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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04044 presentata da GNECCHI MARIALUISA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110112

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04044 presentata da MARIALUISA GNECCHI mercoledi' 12 gennaio 2011, seduta n.416 GNECCHI, BELLANOVA, BOBBA, CODURELLI, BOCCUZZI, BERRETTA, MADIA, SCHIRRU, GATTI, MATTESINI, RAMPI, SANTAGATA, MIGLIOLI, MOSCA e DAMIANO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: il decreto-legge n. 78 del 2010 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, ha introdotto significative modifiche nel sistema previdenziale che stanno comportando pesantissime conseguenze a tutti in generale e drammatiche su una vasta platea di lavoratori e lavoratrici; le suddette modifiche risultano comportare anche conseguenze, che probabilmente non erano neanche state valutate, sui lavoratori messi in mobilita' a seguito degli accordi, firmati antecedentemente anche dai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico, riguardanti la riduzione di personale dipendente dalle aziende del settore telefonico, che prevedevano l'inserimento in mobilita' o l'esodo incentivato; in data 30 settembre 2010 le organizzazioni sindacali nazionali del settore comunicazioni, hanno richiesto con lettera raccomandata, un intervento urgente del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, motivando nel dettaglio le pesanti ripercussioni sui diritti previdenziali dei lavoratori di questo settore a seguito del citato decreto-legge; in data 1 o dicembre 2010 anche le organizzazioni sindacali nazionali del settore elettrico hanno richiesto con lettera raccomandata, un intervento urgente del Ministro interrogato, a tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori dipendenti dalle aziende del settore elettrico, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 78 del 2010; da quanto hanno dichiarato i rappresentanti nazionali delle organizzazioni sindacali di settore ai parlamentari della Commissione lavoro, in occasione dell'incontro con una delegazione del presidio in piazza Monte Citorio del giorno 11 gennaio 2011, il Ministro non ha mai dato alcun riscontro alle istanze di cui sopra; il lavoratori e le lavoratrici di questi settori possono dimostrare le conseguenze del citato decreto-legge portando i conteggi previdenziali fatti dall'INPS sull'onere da sostenere per le ricongiunzioni, con importi pro capite anche superiori a 100.000 euro; sempre in data 11 gennaio 2011 era prevista presso la Commissione lavoro la discussione della risoluzione 7-00427 inerente le problematiche di cui sopra, ma il Ministro Sacconi ha rinviato la propria presenza mostrando la disponibilita' a essere presente in Commissione nella giornata del 19 gennaio -: come e quando intenda il Ministro interrogato affrontare le questioni sollevate e porre in atto i necessari provvedimenti che consentano, non solo di onorare accordi sottoscritti con le parti sociali in sede ministeriale, ma anche fornire idonee soluzioni alle circostanziate problematiche segnalate dalle organizzazioni sindacali e da tutti i lavoratori e le lavoratrici che stanno vivendo la drammatica situazione di non avere certezza rispetto alla propria pensione a seguito dell'emanazione del decreto-legge n. 78 del 2010. (5-04044)





 
Cronologia
sabato 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In risposta alla crisi finanziaria sono istituite tre nuove autorità europee di vigilanza: l’Autorità bancaria europea con sede a Londra, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati con sede a Parigi e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali con sede a Francoforte.

giovedì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    La Corte costituzionale, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del Presidente del Consiglio dei ministri, ritiene illegittimi l'art. 1, comma 4, per l'ipotesi di impedimento continuativo e attestato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e l'art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto l'impedimento addotto.