Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04075 presentata da BRATTI ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110119
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04075 presentata da ALESSANDRO BRATTI mercoledi' 19 gennaio 2011, seduta n.420 BRATTI, MARGIOTTA, REALACCI, BRAGA e MARIANI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: a Cancun, in Messico, dall'8 al 10 dicembre 2010 si e' tenuta la sedicesima Conferenza delle parti nell'ambito della Convenzione delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici, a cui ha preso parte una delegazione della Commissione VIII ambiente della Camera dei deputati; in occasione della Conferenza, l'Unione interparlamentare ed il Parlamento messicano hanno organizzato congiuntamente un incontro parlamentare, che ha avuto luogo lunedi' 6 dicembre 2010 e si e' occupato dello stato d'avanzamento dei negoziati COP16/CMP6, e due Tavole rotonde interattive, rispettivamente sul tema: «La crescita delle energie pulite come nuovo paradigma di sviluppo» e sul tema: «Aprire le porte ad un'azione efficace sul clima a livello nazionale: i Parlamenti ne possiedono le chiavi?». Si e' inoltre tenuta una sessione sul tema. «La governance internazionale della finanza climatica»; al termine dei lavori e' stata adottata una dichiarazione finale in cui, tra l'altro, si e' ribadita l'importanza dell'approccio multilaterale per affrontare il problema dei cambiamenti climatici, in quanto problematica di carattere mondiale, nonche' la necessita' di stipulare una sorta di «nuovo patto con la natura»; e' stata inoltre sottolineata l'assoluta necessita' di realizzare tagli netti alle emissioni globali al fine di conseguire il contenimento degli aumenti di temperatura globale entro i 2 gradi centigradi; grande preoccupazione e' stata espressa per il mancato conseguimento degli impegni finanziari assunti a Copenaghen; il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha auspicato che l'appuntamento di Cancun potesse rappresentare un significativo passo in avanti nella realizzazione di una cornice internazionale volta a combattere il cambiamento climatico; in parziale controtendenza rispetto agli esiti di Copenaghen la plenaria conclusiva ha approvato un pacchetto di decisioni, i «Cancun Agreements», in cui sono state sintetizzate in modo piuttosto bilanciato le istanze di tutte le Parti, rassicurando i Paesi in via di sviluppo sulla continuita' del Protocollo di Kyoto, ma allo stesso tempo compiendo un primo passo importante per superarne la logica nella prospettiva di un futuro accordo legalmente vincolante sul clima. Cio' sia in termini di attenuazione della netta separazione tra impegni vincolanti dei Paesi industrializzati ed azioni volontarie » dei Paesi emergenti, sia in termini di approccio alla definizione di obiettivi di riduzione delle emissioni collettivi ed individuali da raggiungere; in particolare e' stato riconfermato l'impegno della comunita' internazionale a realizzare un secondo periodo di impegni ai sensi del Protocollo di Kyoto, pur rinviando al prossimo anno la definizione giuridica di tale periodo, cosi' come l'individuazione di eventuali obiettivi di riduzione delle emissioni aggregate ed individuali per i singoli paesi; a tal fine, la decisione «sollecita» ma non vincola le parti ad aumentare il proprio obiettivo collettivo di mitigazione in linea con quanto suggerito dal quarto rapporto dell'Intergovernamental Panel on Climate Change e registra gli obiettivi di riduzione e degli impegni di azione espressi su base volontaria da oltre 140 Paesi a seguito dell'Accordo di Copenaghen; in sostanza la conferenza di Cancun ha rappresentato un piccolo ma significativo passo avanti per l'adozione di una strategia condivisa di riduzione delle emissioni climalteranti, cercando di trovare un ragionevole punto di equilibrio tra le esigenze di tutti i Paesi; il principale risultato e' stata la volonta' di mantenere in piedi un processo negoziale che sembrava rischiare di essere giunto ad un punto di impasse; i principali presupposti del rinnovato impegno delle parti sono: una visione comune di lungo periodo (shared vision) volta a conseguire gli obiettivi della Convenzione; la necessita' di aumentare l'azione e la cooperazione internazionale sul fronte dell'adattamento, creando al riguardo un Comitato per l'Adattamento; la necessita' di rafforzare l'azione sulla mitigazione, compresi i meccanismi di lotta alla deforestazione, i meccanismi settoriali e gli approcci di mercato; misure a favore dello sviluppo e del trasferimento tecnologico; interventi sul fronte della finanza e della capacity building; tra i principali obiettivi che gli accordi intendono perseguire vi sono: fissazione a 2 gradi centigradi dell'aumento massimo della temperatura tollerabile rispetto all'era preindustriale, prevedendo un meccanismo di revisione e la possibilita' di abbassare questo limite a 1,5 in presenza di indicazioni della comunita' scientifica. Inoltre, si formalizza la necessita' di arrivare quanto prima al «picco» delle emissioni mondiali per una progressiva riduzione successiva con un orizzonte al 2050; istituzione del Cancun Adaptation Framework al fine di favorire lo sviluppo di ricerca e tecnologia rilevanti e rafforzare le capacita' istituzionali ed i meccanismi di pianificazione dei Paesi in via di sviluppo, in particolare i Paesi piu' vulnerabili; istituzione di un Adaptation Committee della Convenzione per rafforzare il coordinamento delle azioni internazionali di adattamento; avvio di un processo di valutazione delle iniziative di interesse per i Paesi piu' vulnerabili, quali opzioni per l'istituzione di meccanismi di assicurazione contro i rischi climatici; acquisizione e approfondimento del sistema di monitoraggio, reportistica e verifica (Monitoring Reporting and Verification MRV) maturato a Copenaghen, ponendo le basi per nuovi meccanismi di verifica internazionale sull'erogazione di finanziamenti per i paesi industrializzati e meccanismi di consultazione e analisi a livello Internazionale (ICA, International Consultation and Analysis) per i Paesi in via di sviluppo; istituzione di un meccanismo per la lotta alla deforestazione (REDD+), lanciando il processo verso la definizione di regole condivise per il monitoraggio e la quantificazione delle riduzioni di emissioni; avvio di un nuovo impulso al processo per la definizione di meccanismi di mercato che agevolino la riduzione di emissioni nella maniera economicamente piu' efficace; istituzione di un Forum nell'ambito degli organi sussidiari della conferenza per valutare l'impatto avverso delle azioni di mitigazione; maggiore impegno per il reperimento delle risorse finanziarie stanziate per il clima, a partire dai 30 miliardi di dollari USA stanziati come «fast-start finance» ai 100 miliardi di dollari da recuperare con una mobilitazione pubblico-privata; avvio del processo per la costituzione del Green Climate Fund quale strumento aggiuntivo per l'efficace canalizzazione delle risorse; istituzione di un meccanismo per il trasferimento tecnologico, basato sul lavoro di guida e raccordo di un Technology Executive Committee della Convenzione e operativamente facilitato da una rete internazionale per il trasferimento tecnologico stimolata da un Climate Technology Center della Convenzione; il quadro finale delineato a Cancun traccia le linee per una evoluzione verso un «nuovo accordo sul clima» in forma legalmente vincolante e presenta aspetti positivi - legati alla ritrovata volonta' di proseguire un percorso condiviso sui cambiamenti climatici -, ma anche alcuni limiti che non debbono essere sottovalutati, a partire dalla mancata soluzione di alcuni nodi di fondo del negoziato, come l'esigenza, irrisolta, di addivenire ad una concreta formalizzazione di impegni per la limitazione dell'aumento della temperatura a 2 gradi rispetto all'era preindustriale -: quali siano gli impegni specifici del Governo italiano rispetto ai diversi obiettivi posti dall'Accordo di Cancun; se il Governo intenda assumere iniziative specifiche in Italia riguardo al tema dei cambiamenti climatici sia per quanto riguarda le politiche di mitigazione che quelle di adattamento; quali e quante risorse siano state impegnate per il 2011 riguardo al contrasto ai cambiamenti climatici (mitigazione ed adattamento) in progetti internazionali; quali siano i progetti internazionali ad oggi realizzati, anche in collaborazione con partner privati, eseguiti sotto l'egida degli accordi internazionali per contrastare i cambiamenti climatici. (5-04075)