incarico presso la direzione centrale audit; la decisione assunta risulterebbe alquanto anomala non solo perche' non sembrerebbe aver tenuto conto della professionalita' acquisita dalla dirigente stessa nel corso degli anni in un determinato comparto, ma, soprattutto, ove si consideri che la stessa, risulterebbe in soli quattro anni, esser stata destinataria gia' di tre distinti incarichi dirigenziali, peraltro tutti anticipatamente risolti; giova evidenziare inoltre il fatto che la decisione assunta nella determinazione presidenziale n. 260 del 2010 non risulterebbe esser stata nemmeno notificata formalmente, ma soprattutto tempestivamente, alla diretta interessata che avrebbe ricevuto solo in data 9 dicembre 2010, il provvedimento di cui trattasi su sua esplicita richiesta nonostante lo stesso avesse decorrenza 20 dicembre 2010; occorre, ad avviso dell'interrogante, sottolineare il fatto che la dirigente interessata da tale provvedimento, a seguito della delibera del commissario straordinario n. 35 del 18 dicembre 2008, con cui veniva confermata alla direzione centrale welfare e strutture sociali, in data 7 gennaio 2009 stipulo' apposito contratto individuale di lavoro di durata triennale, con decorrenza 1 o gennaio 2009-31 dicembre 2011, la cui revoca poteva intervenire solo in caso di risultati negativi dell'attivita' amministrativa e della gestione nonche' per il mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati ai sensi dell'articolo 29 del regolamento di organizzazione od, infine, per risoluzione del rapporto di lavoro; durante lo svolgimento del suo incarico non risulterebbe esserle stata contestata nessuna delle ipotesi sopra menzionate; nel caso di specie, ad avviso dell'interrogante, qualora si considerasse lo spostamento quale modifica dell'incarico precedentemente attribuito, la stessa risulterebbe unilaterale e, dunque, illegittima; tale decisione invece si configurerebbe, sempre ad avviso dell'interrogante, quale vera e propria sostituzione di un incarico con un altro avente un contenuto del tutto eterogeneo e, di conseguenza, competenze del tutto opposte; tutte le direzioni, oggetto di modifiche anche piu' sostanziali di quella in questione, risultano esser state riassegnate ai dirigenti che gia' precedentemente se ne occupavano tranne una: la direzione welfare; di fronte alla eliminazione di due posti da dirigente generale, conseguente alla modifica organizzativa ed alla fusione intervenuta, l'amministrazione avrebbe ben potuto assegnare i due dirigenti in esubero ai posti delle direzioni centrali vacanti ovvero direzione audit e previdenza; in tal modo, si sarebbe sicuramente garantita la continuita' dell'azione amministrativa della direzione centrale welfare ed, al contempo, il diritto del dirigente ad esercitare il suo mandato per la durata contrattuale prevista cosi' da poter esser valutato in relazione all'attivita' svolta ed ai risultati conseguiti; nel caso di specie, sembrerebbe che si sia voluto procedere piu' che ad una riorganizzazione complessiva che, peraltro, dovrebbe attuarsi entro il mese di giugno 2011 come da relazione del direttore generale del 15 novembre 2010, ad una revoca anticipata che, a parere dell'interrogante, assume di fatto i connotati di una vera e propria punizione avente lo scopo di allontanare un dirigente senza che le siano stati prospettati nemmeno i posti disponibili per un nuovo incarico, privandola in tal modo di effettuare una sua valutazione al fine di manifestare la sua disponibilita' per quella o altra direzione; qualora l'amministrazione avesse voluto davvero agire con la massima trasparenza e correttezza, principi cardine per una buona amministrazione, avrebbe richiesto preventivamente le varie disponibilita' e, successivamente, effettuato una valutazione comparativa delle stesse nel rispetto delle professionalita' acquisite -: se i fatti di cui in premessa corrispondano al vero e, in caso affermativo, quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per verificare i criteri seguiti e le motivazioni delle scelte assunte dall'INPDAP e, se del caso, se non ritenga opportuno procedere alla sospensione della esecuzione delle determinazioni presidenziali citate, cosi' come gia' avvenuto per le determinazioni presidenziali n. 226 e n. 227 del 22 settembre 2010, onde poter valorizzare al meglio le risorse umane presenti all'INPDAP. (3-01385)