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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/04093 presentata da TEMPESTINI FRANCESCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110125

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-04093 presentata da FRANCESCO TEMPESTINI martedi' 25 gennaio 2011, seduta n.423 TEMPESTINI e BARBI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 14-16 dicembre 2010 si e' tenuto a Bruxelles l'incontro conclusivo dei Paesi donatori per il sedicesimo rifinanziamento dell'International development association (IDA), la componente della banca mondiale che si occupa di finanziare strategie di sviluppo e di riduzione della poverta' nei Paesi a basso reddito, soprattutto in Africa Subsahariana si tratta peraltro dell'ultimo ciclo prima della scadenza del 2015 per l'attuazione degli MD4. Nel corso del 2010 i Paesi donatori si sono incontrati tre volte per discutere la dimensione del loro impegno finanziario nei confronti dell'IDA per i prossimi tre anni; all'incontro di Bruxelles, il capitale dell'IDA ha registrato un incremento promesso sul triennio 2011-2014 del 18 per cento per una disponibilita' complessiva di circa cinquanta miliardi di dollari, ma l'impegno finanziario specifico dei singoli Paesi non e' stato reso pubblico; nel 2010 si sono conclusi i cicli di rifinanziamento triennali di altri due fondi finanziari internazionali, il Fondo di sviluppo africano (AdF) e il Fondo Globale per l'ambiente (GEF). L'Italia si e' impegnata con una quota contributiva inferiore rispetto al triennio precedente: per il GEF col 3,64 per cento dal 4,39 per cento e per il Fondo Africano col 4,75 per cento dal 5,26 per cento. La scelta sembra essere dettata da una scelta del Ministero dell'economia e finanze in considerazione di arretrati per 976 milioni di euro verso Fondi di Sviluppo multilaterali che dovevano gia' essere versati a fine 2010; nello scorso ciclo di rifinanziamento, l'Italia si era impegnata a finanziarie il 3,8 per cento dei bisogni finanziari dell'IDA, mantenendo nei fatti la quota contributiva del triennio precedente ma aumentando il suo peso nel voto ponderato della Banca Mondiale. Le imprese italiane si sono aggiudicate appalti da parte della Banca per circa cinque miliardi di euro all'anno nell'ultimo quinquennio; l'Italia ha ancora un arretrato di 566 milioni di euro nei confronti dell'IDA 15 e se decidera' di ridurre la quota contributiva per il triennio 2011-2014, o se addirittura ridurra' anche le promesse di contributi in termini assoluti, vista la difficile posizione debitoria, diventa sempre piu' concreto il rischio di un forte ridimensionamento del peso italiano nell'ambito di tale organismo multilaterale. Oltre ad una preoccupante diminuzione di autorevolezza e di credibilita' del nostro Paese a livello internazionale, tali scelte pregiudicheranno anche la capacita' di risposta dei meccanismi multilaterali alla crisi nei Paesi in via di sviluppo -: quale sia l'impegno italiano in termini assoluti e l'ammontare della quota contributiva del nostro Paese per il Fondo dell'IDA per il triennio 2011-2014 e in che modo il Governo intenda far fronte agli impegni gia' contratti, saldando i pagamenti arretrati accumulati in riferimento ai fondi finanziari internazionali suddetti. (5-04093)





 
Cronologia
lunedì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni

    Alla Camera si svolge il dibattito sulle mozioni di sfiducia, presentate dai deputati Ghizzoni, Zazzera ed altri (1-00491) e dai deputati Buttiglione, Granata, Tabacci e Melchiorre (1-00533), nei confronti del Ministro per i beni e le attività culturali, senatore Sandro Bondi. Il 26 gennaio la Camera le respinge con 292 voti favorevoli, 314 contrari e 2 astenuti.



    Sandro Bondi Manuela Ghizzoni Daniela Melchiorre Bruno Tabacci Rocco Buttiglione Giuseppe Granata
martedì 25 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Egitto, al Cairo si svolge la prima manifestazione contro il regime del Presidente Hosni Mubarak. Migliaia di manifestanti, che reclamano pane, libertà e giustizia sociale, si riuniscono a Piazza Tahir, che diventerà il luogo simbolo della rivolta.

venerdì 11 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Egitto, dopo le manifestazioni di protesta che hanno visto milioni di egiziani in piazza in tutte le principali città del paese, il Presidente Mubarak lascia alla Giunta militare il governo del Paese.